Rapporto sui risultati
Consultazione 2017/63: Revisione parziale della legge federale sull'assicurazione malattie (autorizzazione dei fornitori di prestazioni) · 50 pagine
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Pazienti e utenti
La considerazione del tasso di occupazione dei medici è necessaria per ottenere cifre precise e adottare una politica coerente. DVSP auspica vivamente che le società mediche, gli assicuratori e i Cantoni collaborino in modo trasparente evitando posizioni intransigenti.
4.5.4 Pareri sull'articolo 55a, capoverso 3
Cantoni
CDS, CLASS, AI, BE, GE, GR, OW, SO, TG, TI e ZH ritengono che non vi sia una contraddizione tra la competenza sovrana dei Cantoni di applicare o meno l’articolo 55a LAMal e l’obbligo di coordinamento dei Cantoni. Sono inoltre del parere che le esigenze in materia di coordinamento con gli altri Cantoni debbano restare per quanto possibile semplici, altrimenti si rischia che in caso di ricorso la giurisprudenza fissi esigenze di coordinamento che nella pratica ostacolano ingiustamente la limitazione delle autorizzazioni in un Cantone o ritardano la procedura. Propongono che i Cantoni limitrofi vengano consultati e che la loro offerta venga presa in considerazione nella valutazione globale in vista di fissare i contingenti.
AG constata che anche per questo punto vi sarà un bisogno supplementare di risorse amministrative.
JU propone di cambiare la formulazione del capoverso in disposizione potestativa.
NE propone che si istituiscano commissioni intercantonali incaricate di determinare i tetti massimi per campo di specializzazione e per Cantone. I Cantoni determinerebbero la ripartizione regionale dei medici sul territorio cantonale in funzione dei contingenti attribuiti. La commissione intercantonale e i Cantoni dovrebbero poter consultare le associazioni mediche prima di fissare i contingenti (cantonali e intercantonali).
I Cantoni TG, UR e ZG propongono di stralciare il secondo periodo. ZG è del parere che i Cantoni devono essere liberi di considerare l’offerta nei Cantoni limitrofi ma considera molto complicato rilevare i flussi di pazienti. A suo avviso, questo tipo di rilevamenti può portare a decisioni che creano incentivi sbagliati. UR propone di aggiungere i Cantoni limitrofi alle istituzioni da sentire.
VD teme che la disposizione blocchi qualsiasi azione volta alla limitazione delle autorizzazioni. Propone che il Cantone consulti i Cantoni limitrofi prima di definire l’offerta di cure mediche.
Partiti politici rappresentati all’Assemblea federale
CVP accoglie con favore l’obbligo di coordinamento intercantonale in vista del rilascio delle autorizzazioni ai fornitori di prestazioni. PSS e PES approvano l’obbligo per i Cantoni di sentire le parti interessate e di coordinarsi per fissare i contingenti.
Associazioni mantello nazionali dell’economia
Secondo USAM, se l’autorizzazione dei fornitori di prestazioni va regolata, bisogna farlo almeno a livello sovraregionale.
USS ritiene che la considerazione del tasso di occupazione, la consultazione delle organizzazioni interessate e il coordinamento a livello intercantonale formino un tutto indivisibile e contribuiscano a garantire la sicurezza della fornitura di prestazioni mediche.
Fornitori di prestazioni
Secondo FMH, nel caso in cui un Cantone volesse avvalersi della possibilità di limitare il numero di medici fissando tetti massimi, una semplice consultazione non è sufficiente per una regolamentazione così complessa. FMH, VLSS e mfe chiedono di istituire una commissione consultiva permanente nella quale siederebbero i rappresentanti delle associazioni menzionate.
Svbg, SVPL, SBK, FMH, mfe, SHV e SVDE sono del parere che con la crescente mobilità degli assicurati i confini cantonali diventano sempre meno importanti. Per questo motivo le