Rapporto sui risultati
Consultazione 2018/13: Iv.pa. 13.478 «Prevedere indennità in caso di adozione di un bambino» · 15 pagine
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un’urgente necessità di valutare modelli di congedo parentale generici per consentire a padri e genitori dello stesso sesso di prendere un congedo retribuito dopo la nascita o l’adozione.
5.6 Osservazioni su altri aspetti della revisione
Cantoni
Diversi Cantoni (LU, SZ, GR, GL, BS, OW, ZG) rilevano che, a fronte di un ammontare delle indennità relativamente modesto versato a un numero limitato di persone, l’onere amministrativo per gli organi di esecuzione (e i datori di lavoro) è (troppo) elevato (p. es. esame di numerose condizioni come età del bambino, data di accoglimento, precedente assoggettamento alle assicurazioni e attività lucrativa, interruzione o riduzione dell’attività lavorativa entro un anno, registrazione del reddito della persona richiedente, competenza della cassa di compensazione, ecc., registrazione nei sistemi informatici, eventuale necessità di un registro centrale, coordinamento con i congedi di adozione cantonali e assegni di adozione). Alcuni criticano il fatto che i costi una tantum connessi ai sistemi informatici delle casse di compensazione non siano quantificati nel rapporto esplicativo. LU propone – nel caso in cui
l’indennità di adozione sia sancita nella LIPG – di trovare soluzioni per ridurre l’onere amministrativo. Anche GR, GL e VS suggeriscono di valutare possibili alternative. Per esempio, si potrebbe versare l’indennità solo a posteriori (cioè dopo che il congedo di adozione è stato preso per intero), quando sono disponibili tutte le informazioni definitive. Una semplificazione ancora più radicale sarebbe il pagamento di importi forfettari legati all’adozione effettuata. GE e VD sottolineano che l’attuazione e il coordinamento sarebbero complessi per gli organi di attuazione e i datori di lavoro a causa delle diverse varianti in esame.
Per BL il progetto, concepito in termini moderati, rappresenta un investimento sostenibile. Per ZH l’impatto finanziario è trascurabile.
In considerazione dell’esiguo numero di casi che portano a una richiesta d’indennità, anche secondo SG l’onere sarebbe sostenibile in termini di numeri e di costi, anche se non proprio indispensabile dal punto di vista della politica sociale e familiare. SG chiede tuttavia chiarimenti sulla questione delle adozioni all’estero non riconosciute in Svizzera e sulle ripercussioni per l’indennità del mancato riconoscimento di un’adozione all’estero. È opportuno sapere se tale prestazione sarebbe considerata illegale secondo l’articolo 25 della legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali e se porterebbe alla restituzione della prestazione IPG.
Organi di attuazione, organizzazioni e cerchie interessate
Per la CCCC occorre chiedersi se l’obiettivo possa essere raggiunto più facilmente e valutare come ridurre l’onere amministrativo. Si potrebbe versare l’indennità solo retroattivamente (cioè dopo un congedo di adozione completamente utilizzato), quando si dispone di tutte le informazioni necessarie. Una semplificazione ancora più radicale sarebbe il pagamento di importi forfettari legati all’adozione effettuata. Una soluzione del genere ridurrebbe massicciamente l’onere amministrativo.