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Consultazione 2015/79: Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 94 pagine

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Rapporto sulla politica di sicurezza 2016 (progetto) Pagina 60 _____________________________________________________________________________________

nazionale nonché per la cooperazione internazionale con autorità di polizia estere. Nell’ambito della lotta contro la criminalità, negli ultimi anni la Svizzera ha concluso accordi di polizia con Stati particolarmente rilevanti sotto il profilo dello sviluppo della criminalità e ha aderito a Schengen.

Nel quadro del promovimento della pace e dei diritti umani la Svizzera si impegna anche a favore della creazione di strutture statali e quindi a favore della lotta contro la criminalità organizzata e la corruzione in contesti fragili. Ad esempio, esperti di polizia e guardie di confine svizzere vengono impiegati in missioni di pace internazionali (ONU, OSCE e UE) che collaborano alla creazione di istituzioni conformi allo Stato di diritto. In senso lato anche l’impegno civile e militare all’estero favorisce la lotta contro la criminalità in Svizzera.

Perturbazioni dell’approvvigionamento

Da tempo la Svizzera ha adottato, in uno spirito di autonomia, i provvedimenti necessari per gestire le perturbazioni dell’approvvigionamento. Mezzi tradizionali a tal fine sono, tra l’altro, le scorte e l’elaborazione di provvedimenti regolatori della domanda.

Nell’ultimo ventennio questo approccio piuttosto statico è tuttavia stato ridimensionato a favore della cooperazione economica e delle regolamentazioni internazionali. Tale concezione si adatta meglio alle catene logistiche moderne, in particolare perché vincola nettamente meno risorse nelle aziende e permette ai partner interessati di reagire in modo flessibile alle perturbazioni dell’approvvigionamento.

Catastrofi e situazioni d’emergenza

L’autonomia svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione e nella gestione di catastrofi e situazioni d’emergenza. Privati, Comuni, Regioni, Cantoni, Confederazione, polizia e servizi tecnici sono basati fondamentalmente su un principio «bottom-up» che rispecchia la sussidiarietà e promuove l’autonomia al livello più basso possibile.

La cooperazione a livello cantonale è basata sul sistema integrato di protezione della popolazione (polizia, pompieri, sanità pubblica, servizi tecnici, protezione civile), il quale viene impiegato in modo coordinato da organi di condotta comuni. Lo Stato maggiore federale NBCN ha un ruolo fondamentale nel coordinamento dei diversi strumenti e mezzi a livello nazionale.

Il ricorso alla cooperazione e all’impegno internazionali avviene nel caso di operazioni di soccorso all’estero con mezzi civili e militari o se, a causa di un evento estremo, la Svizzera dovesse dipendere dall’aiuto estero. A ciò si aggiunge anche l’aiuto reciproco, per il quale la Svizzera ha concluso accordi con gli Stati limitrofi che regolano l’aiuto transfrontaliero in caso di grandi catastrofi e situazioni d’emergenza. La cooperazione e l’impegno sono fondamentali anche nel quadro della politica climatica nonché nella prevenzione e nella lotta alle pandemie.

3.4 Relazione con gli strumenti della politica di sicurezza

Per essere efficaci, tutti gli strumenti della politica di sicurezza devono cooperare – in tutti i casi all’interno della Svizzera e quasi sempre anche a livello internazionale: la cooperazione è un pilastro fondamentale della strategia e coinvolge tutti. Maggiormente diversificati sono gli strumenti in relazione agli altri due pilastri fondamentali (autonomia e impegno), in particolare per quanto riguarda la dimensione internazionale.

L’autonomia nel contesto internazionale è di particolare importanza per la politica estera, l’esercito, il servizio informazioni e la politica economica. Si tratta in primo luogo, quale premessa per ogni ulteriore attività, dell’autonomia per quanto riguarda l’analisi della situazione