Rapporto sui risultati
Consultazione 2017/52: Accordo di assistenza amministrativa in ambito doganale con gli Stati Uniti · 41 pagine
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Dipartimento federale delle finanze DFF
Il PLR è contrario all’Accordo di assistenza amministrativa in materia doganale con gli Stati Uniti. Per l’economia elvetica i rischi di tale Accordo prevalgono sulle opportunità che potrebbero scaturirne. Già nel 2013 l’AFD aveva svolto una consultazione presso gli esponenti dell’economia per verificare se un accordo di assistenza amministrativa con gli Stati Uniti riscuotesse un interesse, ciò che è stato decisamente negato. Nonostante le modifiche apportate, nella versione attuale rimangono diversi punti critici presenti già allora. I provvedimenti coercitivi risultanti dall’Accordo di assistenza amministrativa non possono essere esclusi, la riservatezza delle informazioni non può essere garantita e la presenza di autorità straniere concessa dalla Svizzera non è accettabile. D’altro canto, le opportunità per la Svizzera si limitano a possibili, ma incerte, agevolazioni per l’importazione di merci negli Stati Uniti. Fino a quando i rischi dell’Accordo non potranno essere attenuati o i vantaggi per l’economia non saranno dimostrati in modo convincente, la Svizzera non ha interesse a concluderlo.
L’UDC non intravede alcun plusvalore nell’Accordo di assistenza amministrativa, pertanto lo respinge e chiede di rinunciarvi. Dal confronto diretto con il progetto posto in consultazione nel mese di ottobre del 2013, l’Accordo nella versione attuale non contiene miglioramenti sufficienti a giustificarne la conclusione. I punti critici citati già nel 2013 dagli esponenti dell’economia svizzera sono rimasti gli stessi anche oggi: un accordo di assistenza amministrativa mette a repentaglio la riservatezza dei dati e pregiudica la salvaguardia dei segreti commerciali. A prescindere dalla mancanza di benefici, per la Svizzera l’Accordo di assistenza amministrativa genera nel complesso uno scarso plusvalore, poiché la reciproca assistenza amministrativa in ambito doganale è già inclusa nell’Accordo dell’OMC sull’agevolazione degli scambi. Secondo l’UDC, l’Accordo posto in consultazione rientra esclusivamente nell’ottica degli Stati Uniti, mentre la Svizzera non si è mai espressamente impegnata per concluderlo.
PPD: gli Stati Uniti sono uno dei principali partner commerciali per la Svizzera, pertanto il buon funzionamento dello scambio di merci è nell’interesse dell’economia svizzera. Il PPD è chiaramente favorevole all’apertura della Svizzera e si impegna già da anni per migliorare il commercio internazionale, non solo con gli Stati Uniti. L’utilità di una semplificazione del commercio deve essere tuttavia sempre soppesata con i rischi che ne derivano per le imprese svizzere. Secondo il PPD, il presente Accordo di assistenza amministrativa con gli Stati Uniti mette a dura prova questi equilibri.
scienceindustries: allo stato attuale mancano informazioni in merito ai vantaggi concreti e alle semplificazioni ottenibili nell’attuale disbrigo delle pratiche doganali. In queste circostanze l’associazione è contraria alla conclusione dell’Accordo di assistenza amministrativa con gli Stati Uniti.
La FER è contraria alla conclusione di un simile accordo, dato che i vantaggi di cui beneficerebbe l’economia sarebbero minori rispetto agli eventuali rischi e inconvenienti. L’Accordo prevede un rafforzamento della collaborazione bilaterale ai fini della prevenzione e della scoperta di infrazioni doganali nonché delle indagini in merito. Questa collaborazione è necessaria nella misura in cui simili infrazioni danneggiano gli interessi economici, fiscali e commerciali dei due Stati contraenti, per via della loro interdipendenza economica e del livello elevato dei loro scambi bilaterali di merci. In particolare, gli Stati Uniti vincolano la conclusione di un accordo di assistenza amministrativa all’avvio, senza alcuna garanzia, di eventuali negoziati su un accordo relativo al riconoscimento reciproco delle misure doganali di sicurezza. Un simile accordo semplificherebbe le formalità doganali per le importazioni di merci negli Stati Uniti, il che sarebbe quindi nell’interesse della Svizzera. Come menzionato nel