Rapporto esplicativo
Consultazione 2016/10: L'ordinanza del DFI che stabilisce il contributo per la prevenzione generale delle malattie · 16 pagine
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Base
Per affrontare le sfide sociali, il 18 aprile 2013 il dialogo PNS ha attribuito il mandato di elaborare una «Strategia nazionale sulla prevenzione delle malattie non trasmissibili» (Strategia MNT), che ha adottato il 25 febbraio 2016. Anche la strategia «Sanità2020» del Consiglio federale intende potenziare la prevenzione delle malattie non trasmissibili e migliorare l’accompagnamento dei malati cronici.
L’UFSP ha elaborato la Strategia MNT in collaborazione con la Fondazione, la CDS e altri partner e attori, condividendo la responsabilità dell’elaborazione, alla quale hanno partecipato numerose altre organizzazioni, con gli attori capofila CDS e Fondazione.
La Strategia MNT offre ai diversi attori, statali e non statali, un quadro di orientamento per le loro iniziative per la prevenzione delle malattie non trasmissibili, concentrandosi soprattutto sulle misure per impedirne l’insorgenza e integrando le strategie parziali specifiche esistenti per le singole malattie per quanto riguarda gli aspetti rilevanti per la prevenzione.
La definizione delle tematiche chiave segue gli orientamenti dell’OMS, che pone al centro la prevenzione delle patologie cardiocircolatorie e respiratorie, del cancro e del diabete. La strategia include anche la prevenzione delle patologie muscoloscheletriche, a causa del loro carico di malattia specifico in Svizzera. Tuttavia, la Strategia MNT non si concentra solo sulle singole patologie, ma ne combatte le cause e suggerisce strategie per evitarle, ritardarne la comparsa e/o ridurne le conseguenze.
La visione su cui si basa la strategia è la seguente: «Più persone restano in buona salute oppure hanno un'elevata qualità di vita malgrado siano affette da una malattia cronica. Meno persone si ammalano e muoiono prematuramente a causa di malattie non trasmissibili evitabili. La popolazione è in grado di coltivare un ambiente propizio alla salute e di adottare degli stili di vita sani, a prescindere dalla propria condizione socioeconomica». Per raggiungere gli obiettivi che si prefigge, la strategia intende agire efficacemente in sette aree di intervento (AI), concentrandosi in particolare su «Promozione della salute e prevenzione» e «Prevenzione nell’assistenza sanitaria». L’AI 1 riguarda l’alfabetizzazione sanitaria, il comportamento responsabile in materia di salute e le condizioni quadro per promuoverla. L’AI 2 ha lo scopo di preparare meglio le persone a rischio o malate alla gestione dei fattori di rischio, della loro patologia e delle conseguenze ad essa correlate.