Rapporto sui risultati
Consultazione 2017/14: Revisione dell'ordinanza sulla radiotelevisione (ORTV, RS 784.401), dell'ordinanza sulla gestione delle frequenze e sulle concessioni di radiocomunicazione (OGC, RS 784.102.1), dell'ordinanza sulle tasse nel settore delle telecomunicazioni (OTST, RS 784.106) e delle Direttive sulle frequenze per la radiodiffusione (FF 2011 491). · 10 pagine
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Consultazione sulla modifica dell’ordinanza sulla radiotelevisione
Il Cantone Vallese accoglie con favore la promozione del passaggio al DAB+. Il concessionario di radiocomunicazione SwissMediaCast (SMC) richiede che si precisi a quali condizioni le emittenti con diritto di accesso possono aggiudicarsi uno spazio sulla piattaforma. Inoltre la capacità di finanziamento non dovrebbe essere pretesa soltanto dal gestore della piattaforma, ma anche dalle emittenti con diritto d’accesso.
Per il Cantone Ginevra la disattivazione delle OUC nel 2024 avviene troppo presto. Almeno nelle regioni di confine di Ginevra occorrerebbe un coordinamento con la Francia.
2.2.3 Zone di copertura radio a partire dal 2020 (all. 1 n. 3)
Da una parte l’avamprogetto prevede di sopprimere entro il 2020 le attuali zone di copertura per le radio senza partecipazione al canone. Dall’altra parte, intende prolungare di cinque anni, sino a fine 2024, le altre concessioni come emittente, senza che venga indetta una pubblica gara. Non in tutti i casi è possibile mantenere completamente invariate le zone di copertura esistenti. Queste dovranno tuttavia essere delineate nel modo più preciso possibile in base alle mutate condizioni quadro (v. sopra n. 2.2.1).
La soppressione delle zone di copertura radio negli agglomerati urbani ha suscitato numerose reazioni controverse.
Concordano con l’avamprogetto i Cantoni Appenzello Esterno, Appenzello Interno, Basilea Città, Friburgo, Lucerna e Zurigo. Quest’ultimo sarebbe il più colpito dalla soppressione. Sono favorevoli anche l’Associazione dei Comuni Svizzeri, il Gruppo svizzero per le regioni di montagna, digris, Rouge FM, l’Unione svizzera delle arti e mestieri, l’Aktion Medienfreiheit nonché i partiti politici UDC e PVL. La SSR e il PLR sono fondamentalmente favorevoli alla revisione, rilevano tuttavia che l’esenzione
dall’obbligo di concessione potrebbe creare insicurezze presso le emittenti interessate. Per il PLR si deve assolutamente evitare che questa nuova regolamentazione crei un paesaggio radiofonico a due classi o che in certe regioni non possa più essere garantita un’informazione regionale da parte delle radio private. Ciò contraddirebbe l’idea di base di una copertura capillare su tutto il territorio tramite emittenti radiotelevisive regionali e locali. La SSR rileva che la soppressione dei mandati di prestazioni regionali negli agglomerati urbani proposta nella revisione creerebbe una disparità di trattamento per quanto riguarda la copertura in caso di crisi e di catastrofe in rapporto alle regioni rurali con mandato di prestazioni. Suggerisce quindi di prevedere anche in futuro misure adeguate che, in situazione di crisi, garantiscano la copertura degli agglomerati urbani da parte delle emittenti regionali.
Contrari alla soppressione delle concessioni sono le associazioni dei media commerciali (ARPS, RRR, Telesuisse e l’Associazione Stampa Svizzera), le emittenti radiofoniche Radio 24, Radio Argovia, Canal 3 e Rouge FM nonché Centre Patronal. UNIKOM, i cui membri non sono toccati da questa modifica, rinuncia ad esprimersi nel dettaglio su questo punto, considera tuttavia problematico modificare le condizioni per una parte delle emittenti nel mezzo della migrazione dalle OUC al DAB+. Numerosi Cantoni si sono espressi contro un’abolizione (Argovia, Ginevra, Glarona, Giura, Neutchâtel, Obvaldo, Soletta, San Gallo, Turgovia, Svitto, Uri e Vaud), adducendo che la metà dei Cantoni non disporrebbe più di una radio privata titolare di una concessione e che in questo modo verrebbe a instaurarsi uno squilibrio tra il servizio pubblico generale e quello locale. Anche la CTT-S, il PS e il sindacato svizzero dei Mass Media SSM nonché impressum sono contrari alla soppressione delle concessioni. Il Cantone Glarona non approva la soppressione delle attuali zone di copertura Regione sud della Svizzera centrale e Regione Zurigo-Glarona (zone di copertura 22 e 23), poiché, quale Cantone di montagna nella regione Svizzera sud orientale, rischierebbe di non veder rappresentati i suoi interessi a livello di informazione, a causa della vicinanza all’agglomerato di Zurigo.
La Vereinigung für kritische Mediennutzung (ARBUS Svizzera), la Società svizzera di scienze della comunicazione e dei media (SSCM) e l’AZ Medien sono favorevoli a mantenere le zone di copertura, affermando che il servizio pubblico regionale debba essere a disposizione non soltanto delle regioni strutturalmente deboli ma anche di tutti gli strati della popolazione e secondo standard di qualità verificabili.