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Consultazione 2015/79: Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 94 pagine
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Rapporto sulla politica di sicurezza 2016 (progetto) Pagina 57 _____________________________________________________________________________________
distruzione di armi e munizioni continua a essere richiesto, addirittura in maniera ancora maggiore.
La Svizzera dispone di punti di forza nel quadro del promovimento militare della pace: la neutralità favorisce la sua accettazione nelle regioni di crisi e di conflitto, il sistema di milizia facilita i contatti con la popolazione civile e le conoscenze del francese sono particolarmente richieste. Il Consiglio federale mira anche in futuro a un aumento qualitativo e quantitativo delle promovimento militare della pace, ponendo l’accento sull’impiego di mezzi di elevato valore. Intende inoltre poter continuare a impiegare contemporaneamente fino a 500 militari. Sono determinanti le esigenze concrete delle singole missioni di pace nonché le capacità di cui dispone l’esercito. Gli sforzi si concentrano sulle prestazioni nell’ambito della logistica e dei trasporti nonché su piccoli distaccamenti e prestazioni di nicchia. Tra queste figurano il servizio informazioni, la consulenza sulla sicurezza, le prestazioni nell’ambito del genio, lo sminamento nonché l’appoggio per quanto concerne l’immagazzinamento sicuro e la distruzione di scorte di armi e di munizioni, il sostegno alla riforma del settore della sicurezza e a programmi di disarmo nonché lo sviluppo delle capacità delle forze regionali di promovimento della pace. La maggior parte delle prestazioni dell’esercito potrebbe continuare a essere svolta da personale di milizia; per quanto riguarda le prestazioni di trasporto aereo, ad esempio, bisogna invece impiegare il personale professionista civile e militare delle Forze aeree. L’attuale struttura dell’esercito permette impieghi dell’entità di un contingente nella nostra zona climatica e in quelle limitrofe, mentre l’impiego di piccoli distaccamenti e di esperti è possibile a livello globale.
3.3 Relazione con le minacce e i pericoli
Un’azione efficace contro le minacce e i pericoli richiede di regola una combinazione di autonomia, cooperazione e impegno. A seconda della minaccia o del pericolo possono tuttavia essere definite priorità diverse.
Acquisizione illegale e manipolazione di informazioni
L’autonomia è necessaria in questo ambito poiché è emerso che nelle proprie attività di spionaggio informatico alcuni Stati perseguono interessi propri e la fiducia in altri Stati è possibile solo in misura limitata. È stato altresì chiaramente dimostrato che spesso le attività di spionaggio informatico non sono isolate, ma avvengono in combinazione con altri metodi di spionaggio. In tal senso l’autonomia riguarda le capacità di controspionaggio nonché la protezione dei propri sistemi e lo sviluppo di competenze in materia di cyber defense e cyber operations. All’interno del Paese l’autoresponsabilità è un’importante linea guida della Strategia nazionale per la protezione della Svizzera contro i cyber-rischi. Tutte le organizzazioni e le imprese devono conoscere i cyber-rischi e in linea di principio sono direttamente responsabili delle proprie misure di protezione. Lo Stato fornisce appoggio sussidiario.
La cooperazione svolge comunque un ruolo importante: in Svizzera, ad esempio, mediante l’esercizio della Centrale d’annuncio e d’analisi per la sicurezza dell’informazione e la partecipazione alle sue attività nonché mediante la creazione di un gruppo di esperti; all’estero mediante lo scambio di informazioni con altri Stati (anche per la difesa dallo spionaggio) nonché lo scambio nell’ambito delle conoscenze specialistiche e della formazione. Nell’ambito della ricerca e della formazione cibernetiche vi è una stretta collaborazione tra il settore civile (servizio informazioni, perseguimento penale, politica estera) e l’esercito. A livello internazionale la Svizzera si impegna a rafforzare la collaborazione nella lotta contro la criminalità in Internet (ad es. Convenzione del Consiglio d’Europa sulla cibercriminalità) e a ridurre il rischio di attacchi informatici, appoggiando gli sforzi volti ad aumentare la stabilità e la sicurezza del cyberspazio (ad es. mediante misure cooperative e destinate a rafforzare la