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Consultazione 2015/79: Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 94 pagine

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Rapporto sulla politica di sicurezza 2016 (progetto) Pagina 58 _____________________________________________________________________________________

fiducia). Soprattutto nell’ambito del servizio informazioni e del perseguimento penale è indispensabile la cooperazione con partner esteri (ad es. European Cybercrime Center, Interpol) per chiarire e perseguire crimini commessi tramite Internet.

La Svizzera è impegnata a livello internazionale per accelerare la definizione di norme di comportamento nel cyberspazio. Sono parte integrante di questo approccio le misure per rafforzare la fiducia e promuovere una concezione condivisa dalla comunità internazionale per quanto concerne l’impiego a livello statale del cyberspazio e i relativi limiti.

Terrorismo ed estremismo violento

L’autonomia della Svizzera è data dalla disponibilità di mezzi propri con i quali è possibile gestire l’intera gamma di minacce terroristiche ai diversi livelli di gravità. Autonomia significa anche che in Svizzera si impedisce la creazione di un terreno fertile per il terrorismo e l’estremismo violento; ciò richiede altresì una stretta collaborazione all’interno del Paese. Gli sforzi che la Svizzera intraprende per impedire che venga sfruttata per la pianificazione, la preparazione e il finanziamento di atti terroristici contribuiscono alla lotta globale contro il terrorismo. Autonomia significa anche che la Svizzera adotta unicamente le liste di sanzioni antiterrorismo dell’ONU, ma non le liste nazionali di altri Stati che includono organizzazioni terroristiche designate o proibite. La Svizzera mostra difatti un certo riserbo in particolare per quanto riguarda il divieto di organizzazioni e sinora ha vietato unicamente i gruppi «Al-Qaïda» e «Stato islamico» nonché le organizzazioni a loro associate. Nel quadro del suo impegno in campo umanitario e nell’ambito della politica di pace, in particolare a favore della protezione della popolazione civile, la Svizzera è quindi anche disposta a cercare prevalentemente il dialogo con tutti gli attori rilevanti di un conflitto, inclusi gruppi non governativi, armati e potenzialmente violenti, rispetto alla maggior parte degli altri Paesi.

Il terrorismo e l’estremismo violento sono spesso minacce transfrontaliere. Il contrasto richiede quindi in particolare anche la cooperazione sotto forma di un efficiente scambio internazionale di informazioni sulle minacce, una collaborazione a livello di intelligence, di polizia e di assistenza giudiziaria per quanto riguarda l’individuazione di piani terroristici e il perseguimento di terroristi nonché, ad esempio, lo scambio di dati sulla situazione aerea per individuare tempestivamente velivoli con un comportamento insolito. Nel quadro della collaborazione nella lotta contro il terrorismo a livello internazionale la Svizzera partecipa all’elaborazione e all’ulteriore sviluppo delle norme internazionali per la lotta contro il terrorismo e applica sanzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU. Quale membro dell’ONU, del Global Counterterrorism Forum, del Consiglio d’Europa e dell’OSCE, la Svizzera si impegna a favore un’architettura efficiente della lotta internazionale al terrorismo, che tenga conto di un ampio concetto di sicurezza.

La Svizzera si impegna affinché il suo territorio non venga sfruttato né per il finanziamento né per l’appoggio logistico e la pianificazione di attività terroristiche nel Paese o all’estero. Impedendo i viaggi con finalità terroristiche, gli sforzi svizzeri mirano inoltre a evitare che il terrorismo venga esportato dal suo territorio. La Svizzera lotta globalmente contro il terrorismo e utilizza tutti i mezzi conformi agli standard internazionali secondo il principio di proporzionalità. Inoltre si impegna affinché nel quadro della lotta al terrorismo vengano rispettati in tutto il mondo i diritti dell’uomo e – nel caso di conflitti armati – il diritto internazionale umanitario. Si prodiga inoltre affinché vengano affrontate a livello globale le cause e i fenomeni del terrorismo e dell’estremismo violento e mediante la cooperazione allo sviluppo, il rafforzamento delle capacità e il promovimento della pace – in particolare in Stati fragili – fornisce un contributo duraturo a tal fine. La Svizzera non teme inoltre di evidenziare dove vi potrebbero essere conflitti d’interesse e come potrebbero essere risolti. Ciò riguarda in particolare l’impegno umanitario e, in alcuni casi, il dialogo con gruppi armati che, nell’ambito di attività umanitarie e del promovimento della pace, è necessario coinvolgere.