Rapporto sui risultati
Consultazione 2017/24: Modifica dell'ordinanza sulla definizione et l'adeguamento delle strutture tariffali nell'assicurazione malattie · 56 pagine
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parere che le limitazioni previste siano restrittive al punto che i fornitori di prestazioni potrebbero essere tentati di ripiegare (in aggiunta) su altre posizioni. Per contro, ritiene che la suddivisione delle posizioni proposta sia ragionevole in quanto migliora la trasparenza. Curafutura fa notare che la modifica proposta lascia aperta la possibilità di arrotondare a 5 minuti le attività con una durata inferiore o, in caso di un mix di attività, di cominciare e fatturare più posizioni più volte 5 minuti. Parallelamente, la registrazione dettagliata costituisce un onere amministrativo supplementare per i medici e, di conseguenza, quelli che dichiarano con precisione le proprie prestazioni finiscono, secondo il caso, con l’esaurire troppo rapidamente le limitazioni a causa degli arrotondamenti. Curafutura raccomanda pertanto di mantenere in linea di principio il grado di dettaglio, ma di integrare in un’altra posizione le prestazioni e le attività potenzialmente molto brevi, per esempio l’allestimento di un certificato, ossia di attenuare di nuovo leggermente la differenziazione. Per migliorare la trasparenza, santésuisse propone di modificare il secondo paragrafo delle interpretazioni della posizione tariffale 00.0010 «Consultazione, i primi 5 min. (consultazione di base)» stralciando «… fino alla consultazione riguardante solo la visione e registrazione di atti precedenti/successivi».
Organizzazioni del settore sanitario– pazienti, utenti
Le organizzazioni dei pazienti esprimono la propria opposizione forte e unanime anche per questa misura. A loro dire, i pazienti che rappresentano sono spesso affetti da più patologie diverse e talvolta sconosciute. Questo stato di cose esige una grande interdisciplinarità (segnatamente in oncologia), uno studio degli atti più lungo e, a volte, ricerche a livello internazionale. Tali attività vengono svolte in assenza del paziente, ma le limitazioni previste dal Consiglio federale le renderebbero difficili se non impossibili. Inoltre, secondo le organizzazioni citate, l’entourage di questo particolare tipo di pazienti è molto coinvolto nella cura dei malati e deve ricevere regolarmente informazioni dettagliate sulle procedure da seguire e sul comportamento da tenere con le persone di cui si occupa. Spesso le informazioni in questione sarebbero trasmesse in assenza del paziente. Soprattutto nel settore della psichiatria, le previste limitazioni per le prestazioni in assenza del paziente rischierebbero di complicare e allungare i tempi per la sua reintegrazione.
Fornitori di prestazioni – società mediche (associazioni mediche cantonali, regionali o nazionali)
Tutte le società mediche criticano la riduzione delle limitazioni per le «prestazioni in assenza del paziente». Secondo le società dei medici specialisti in geriatria (p. es. SPSG, SSPA), quelle dei psychoterapeuti (p. es. ASP, GedaP) nonché mfe, con il previsto dimezzamento delle limitazioni, tutte le prestazioni in assenza del paziente finalizzate esplicitamente al lavoro di rete e di informazione dell’entourage (concretamente, la raccolta di informazioni presso terzi, le informazioni a parenti, i colloqui con terapisti, l’affidamento a medici per consulti) non saranno più remunerate e bisogna attendersi un aumento del numero di ricoveri e, di conseguenza, maggiori costi.
mfe sostiene che il previsto dimezzamento delle limitazioni per le prestazioni in assenza del paziente neutralizzerà il ruolo di coordinatore centrale e gestore dei casi assegnato ai medici di famiglia e ai pediatri. Argomed e AGZ ritengono che la misura in questione boicotti gli sforzi dei medici di famiglia a favore di una collaborazione interprofessionale.
AGZ è del parere che un dimezzamento delle limitazioni per le prestazioni in assenza del paziente comporterà un aumento delle consultazioni. Attualmente, infatti, molte comunicazioni semplici (p. es. il risultato di un esame) vengono trasmesse al paziente per telefono o via email, anziché nel quadro di una consultazione supplementare fissata ad hoc. Il poco tempo di consultazione a disposizione può così essere impiegato meglio e, in ultima analisi, risulta più economico.
La maggioranza delle società mediche non ha fondamentalmente nulla da obiettare contro la precisazione delle prestazioni in assenza del paziente. Nondimeno, chiede l’introduzione di