Rapporto sui risultati
Consultazione 2015/88: Diritto esecutivo relativo alla legge federale sulla cartella informatizzata del paziente (LCIP)(solo francese) · 150 pagine
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9 e chiede cosa significa «soppressione». Inoltre non è chiaro come gestire gli aspetti medico-legali in caso di soppressione dopo revoca del consenso.
Capoverso 2 lettera b: ÄTG, ASPS e Spitex ripetono il parere espresso sul capoverso 1 lettera b. Per FMH questa soluzione non è praticabile. Se la cartella informatizzata rimane inutilizzata per 10 anni vi è una buona probabilità di non poter raggiungere il paziente. La lettera b va quindi cancellata, come chiede anche SUVA. Anche 6 Cantoni58 chiedono lo stralcio della lettera b. Secondo loro sarebbe auspicabile che dopo 10 anni dall’ultimo accesso non siano più validi neanche i dati personali (indirizzo, numero di telefono, ecc.). Secondo Moeri la lettera b è obsoleta. SBC chiede che i pazienti siano informati già 6 mesi prima della soppressione.
Sezione 3: Datenlieferung für die Evaluation
Art. 21
1Gemeinschaften und Stammgemeinschaften müssen dem BAG regelmässig Daten für die Evaluation nach Artikel 18 LCIP zur Verfügung stellen.
2Das EDI legt die zu liefernden Daten fest.
Medshare avverte che manca il titolo dell’articolo. 7 partecipanti59 scrivono che la disposizione deve essere precisata dal punto di vista della protezione dei dati. L’UFSP dovrebbe essere autorizzato solo a trattare i dati in forma anonimizzata. L’elenco dell’allegato 6 dell’OCIP-DFI mostra che i dati anonimizzati sarebbero sufficienti al rilevamento delle informazioni desiderate. Propongono di lasciare immutato il capoverso 1 e di trasformare il capoverso 2 in capoverso 3. Per il nuovo capoverso 2 propongono la seguente formulazione: «Das BAG darf die Daten nur in anonymisierter Form bearbeiten. Die Gemeinschaften und Stammgemeinschaften sind verpflichtet, die Daten vor der Auslieferung an das BAG zu anonymisieren oder anonymisiert zu lassen». Sulla stessa falsariga anche il Cantone ZH e ZAD scrivono che all’UFSP devono essere forniti solo dati in forma anonimizzata e che la valutazione prevista all’articolo 18 non richiede dati non anonimizzati. Propongono pertanto la seguente aggiunta al capoverso 1: «Gemeinschaften und Stammgemeinschaften stellen dem BAG regelmässig anonymisierte Daten für […]». Medgate chiede quanto affidabile deve essere il controllo che gli indicatori non consentano di risalire a singoli professionisti della salute o pazienti. Di norma, i dati possono essere forniti solo in forma anonimizzata. LUKS e FMH desiderano limitare al minimo indispensabile il volume di dati da fornire e aggiungono che l’onere necessario deve essere finanziato. Secondo FMH la cartella informatizzata del paziente non deve essere fine a sé stessa, bensì contribuire agli scopi definiti nella LCIP (art.1, cpv. 3 LCIP) e soddisfare i criteri di idoneità, efficacia ed economicità. Oltre a conformare l’ordinanza a questi obiettivi, occorre elaborare un concetto di valutazione con criteri e indicatori trasparenti. Solo dopo si potranno stabilire i dati necessari alla valutazione. I parametri riportati nell’allegato 6 OCIP-DFI non sono adatti a valutare il raggiungimento degli scopi definiti nella LCIP. Physioswiss sottolinea che i criteri devono essere trasparenti. Per IG eHealth e PH CH il capoverso 2 dovrebbe essere completato come segue: «[…] Daten sowie die Fristen für die Einreichung der zu liefernden Daten gemeinsam mit den betroffenen Kreisen fest». Anche medshare desidera fissare la periodicità e i termini, mentre HL7 e IHE scrivono che la periodicità deve essere indicata al più tardi nell’allegato assieme ai dati da fornire. VGIch osserva che le clausole di valutazione, che sono indirizzate alle autorità federali, devono contenere almeno l’indicazione dei seguenti elementi: autorità incaricata di stilare il rapporto, destinatari dei risultati della verifica, momento della verifica, prodotto finale, criteri della verifica e oggetto della verifica. Queste esigenze non sono soddisfatte con l’uso del semplice aggettivo «regelmässig». UDC constata che la formulazione non specifica in quale intervallo di tempo le comunità devono fornire i dati per la valutazione. Sia la frequenza che l’entità dei dati da presentare devono essere stabilite in modo tale da non causare un onere sproporzionato alle comunità. SSIM critica che questa disposizione generica sui dati da fornire lascia aperta una scappatoia per un controllo indiretto dei fornitori di prestazioni e una raccolta eccessiva di dati. I dati da fornire devono essere limitati allo stretto necessario, cioè a quanto serve per una statistica anonima sull’impiego della cartella. Il capoverso 2 non deve dare mano libera al DFI.
58 GE, VS, VD, JU, FR, NE
59 privatim, DSBAG, KDSBSON, FR, BE, ZG, AG