Rapporto sui risultati
Consultazione 2017/33: Pacchetto d'ordinanze in materie ambientale, primavera 2018 · 57 pagine
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Pacchetto di ordinanze ambientali primavera 2018 Rapporto sui risultati relativi all’OIAt e all’OEn
dei direttori cantonali dell’energia (MuKEn) e garantisce che le nuove caldaie corrispondano allo stato della tecnica e sfruttino il calore di condensazione. Nel settore dell’energia degli edifici, i Cantoni vogliono mantenere la competenza esclusiva e le prescrizioni dell’OIAt rappresentano un doppione. Il risanamento di un impianto unicamente a causa di eccessive perdite di calore attraverso i gas di scarico è una misura sproporzionata e occorre prevedere un periodo di ammortamento di almeno 25 anni. Inoltre l’esecuzione delle nuove prescrizioni nel settore degli impianti a combustione alimentati con legna vincolerebbe le risorse delle autorità, il che andrebbe invece evitato. Quale opzione, i Cantoni AG e NW propongono di inasprire le perdite di calore attraverso i gas di scarico solo per i nuovi impianti. Varie associazioni (Carbura, ECO SWISS, EV, GebäudeKlima, APC, ASMS, scienceindustries, usam, SSIGA, Swissoil, VSFK, ASIG) considerano troppo bassi i valori limite previsti e chiedono in parte valori maggiorati del 5-6 per cento per il riscaldamento degli ambienti e dell’acqua nonché del 7-8 per cento per gli altri impianti in combinazione con un termine di risanamento di dieci anni. Perdite di calore attraverso i gas di scarico basse possono essere rispettate senza problemi al banco di prova, ma nella pratica vi sono diversi altri fattori che fanno aumentare le perdite, come la distribuzione del calore, il prelievo di calore o il bilanciamento idraulico. Le perdite di calore attraverso i gas di scarico non rappresentano un fattore d’influenza determinante dal punto di vista dell’inquinamento atmosferico. Gli impianti industriali riescono a malapena o non riescono a rispettare già i valori vigenti e valori ancora più bassi non sono tecnicamente possibili né economicamente sopportabili. V3E e WKK-Fachverband chiedono lo stralcio della cifra dall’OIAt, dal momento che la questione dell’efficienza energetica è già disciplinata altrove (MuKEn).
3.3.2.39 Allegato 3 cifra 415: impianti a combustione alimentati con olio – impiego di olio «extra leggero»
L’ampia maggioranza dei partecipanti condivide l’obbligo, per gli impianti fino a 5 MW, di impiegare olio «Eco». 54 partecipanti approvano il progetto (AG, AI, AR, BE, BL, BS, Cercl’Air, CFIAR, FR, GE, GL, GR, JU, CCA, LU, NE, NW, OW, SG, SH, SO, Città di Winterthur, SZ, TG, Città di Zurigo, UR, VD, ZG, ZH, AefU, BirdLife, Greenpeace, Pro Natura, ATA, WWF, PS, Accademie svizzere, ETH Zürich, Silent-Power, Carbura, GebäudeKlima, LBV, ÖS, USC, scienceindustries, SGBV, PSL, SOBV, SSV, SVLT, Swiss Textiles, Swissmem, VSFK, VTL). I Cantoni JU e NE osservano che sarà difficile attuare la prescrizione se non sarà possibile distinguere l’olio «Eco» colorandolo diversamente, come si fa per distinguere l’olio da riscaldamento dal diesel. Alcune organizzazione per l’ambiente (AefU, BirdLife, Greenpeace, Pro Natura, ATA, WWF) rilevano che questa disposizione comporterà costi leggermente superiori per i gestori e che il termine transitorio previsto è giustificato e accettabile. Il PS si chiede invece se sia veramente necessario un termine di cinque anni. Carbura prende atto della disposizione e approva espressamente le relative disposizioni transitorie. Swissmem ritiene che la differenza di prezzo tra l’olio «extra leggero» e quello «Eco» sia esigua e sopportabile e intravede nella prescrizione un valore aggiunto per l’ambiente, che può essere realizzato con un onere contenuto.
Sette organizzazioni per la salute approvano questa disposizione solo in parte (aha!, FMH, GELIKO, Fondazione di cardiologia, Lega contro il cancro, Lega polmonare, SSSP) spiegando che dal punto di vista degli inquinanti atmosferici non ha senso continuare ad autorizzare tali combustibili.
Quattro associazioni sono contrarie (ECO SWISS, EV, APC, Swissoil). Secondo ECO SWISS non vi è alcun motivo per cui proprio i piccoli impianti a combustione, che provocano emissioni relativamente basse, debbano rinunciare all’olio «extra leggero». EV e Swissoil respingono la disposizione perché bisognerebbe rinunciare al limite massimo di 5 MW per consentire un’introduzione sistematica dell’olio «Eco». L’APC chiede di stralciare la cifra dal momento che spetta ai proprietari decidere quali combustibili desiderano impiegare. Se i costi di manutenzione risultanti saranno inferiori, molti gestori passeranno spontaneamente all’olio «Eco». A
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