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Consultazione 2015/79: Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 94 pagine
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Rapporto sulla politica di sicurezza 2016 (progetto) Pagina 55 _____________________________________________________________________________________
senso di un’adesione a un’alleanza, dall’altro. A sfavore dell’isolamento vi è in primo luogo il fatto che non sarebbe più possibile prevenire, contrastare e gestire la maggior parte delle minacce e dei pericoli (ad es. terrorismo, criminalità organizzata, perturbazioni dell’approvvigionamento). A sfavore di un’integrazione in un’alleanza vi sono invece la necessità di mantenere l’attuale identità in materia di sicurezza nonché dubbi in merito all’utilità dell’integrazione per la sicurezza della Svizzera. Tutto ciò che si situa tra l’isolamento e l’integrazione rientra nel concetto di cooperazione. Ne consegue che quest’ultima può essere sviluppata in modi molto diversi a seconda dell’oggetto, degli obiettivi, dei partner, del genere, della portata e del quadro politico o giuridico.
Il margine di manovra per quanto concerne la cooperazione in materia di politica di sicurezza viene definito sulla base di riflessioni concernenti i benefici, i costi e i rischi di progetti di cooperazione concreti. La neutralità pone dei limiti alla cooperazione. Essa ammette la cooperazione in materia di politica di sicurezza e di difesa (ad es. acquisto d’armamenti dall’estero, cooperazione in materia d’istruzione e partecipazione a impieghi di promovimento della pace), ma esclude qualsiasi tipo di collaborazione connessa direttamente con obblighi di assistenza militare e scoraggia le collaborazioni e le ripartizioni del lavoro che in un caso concreto potrebbero interferire con la capacità dell’Esercito svizzero di agire autonomamente. Non bisogna scordare che la neutralità non è fine a se stessa, ma è al servizio della sicurezza della Svizzera.
Impegno
Per quanto riguarda l’impegno si tratta di definire dove, a quale scopo, con quali mezzi e con chi la Svizzera si attiva al di fuori dei propri confini per rafforzare direttamente o indirettamente la propria sicurezza – direttamente mediante un contributo volto a impedire o comporre conflitti che potrebbero compromettere la sicurezza della Svizzera, indirettamente mediante una solidarietà tangibile volta a promuovere comprensione, benevolenza e sostegno per la Svizzera e le sue richieste. Un tale impegno in materia di politica di sicurezza oltre i confini non è una novità. Già prima della fine della Guerra fredda vi era una «componente allargata» della politica di sicurezza: quando le minacce in materia di politica di sicurezza si situano sempre di più al di fuori del Paese e buona parte di esse non possono essere respinte alla frontiera, è opportuno e consigliabile impegnarsi a contrastarle al di là dei confini nazionali. Ciò può avvenire in diversi modi, ad esempio mediante la cooperazione allo sviluppo, i buoni uffici (mediazioni o mandati di rappresentanza degli interessi di altri Stati, come quelli degli Stati Uniti in Iran o della Russia in Georgia e viceversa) o il promovimento della pace con mezzi civili e militari.
L’impegno in materia di politica di sicurezza, in tutta la sua ampiezza, può essere gestito in modo flessibile a livello geografico e temporale nonché per quanto concerne i mezzi e i partner, sotto il controllo permanente delle autorità svizzere. Se, ad esempio, sulla base di considerazioni in merito alla neutralità o se in seguito a impegni in corso (ad es. mandati di protezione diplomatici) la Svizzera dovesse ritenere opportuno di rinunciare a determinate attività in un Paese, essa è libera di farlo. Può altresì rinunciare a un impegno se esiste un rischio elevato che con un intervento concreto aumenterebbe la probabilità di attacchi in Svizzera o nei confronti di obiettivi svizzeri all’estero. Tale gestione flessibile dell’impegno può tuttavia comportare anche svantaggi, ad esempio per quanto riguarda la percezione della Svizzera come attore affidabile.
La presidenza OSCE nel 2014 è stata l’occasione per un forte impegno della Svizzera a favore della pace e della sicurezza. Un seggio della Svizzera nel Consiglio di sicurezza dell’ONU potrebbe valorizzare in misura ancora maggiore tale impegno.