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Consultazione 2015/79: Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 94 pagine
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Rapporto sulla politica di sicurezza 2016 (progetto) Pagina 45 _____________________________________________________________________________________
maggiore attenzione e maggiori risorse per la prevenzione dei conflitti. L’identificazione
tempestiva dei potenziali conflitti e una reazione rapida rimangono le funzioni principali dell’ONU.
L’ONU deve collaborare maggiormente con organizzazioni regionali, ma anche direttamente
con singoli Stati27 o istituzioni specializzate28. In futuro questo tipo di partenariati con l’assegnazione di compiti e di ruoli su misura potrebbe diventare la regola.
La pianificazione e l’esecuzione di missioni di pace dell’ONU deve diventare più veloce, più
reattiva e deve tenere conto in misura maggiore delle esigenze dei Paesi e delle parti interessate. A tale riguardo il Segretario generale dell’ONU prevede riforme del Segretariato dell’ONU.
Possibilità di una maggiore partecipazione della Svizzera
Nel 2010 il Consiglio federale ha deciso, previa consultazione delle Commissioni della politica estera delle Camere federali, di candidare la Svizzera a un seggio non permanente nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per il periodo 2023-2024. L’elezione avrà luogo nel 2022 in seno all’Assemblea generale. Un seggio non permanente nel Consiglio di sicurezza permetterebbe alla Svizzera di perseguire la propria politica estera e di sicurezza nonché di contribuire agli sforzi di tale organo a favore della sicurezza internazionale.
L’ONU ricopre un ruolo centrale nel quadro dell’impegno della Svizzera nella promozione della pace. La Svizzera partecipa regolarmente a missioni dell’ONU con esperti civili, poliziotti ed esperti nell’ambito delle dogane nonché osservatori militari, ufficiali di collegamento e altri esperti militari. L’esistenza di un mandato dell’ONU, o eventualmente dell’OSCE, è una condizione giuridicamente vincolante per impieghi dell’esercito a favore del promovimento della pace; ciò si applica anche agli impieghi che non vengono condotti direttamente dall’ONU (ma dalla NATO o dall’UE su incarico dell’ONU, come in Kosovo e in Bosnia e Erzegovina). I militari vi partecipano su base volontaria. Una volta terminate le missioni della NATO in Kosovo e dell’UE in Bosnia e Erzegovina, che per quanto riguarda il personale attualmente rappresentano l’80 per cento dei contributi svizzeri al promovimento della pace, gli impieghi futuri della Svizzera nell’ambito del promovimento militare della pace potrebbero svolgersi prevalentemente nel quadro di missioni condotte direttamente dall’ONU. Verosimilmente in futuro le operazioni, in particolare quelle di più ampia portata, saranno condotte principalmente dall’ONU invece che dalla NATO o dall’UE poiché tali operazioni hanno luogo fuori dall’Europa, l’interesse della NATO a condurre grandi impieghi è diminuito e le forti tensioni tra Russia e Occidente hanno avuto come conseguenza che la condotta degli impieghi di ampia portata non è praticamente più assegnata a organizzazioni occidentali, come è invece stato il caso durante gli ultimi due decenni.
Il rafforzamento dell’impegno svizzero nel quadro del promovimento militare della pace è incentrato principalmente su contributi di elevato valore. Particolarmente richiesti dall’ONU sono contributi negli ambiti seguenti: logistica, trasporti terrestri e aerei, genio, sanità, acquisizione di informazioni, polizia militare, sminamento umanitario, immagazzinamento e distruzione sicuri di armi di piccolo calibro e munizioni, esperti per la riforma del settore della sicurezza nonché consulenza e supporto all’istruzione in tali ambiti. La neutralità della Svizzera, l’elevato standard d’istruzione e tecnologico dell’esercito, il plurilinguismo e la vicinanza alla popolazione ottenuta tramite il sistema di milizia rendono l’Esercito svizzero particolarmente
27 Ad esempio, nel Mali e nella Repubblica centrafricana la Francia, con il conseno dell’ONU, si è impegnata militarmente prima o parallelamente a un impiego dell’ONU. 28 Un esempio è la missione comune dell’ONU e dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche in Siria.