Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/83: Seconda tappa del Piano settoriale dei depositi in strati geologici profondi · 216 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 48Fedlex · Rapporto sui risultati

Piano settoriale dei depositi in strati geologici profondi

La fase post-Piano settoriale

Secondo SES e WWF Svizzera, dai documenti della consultazione si evincerebbe che il progetto del deposito in strati geologici profondi si concluderebbe in seguito al rilascio dell’autorizzazione di massima. Tuttavia così non sarebbe, poiché il progetto potrebbe ancora fallire anche una volta conclusa la procedura del Piano settoriale. Visti i trascorsi, l’elevata complessità e il carattere pionieristico del progetto, anche in futuro potrebbero verificarsi contraccolpi. Tuttavia, questo aspetto non sarebbe stato preso in considerazione. È necessario individuare con certezza e illustrare i possibili contraccolpi, quali la gestione del processo da parte della Confederazione al termine del PDGP.

Secondo Steckborn, Consorzio delle Centrali Idriche del Lago di Costanza/fiume Reno, Stadtwerke Konstanz e SSIGE, la fase conclusiva non verrebbe gestita in maniera adeguata. Nel complesso non risulterebbe chiaro chi si occuperebbe dell’esercizio, della manutenzione, del monitoraggio e della gestione degli incidenti durante la fase conclusiva, della gestione delle informazioni e dei processi di coordinamento, e nemmeno le modalità di finanziamento degli aspetti citati in precedenza. A tale proposito sarebbe opportuno presentare idee chiare quantomeno a livello concettuale. SES e WWF Svizzera raccomandano di definire tempestivamente la gestione e la procedura per il progetto del deposito in strati geologici profondi anche in merito al Piano settoriale. Rimettere la questione alla prossima generazione o a Paesi esteri è fuori discussione (PLR SH, PLR città di Sciaffusa).

Valutazione

Decorso temporale del progetto: In fase di elaborazione della parte concettuale la durata della procedura è stata stimata in circa dieci anni. Tuttavia, già dopo la prima tappa e nel corso della seconda questa stima si è rivelata chiaramente troppo ottimistica. Le esperienze hanno rivelato che questa procedura per la selezione dei siti dall’aspetto pionieristico, complessa sia dal punto di vista scientifico sia per quanto concerne la collaborazione e il coinvolgimento degli interessati, richiede molto più tempo. L’UFE aveva verificato lo scadenzario nel corso della seconda tappa in collaborazione con tutti i partecipanti, e ad aprile 2014 aveva comunicato un aumento di dieci anni del tempo necessario per completare la procedura di selezione dei siti, per un totale di circa venti.

Anche i lavori connessi al posizionamento dei siti per gli impianti di superficie svolti nel corso della seconda tappa hanno richiesto più tempo di quanto previsto in origine. A questo si aggiunge la documentazione aggiuntiva sull’area di ubicazione NL89, richiesta dall’IFSN alla Nagra nell’ambito della propria verifica. La seconda tappa è quindi durata dalla fine del 2011 alla fine del 2018, ossia ben sette anni.

Nel 2013 per la pianificazione della terza tappa l’UFE ha avviato un processo di pianificazione dispendioso, basato sulle esperienze maturate durante la prima tappa e nelle fasi iniziali della seconda. Ad oggi si stima un periodo di circa undici anni per portare a termine tutte le fasi e i compiti previsti per la terza tappa.

La Confederazione è consapevole delle sfide poste dalla lunga durata della procedura. Le incertezze in materia di sicurezza tecnica, società e politica possono essere anticipate solo in maniera limitata. L’obiettivo di individuare un sito sicuro e definire una procedura comprensibile con il coinvolgimento delle parti interessate rappresenta la priorità. Una procedura eccessivamente lunga può tuttavia metterne a repentaglio la credibilità. Pertanto la procedura di selezione dei siti deve essere orientata agli

89 Esaminando le proposte della Nagra presentate nella seconda tappa, l’IFSN è giunto alla conclusione che la Nagra deve presentare ulteriori documenti tecnico-scientifici. Senza detti documenti l’accantonamento proposto dell’area di ubicazione NL non può essere valutato in maniera conclusiva.