Rapporto esplicativo
Consultazione 2017/65: Revisione totale dell'ordinanza sui costi di immobili · 9 pagine
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3. Ripercussioni finanziarie
Le stime effettuate in merito ai provvedimenti fiscali adottati dal Parlamento nel settore immobiliare si fondano su un volume di dati esiguo, di conseguenza si è reso necessario formulare diverse ipotesi in relazione alla sostanza privata. La statistica sull’imposta federale diretta non contiene ad esempio informazioni sulle spese immobiliari sostenute dai proprietari d’abitazioni. I calcoli relativi allo scaglionamento nel tempo poggiano sui dati fiscali del Cantone di Berna concernenti l’imposta federale diretta per il periodo fiscale 2010 e su corrispondenti proiezioni riferite all’intera Svizzera. Per quanto riguarda le stime fiscali relative alle spese di demolizione mancano sia informazioni dettagliate sul parco immobiliare della Svizzera, sia il numero esatto degli immobili di sostituzione costruiti annualmente, e quindi anche le spese di demolizione che ne conseguono. Stando alle stime dell’Ufficio federale dell’energia, la quota delle spese di demolizione rispetto alle spese di costruzione di un immobile di sostituzione ammonta a circa il 5 per cento. Di conseguenza le spese di demolizione sostenute annualmente dalle economie private ammonterebbero a circa 120 milioni di franchi (5 % dei 2,4 mia. di fr. stimati per il volume degli investimenti nelle economie private). Per la stima è stata applicata un’aliquota fiscale marginale del 30 per cento.
A seguito delle citate restrizioni i calcoli qui di seguito sono da considerarsi puramente indicativi. Il totale delle minori entrate annue stimate (in mio. di fr.) per le imposte sul reddito può essere suddiviso nel modo seguente8:
Provvedimenti fiscali Confederazione1) Cantoni e Comuni Totale
1)compresa la quota dei Can-
toni all’imposta federale diret-
ta (17 %)
Spese di demolizione -10 -25 -35
Scaglionamento nel tempo da -30 a -60 da -90 a -180 da -120 a -240
4. Ripercussioni per l’economia pubblica
Il diritto in vigore prevede già la possibilità di ripartire le spese su due periodi fiscali. Per i risanamenti energetici effettuati su due anni questa possibilità risulta sensata in quanto permette di interrompere la progressione fiscale. Concretamente, gli artigiani dell’edilizia rilasciano generalmente una fattura parziale per i lavori edili conclusi nel primo anno e nell’anno successivo inviano la fattura finale. Per le economie domestiche con un reddito elevato questo scenario nell’ottica della pianificazione fiscale costituisce una soluzione più interessante rispetto alla possibilità di riporto adottata dal Parlamento, che permette di riportare nel periodo fiscale successivo le spese compensabili soltanto se non sono state interamente prese in considerazione nell’anno in cui sono sorte. Per le economie domestiche con un reddito modesto, invece, la possibilità di riporto è più interessante dello status quo. In linea di principio vale quanto segue: più il reddito è basso e più le spese di risanamento sono elevate, maggiore risulta l’agevolazione fiscale. Nel complesso si può prevedere che con la nuova soluzione di riporto si opterà maggiormente per risanamenti totali rispetto a risanamenti parziali. L’impatto energetico rimane trascurabile.
Grazie alla possibilità di far valere le spese di demolizione in vista della costruzione di un immobile di sostituzione è presumibile che i fondi con edifici abitativi diventeranno più interessanti per i potenziali acquirenti. Tuttavia i prezzi di vendita che ne conseguono sono tendenzialmente più elevati, cosicché i privilegi fiscali concessi per le spese di demolizione rimarranno almeno in parte senza effetto. Dal punto di vista energetico, la deducibilità incentiva l’edificazione di immobili di sostituzione che rispettano maggiormente i parametri energetici.
8 Bollettino ufficiale del Consiglio degli Stati: AB 2016 S 682 / BO 2016 E 682