Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/24: Modifica dell'ordinanza sulla definizione et l'adeguamento delle strutture tariffali nell'assicurazione malattie · 56 pagine

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In merito alle singole misure si sono espressi unicamente PVL e in parte UDC (per maggiori dettagli si rimanda al cap. 4.4).

PES considera eccessivo l’obiettivo di risparmio proposto di 700 milioni. È invece favorevoli al miglioramento della posizione dei medici di famiglia, dei medici di base, nonché della medicina pediatrica e geriatrica.

PSS ribadisce il suo sostegno ai medici di famiglia e ricorda quanto sia importante retribuirli in modo adeguato. È inoltre fondamentale impedire che il taglio delle prestazioni si ripercuota sui più deboli (bambini, persone con disturbi mentali, anziani, pazienti con polimorbilità, persone con malattie croniche o rare, persone con disabilità).

PLR ammonisce di non mettere a repentaglio la tendenza a trasferire le prestazioni dal settore stazionario a quello ambulatoriale.

CEEGU ritiene che le modifiche proposte siano discriminatorie nei confronti delle persone affette da problemi genetici, dato che queste ultime sono spesso portatrici di malattie rare e quindi bisognose di consultazioni più lunghe. Evoca altresì rischi nell’applicazione corretta di alcune disposizioni della legge federale sugli esami genetici sull'essere umano (LEGU) in connessione con le modifiche previste del TARMED.

Associazioni mantello nazionali dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna

UCS rinuncia a partecipare alla consultazione.

La città di Winterthur non approva esplicitamente né respinge l’avamprogetto, ma osserva che le modifiche previste al TARMED sono in contrasto con la strategia «Sanità2020» e con la Strategia nazionale sulla demenza.

In linea di principio, ACS, SAB e Arbeitsgruppe Berggebiete concordano con l’avamprogetto (Arbeitsgruppe Berggebiete appoggia il parere di SAB).

ACS e SAB ribadiscono che il TARMED è molto complicato e causa ai medici un enorme onere burocratico. Per i pazienti non è trasparente e difficile da capire. Poiché il TARMED non ha contribuito a contenere l’aumento dei costi della salute, chiedono al Consiglio federale di verificare assieme ai Cantoni, alle associazioni mantello dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna, e del settore sanitario soluzioni alternative e di sostituirlo con un sistema più semplice.

ACS e SAB ricordano che è solo questione di tempo prima che nelle regioni rurali si manifesti una carenza di medici generici, considerato il numero sempre maggiore di studi medici che chiudono i battenti. Attualmente il TARMED non incoraggia un medico a trasferirsi in campagna per praticare come medico generico. Questo stato di cose deve essere corretto evitando gli incentivi finanziari ad aprire un’attività in città. I meccanismi d’incentivazione dovrebbero essere definiti in modo che le regioni rurali appaiano più interessanti, rafforzando così l’assistenza medica di base.

Associazioni mantello dell’economia

TravailSuisse rinuncia a esprimere un parere.

USS approva la modifica dell’ordinanza sostenendo che gli adeguamenti nell’ambito delle tariffe, considerate eccessive, avranno l’effetto di frenare i costi, a tutto vantaggio degli assicurati. Occorre però fare in modo che la sicurezza dell’assistenza medica di base e la qualità dei trattamenti per tutti i beneficiari dell’assicurazione malattie obbligatoria e in particolare per i bambini e le persone con malattie croniche o psichiche, restino garantite.

economiesuisse, FER, USPL, USAM e CP respingono invece la modifica dell’ordinanza.

economiesuisse è del parere che con questo intervento si sia persa l’opportunità di semplificare il TARMED riunendo varie posizioni tariffali e introducendo semplici tariffe temporali. Senza contare che con la modifica sarà rafforzato l’incentivo a svolgere esami e trattamenti nel settore stazionario invece che ambulatoriale, il che causa spesso maggiori costi inutili. Le ripercussioni sull’assistenza medica sono oltretutto imprevedibili. Secondo alcuni settori, come