Rapporto sui risultati
Consultazione 2017/14: Revisione dell'ordinanza sulla radiotelevisione (ORTV, RS 784.401), dell'ordinanza sulla gestione delle frequenze e sulle concessioni di radiocomunicazione (OGC, RS 784.102.1), dell'ordinanza sulle tasse nel settore delle telecomunicazioni (OTST, RS 784.106) e delle Direttive sulle frequenze per la radiodiffusione (FF 2011 491). · 10 pagine
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Consultazione sulla modifica dell’ordinanza sulla radiotelevisione
Per contro la CI Cultura originaria dei Grigioni ha espresso delle riserve in merito alla proroga tacita delle concessioni come emittente con partecipazione al canone. In particolare nel caso del rinnovo della concessione per la Radio Südostschweiz dovrebbe essere sancito espressamente e senza ombra di dubbio l’obbligo di considerare la particolare varietà culturale del Cantone dei Grigioni e di vigilare che ciò sia rispettato.
Numerosi partecipanti alla consultazione si sono espressi a favore del fatto che la regione amministrativa Moesa rimanga nella zona di copertura «Svizzera sud orientale» (CTT-S, Cantone dei Grigioni, Pro Grigioni Italiano, Radio Südostschweiz, Federazione bandistica grigionese, Società svizzera di scienze della comunicazione e dei media SSCM e tre classi del ciclo di studio della Multimedia Production MMP presso l’UTE di Coira e la Scuola universitaria professionale di Berna). Come argomento hanno addotto che l’area di comunicazione deve corrispondere all’area politica e che gli abitanti della regione amministrativa Moesa hanno il diritto di essere informati nella propria lingua sugli eventi riguardanti politica, economia, cultura e sport del Cantone dei Grigioni. Pro Grigioni Italiano pretende inoltre più prestazioni in lingua italiana da parte di Radio Südostschweiz.
SSM e UNIKOM si sono espresse contro la soppressione del Cantone Obvaldo dalla zona di copertura «Regione Lucerna» (oggi zona di copertura 20): infatti anche se è vero che per motivi finanziari Obvaldo finora non ha beneficiato di una copertura via etere (OUC), la situazione potrebbe però cambiare con la diffusione via DAB+, tuttavia sul piano dell’informazione Obvaldo è già oggi preso in considerazione. SSM e UNIKOM sono anche contrari all’adeguamento delle zone di copertura «Argovia centrale» (oggi zona di copertura 16). Infatti, l’Altipiano argoviese con le sue piccole città deve essere definito nella sua estensione territoriale quale zona di una concessione; la soppressione dei Comuni nella valle della Reuss non è comprensibile.
Il Cantone Nidvaldo e Radio Central chiedono che Radio Central possa nuovamente rientrare nella categoria delle emittenti radiofoniche titolari di una concessione con mandato di prestazioni e partecipazione al canone (zona di copertura «regioni periferiche e di montagna della Svizzera centrale e del Cantone Glarona»).
2.2.4 Zone di copertura TV a partire dal 2020 (all. 2 n. 3)
L’avamprogetto prevede che le attuali zone di copertura siano preservate anche dopo il 2020 con lievi adeguamenti dei loro contorni.
Nessuno si oppone al mantenimento delle odierne zone di copertura. Telesuisse, Stampa Svizzera, canal 9, Canal Alpha, Radio Argovia e Radio 24, il Cantone Argovia e l’Associazione dei comuni svizzeri concordano esplicitamente con l’avamprogetto.
Nell’ambito della nuova concessione la Télé si augura di poter ottenere un secondo canale di distribuzione must carry per poter rivolgersi separatamente e in modo individuale agli ascoltatori friburghesi e vodesi.
2.3 Articolo 3 capoverso 2 lettera b Direttive sulle frequenze per la radiodiffusione
Secondo l’articolo 3 delle direttive sulle frequenze per la radiodiffusione, il DATEC libera le frequenze per la radiodiffusione e determina gli elementi chiave in termini di politica dei media. Secondo il capoverso 2 definisce la quota di capacità trasmissiva disponibile per la diffusione di programmi radiotelevisivi con o senza diritto d’accesso, la qualità di trasmissione e lo scaglionamento della copertura della zona di diffusione. L’avamprogetto prevede di adeguare la lettera b: se il DATEC stabilisce i dettagli della diffusione di programmi svizzeri (non solo con diritto di accesso), d’ora in poi oltre alla qualità di trasmissione dovrà considerare anche altri criteri, in particolare quelli che favoriscono la pluralità delle opinioni.
Il Cantone Sciaffusa è dell’opinione che a livello legislativo la futura diffusione digitale delle emittenti radiofoniche titolari di una concessione e con partecipazione al canone non sia abbastanza tutelata e che pertanto le attuali concessioni come emittenti andrebbero prolungate fino al definitivo abbandono