Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/93: Modifica della legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio (LOTC): procedura di notifica · 15 pagine

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3.1.5 Incompatibilità con l’articolo 104a della Costituzione federale

Per i Verdi e Prométerre, il principio Cassis de Dijon è incompatibile con l’articolo 104a Cost., secondo il quale le relazioni commerciali transfrontaliere devono concorrere a uno sviluppo ecologicamente sostenibile dell’agricoltura e della filiera alimentare.

3.1.6 «Forzatura politica»

Il Parlamento ha recentemente trattato due interventi parlamentari (17.3623 e 17.3624) riguardanti il principio Cassis de Dijon, entrambi respinti dal Consiglio nazionale il 5 marzo 2018. Secondo le cerchie agricole, il progetto di revisione non tiene conto di questa decisione.

3.1.7 Requisiti linguistici per le avvertenze

Otto partecipanti contrari (NE e VD; AGORA, Agrigenève, CNAV, USDCR, Prométerre e FRC) criticano i nuovi requisiti linguistici per le avvertenze: a loro avviso gli alimenti messi in commercio secondo il principio Cassis de Dijon non corrisponderebbero alle prescrizioni tecniche svizzere. È quindi assolutamente necessario che i consumatori possano informarsi su un determinato prodotto in una lingua che padroneggiano. Allentare queste prescrizioni sarebbe ammissibile soltanto per i prodotti che rispondono alle prescrizioni svizzere.

3.2 Pareri contrari con richiesta di abrogare l’articolo 16c LOTC

11 partecipanti che respingono la procedura di notifica (AG, AI, AR, GE, SH, TG, TI, UR, VS, ZH e Chimici cantonali) si dicono tuttalpiù disposti a sottoporre tutte le derrate alimentari al principio Cassis de Dijon e, quindi, ad abrogare l’articolo 16c LOTC. Le loro ragioni sono esposte qui di seguito. Occorre precisare che per BL e BS l’abrogazione dell’articolo 16c LOTC non è formulata come un’eventualità, bensì come richiesta prioritaria.

Sono illustrate qui di seguito le ragioni che inducono i suddetti partecipanti a respingere la procedura di notifica nonché a chiedere l’eventuale abrogazione dell’articolo 16c LOTC. L’adeguamento dei requisiti linguistici – argomento commentato da sette partecipanti – non viene invece presentato nei dettagli, perché condiviso da una larga maggioranza.

Per dovere di cronaca va detto che BS, BL, ZHK e Swiss Retail Federation sono anch’essi contrari al progetto di revisione, ma che non chiedono la piena attuazione del principio Cassis de Dijon in ambito alimentare a titolo sussidiario, bensì come richiesta prioritaria.

I partecipanti menzionati all’inizio del capitolo 3.2 espongono i seguenti motivi.

3.2.1 Sicurezza alimentare e protezione della salute non garantite

Nell’UE ci sono settori non armonizzati con normative nazionali specifiche in materia di alimenti, ad esempio per quanto concerne l’alimentazione sportiva, i «botanicals» negli alimenti o gli integratori alimentari. Le norme nazionali applicabili di volta in volta possono differire notevolmente.

Fino a maggio 2017 gli integratori alimentari e i prodotti per l’alimentazione sportiva non potevano essere messi in commercio in applicazione del principio Cassis de Dijon. Ai fini della sicurezza alimentare e della protezione della salute, per questi e per tutti gli altri gruppi alimentari il principio Cassis de Dijon dev’essere applicato in combinazione con la procedura di autorizzazione, e non con una procedura di notifica.

3.2.2 Maggiori oneri per le imprese

Con l’attuale sistema di autorizzazione, solo il primo richiedente deve chiedere all’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (UFAV) un’autorizzazione, che potrà poi essere applicata a tutti i prodotti simili, anche se immessi in commercio da un’altra persona. Con l’introduzione del sistema di notifica, ogni importatore e produttore deve notificare alla Confederazione tutti i prodotti immessi sul mercato svizzero secondo il principio Cassis de

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