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Consultazione 2015/79: Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 94 pagine
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Rapporto sulla politica di sicurezza 2016 (progetto) Pagina 40 _____________________________________________________________________________________
di personale militare, esperti civili e poliziotti rafforza la stabilità e la pace, come pure la sicurezza e lo Stato di diritto in Europa e nella sua periferia; dall’altro, agendo in questo modo la Svizzera dimostra solidarietà nei confronti degli sforzi di uno dei suoi partner principali nel quadro della promozione della pace.
Da qualche tempo si pone il quesito se la Svizzera debba aspirare a un accordo quadro con l’UE in merito alla propria partecipazione a impieghi nell’ambito della PSDC. Da parte dell’UE esiste dal 2004 un relativo mandato negoziale; il Consiglio federale non ha ancora approvato un mandato in tal senso. Fintanto che non esisterà un accordo quadro del genere, per ogni partecipazione della Svizzera a un impiego civile o militare dell’UE occorrerà concludere un accordo di partecipazione separato. Un accordo quadro disciplinerebbe le modalità fondamentali della partecipazione della Svizzera a questo tipo di impieghi e diminuirebbe l’onere amministrativo; il suo contenuto sarebbe ampiamente identico a quello degli accordi stipulati sinora dalla Svizzera con l’UE per la partecipazione a singole missioni. Anche con un accordo quadro del genere, la Svizzera continuerebbe a poter decidere autonomamente caso per caso se intende partecipare a un impiego concreto; un accordo quadro non prevedrebbe l’obbligo di partecipazione a singole missioni. La procedura nazionale di approvazione della partecipazione a singole missioni UE non sarebbe interessata da un eventuale accordo quadro.
La Svizzera partecipa a progetti dell’Agenzia europea per la difesa sulla base di un accordo non giuridicamente vincolante in vigore dal 2012. Il maggiore interesse e potenziale al riguardo si riscontra nei progetti in relazione con l’aviazione e in generale nella ricerca e nelle tecnologie.
Lo «spazio di libertà, sicurezza e giustizia»
La creazione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia24 è un obiettivo fondamentale dell’UE. In aggiunta alle politiche di sicurezza nazionali degli Stati membri e alle forme di cooperazione tradizionali, dal 1999 si è sviluppata una sempre maggiore collaborazione e armonizzazione delle norme nell’ambito della sicurezza interna dell’UE. Si tratta in particolare dei casi in cui deve attivarsi l’UE e non solo i suoi Stati membri: controlli di frontiera nonché lotta alla criminalità transfrontaliera, alla criminalità organizzata e al terrorismo. Dal 2009, con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, l’evoluzione si è velocizzata; la maggior parte degli ambiti interessati sono ora integrati nel quadro UE sovranazionale e sono soggetti alla procedura legislativa ordinaria secondo la quale il Consiglio dell’UE decide con maggioranza qualificata e il Parlamento europeo ha diritto di codecisione. Le misure concernenti la cooperazione operativa di polizia continuano a essere di competenza esclusiva del Consiglio (decisione unanime).
La cooperazione Schengen è una parte importante di questa ampia collaborazione. L’abolizione sostanziale dei controlli sistematici delle persone alle frontiere interne viene compensata con misure volte a rafforzare la sicurezza interna. Sostanzialmente si tratta della protezione delle frontiere esterne, in particolare mediante l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne Fontex, di una politica comune per l’assegnazione di visti di breve durata e di una maggiore collaborazione negli ambiti «asilo», «migrazione», «polizia» (incluso il Sistema d’informazione Schengen) e «perseguimento penale».
Oltre alla cooperazione Schengen, nello spazio UE esistono altri strumenti per la cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale. I loro elementi principali sono:
l’agenzia Europol, i cui compiti principali sono la raccolta e lo scambio d’informazioni
nonché la promozione della collaborazione tra autorità di polizia;
24 Tale spazio interessa diversi ambiti: libera circolazione delle persone, libertà fondamentali, migrazione, asilo, cooperazione giudiziaria in materia civile e penale, sicurezza interna. In questa sede vengono considerati gli aspetti inerenti alla sicurezza interna.