Rapporto sui risultati
Consultazione 2017/17: Revisione dell'ordinanza sulla formazione professionale (OFPr) · 75 pagine
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Rapporto sui risultati: consultazione modifica OFPr
Organi coordinatori nazionali
Lett. a
CSFP chiede che la definizione di domicilio sia analoga a quella del domicilio giuridico ai fini delle borse di studio contenuta nell’ASSS e deplora la mancanza di criteri per verificare il domicilio.
CDPE chiede di inserire la definizione di domicilio nell’OFPr. Possono essere esaminate diverse alternative: in base al diritto civile, al diritto ai fini dell’ottenimento di una borsa di studio, al diritto fiscale, ecc. La CDPE solleva questioni come il turismo della formazione e la situazione nei Cantoni di confine, che devono approntare misure di formazione per i lavoratori provenienti dall’estero e la cui presenza, per il nostro Paese, è preziosa. Come criterio potrebbe essere preso il luogo di lavoro.
Dualstark chiede di valutare un’estensione ai frontalieri con un datore di lavoro in Svizzera.
Kalaidos e edu-suisse chiedono di trovare una soluzione per i frontalieri con un datore di lavoro in Svizzera.
I pareri sul domicilio riguardano anche l’articolo 66e capoverso 1 lettera a.
Kalaidos e edu-suisse approvano che il versamento dei contributi non dipenda dal risultato dell’esame.
Lett. b
CSFP si chiede se il diritto al contributo sussiste nel caso in cui, al momento della sua conclusione, un corso pluriennale non è più riportato nella lista dei corsi. La stessa domanda è posta da CDPE.
Queste commissioni deplorano la mancanza di una regolamentazione sui corsi che preparano a sostenere sia un EP sia l’EPS corrispondente. Occorre definire in modo chiaro che il contributo riguarda solamente i corsi che preparano direttamente a un EP o a un EPS.
CSFP e CDPE chiedono che si eviti per quanto possibile un doppio finanziamento da parte della Confederazione e dell’ASSS nel caso di un corso di preparazione integrato in un ciclo di formazione SSS: nella lista dei corsi di preparazione non devono figurare corsi di preparazione che si tengono nel quadro di un ciclo di formazione SSS. Occorre istituire un monitoraggio a tal fine.
I pareri concernenti la lettera b valgono anche per l’articolo 66e capoverso 1 lettera c.
CDEMTN rileva che per i sistemi modulari previsti in agricoltura sette anni sono pochi e si dovrebbe portare tale periodo a otto anni.
L’osservazione riguarda anche l’articolo 66d capoverso 1 lettera b (7 anni).
Lett. d
CSFP e CDPE fanno notare che nel 30 per cento dei casi i datori di lavoro si fanno carico completamente dei costi del corso e nel 58 per cento parzialmente. Inoltre i Cantoni prenderebbero in considerazione la possibilità di prestiti per un prefinanziamento e chiedono di prevedere la possibilità di cedere il credito al datore di lavoro o a terzi.
Sempre CSFP e CDPE partono dal principio che l’utilizzo dei contributi per ottenere vantaggi economici è vietato dalla LSu.
FSSP e PBS fanno notare che la regolamentazione proposta mette sotto pressione i datori di lavoro perché, fra le altre cose, complica di molto la gestione amministrativa. Da ultimo, a subirne le conseguenze sarebbero i partecipanti. Dato che permane il finanziamento tramite l’ASSS, per i datori di lavoro sarebbe più interessante prendere in considerazione le formazioni delle SSS piuttosto che finanziare i corsi di preparazione.
FSSP e PBS chiedono che i contributi non coprano solo i costi sostenuti di tasca propria.
Lett. e
Secondo FPS non si tiene abbastanza conto del rischio di interruzione della formazione per motivi validi o del mancato superamento di un esame intermedio. In particolare coloro che hanno bisogno di svolgere una formazione continua temono situazioni di questo tipo.
FSSP e PBS si chiedono come verranno trattati i casi di mancato superamento degli esami di fine modulo. L’obiettivo rimane sempre il pari trattamento con le SSS.
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