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Consultazione 2015/79: Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 94 pagine

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Rapporto sulla politica di sicurezza 2016 (progetto) Pagina 43 _____________________________________________________________________________________

cibercriminalità. Essa agevola l’assistenza giudiziaria internazionale, definisce procedure che permettono la rapida messa in sicurezza di prove e obbliga gli Stati contraenti a gestire 24 ore su 24 una rete di interlocutori.

Possibilità di una maggiore partecipazione della Svizzera

Ulteriori convenzioni elaborate recentemente, o ancora in fase di elaborazione, hanno lo scopo di sostenere la lotta contro i traffici illegali e il crimine organizzato: in particolare la Convenzione Medicrime (Convenzione del Consiglio d’Europa sulla contraffazione dei prodotti medicali e reati simili che implicano una minaccia alla salute pubblica), la Convenzione del Consiglio d’Europa contro la tratta degli organi umani nonché la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla manipolazione di competizioni sportive. La Svizzera collabora all’elaborazione di tali convenzioni e a tempo debito deciderà in merito alla loro ratifica, tenendo conto degli interessi nazionali e nell’ottica di una cooperazione europea efficace.

2.3.5 Nazioni Unite

A livello globale, le Nazioni Unite (ONU) sono l’organizzazione più importante in materia di politica di sicurezza; solo il Consiglio di sicurezza dell’ONU ha la facoltà di legittimare l’impiego della forza militare per scopi che esulano dall’autodifesa. Le Nazioni Unite dispongono inoltre di una serie di strumenti per la prevenzione dei conflitti, la ricostruzione post-conflittuale e la cooperazione allo sviluppo. Ciò permette un approccio globale e contributi sostanziali a favore della stabilità a lungo termine di regioni teatro di conflitti. Le ripercussioni di conflitti armati sono percepibili a livello mondiale. La sicurezza della Svizzera trae quindi spesso benefici dagli impieghi dell’ONU, anche quando non avvengono nelle sue immediate vicinanze.

Negli ultimi anni il contesto in cui avvengono gli impieghi di promovimento della pace dell’ONU è mutato. I mandati sono più complessi e variati e il contesto delle missioni è più pericoloso. Le truppe di pace dell’ONU vengono impiegate sempre più spesso in situazioni di conflitto che coinvolgono molteplici attori statali e non statali. L’imparzialità dell’ONU non viene sempre riconosciuta da tutti gli attori. Alcuni di questi prediligono lo status quo e non sono interessati a una pace duratura; inoltre, le missioni ONU sono spesso obiettivo d’attacchi. Ciò si ripercuote sul tipo di impegno militare dell’ONU. Le truppe di pace vengono impiegate sempre più per scopi che esulano dai compiti tradizionali delle forze militari delle missioni ONU. Nel 2013 nella Repubblica democratica del Congo è stata impiegata per la prima volta una brigata d’intervento con il mandato di neutralizzare gruppi armati. Parallelamente le formazioni regolari della missione ONU hanno continuato a eseguire i propri compiti di protezione della popolazione civile e di appoggio al governo congolese nell’ambito della stabilizzazione e del consolidamento della pace; tra questi figuravano, tra l’altro, la promozione di un dialogo politico caratterizzato da trasparenza e spirito di coinvolgimento nonché il monitoraggio delle violazioni dei diritti dell’uomo. Sebbene la brigata d’intervento costituisca un caso isolato e conformemente al Consiglio di sicurezza rappresenti chiaramente un’eccezione, le esperienze maturate in tale contesto incideranno sull’impostazione di impieghi futuri.

Poiché le situazioni di conflitto diventano sempre più complesse e le missioni ONU si trovano talvolta confrontate con parti in conflitto ben equipaggiate, l’ONU è tenuta a modernizzare l’equipaggiamento delle proprie truppe di pace. Essa punta maggiormente sulle tecnologie moderne (ad es. droni da ricognizione o equipaggiamento per la protezione da ordigni esplosivi improvvisati), in parte anche per compensare il sempre maggiore fabbisogno di personale. I mezzi necessari sono tuttavia molto costosi e l’ONU dipende da Stati che conoscono e mettono