Rapporto sui risultati

Consultazione 2018/13: Iv.pa. 13.478 «Prevedere indennità in caso di adozione di un bambino» · 15 pagine

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Il PES accoglie con favore l’introduzione di un’indennità di adozione, che considera un passo nella direzione giusta. Per quanto riguarda il benessere del bambino e i suoi diritti fondamentali, il PES chiede tuttavia un netto miglioramento delle condizioni quadro per il congedo di adozione, in particolare per quanto riguarda la durata del congedo e l’età del bambino (cfr. n. 5.1 e 5.2). Il PS rileva che il progetto risponde a una sua vecchia richiesta e contribuisce a una moderna politica sociale a favore della famiglia. Il PS accoglie pertanto con favore l’introduzione di un’indennità di adozione che, a suo parere, crea parità di trattamento tra genitori naturali e adottivi. Si tratta di un passo nella direzione giusta. Tuttavia, il progetto sembra ridotto ai minimi termini e concepito rigidamente, in particolare per quanto riguarda la durata del pagamento dell’indennità di adozione e l’età del bambino, troppo bassa. Il PS chiede maggiore flessibilità anche per quanto riguarda il congedo di adozione.

L’UDC e il PLR respingono chiaramente l’introduzione di un’indennità di adozione. Entrambi i partiti fanno riferimento alla competenza dei Cantoni d’introdurre le indennità di adozione,

motivo per cui non è necessario che la Confederazione legiferi in materia. Inoltre, i singoli individui sono responsabili di questa decisione. Per il PLR, si invierebbe un segnale negativo in considerazione dell’aumento della spesa sociale negli ultimi anni. Per garantire la sostenibilità del nostro sistema sociale, si dovrebbe evitare un’espansione delle già generose prestazioni sociali. Un’adozione non è paragonabile a una nascita in cui, per motivi biologici, è chiaramente necessario interrompere il lavoro, cosa che non succede in caso di adozione: per il PLR non si può quindi giustificare un’indennità di adozione.

Associazioni dell’economia

L’USS è favorevole al presente progetto: benché la portata delle misure proposte sia insufficiente, si tratta di un primo passo nella direzione giusta. Oltre a un limite di età più elevato per il figlio adottato e a un congedo più lungo, l’USS propone ulteriori adeguamenti (cfr. numero seguente). Travail.Suisse propugna l’introduzione di un congedo di adozione, ma respinge alcuni punti, come il periodo di indennizzo, la limitazione del diritto ai figli di età inferiore ai quattro anni e i criteri di suddivisione del congedo tra i genitori.

Il cp non è entrato nel merito della questione. A suo parere, qualsiasi nuova estensione delle prestazioni sociali deve essere attentamente valutata alla luce delle attuali difficoltà politicofinanziarie. Per il cp, adottare un figlio è un atto di responsabilità individuale. Non spetta quindi allo Stato fornire sostegno finanziario per gli aspetti organizzativi di un’adozione. Di conseguenza, la Confederazione non dovrebbe emanare prescrizioni uniformi e vincolanti. Norme specifiche per l’adozione potrebbero essere previste a livello cantonale, nei contratti di lavoro o nei contratti collettivi di lavoro, come avviene già oggi.

L’USAM ritiene che si debba rinunciare all’attuazione dell’iniziativa parlamentare 13.478. Dal punto di vista della più grande associazione mantello dell’economia svizzera, i congedi di adozione non rappresentano una necessità sociopolitica, non serve dunque protezione e non esiste neppure un mandato costituzionale.

Organi d’esecuzione, organizzazioni e cerchie interessate

L’USDCR concorda con la proposta d’introdurre un’indennità di adozione.

La CDOS accoglie con favore l’impostazione di massima del progetto, che rappresenta un passo in avanti verso la parità di trattamento delle diverse forme familiari e contribuisce a offrire pari opportunità a tutte le famiglie e a i loro figli. Contesta tuttavia la limitazione ai bambini di età inferiore a quattro anni (cfr. n. 5.1). Anche Pro Familia Svizzera sostiene il progetto preliminare, in quanto la nascita e l’adozione sono eventi che pongono sfide analoghe, ma avanza proposte di più ampia portata, in particolare per quanto riguarda la durata del congedo, l’età del bambino e la tempistica del congedo (cfr. n. 5.1 e 5.2). PACH considera il progetto come un passo nella direzione giusta, seppure l’attuazione proposta appaia troppo limitata, in particolare per quanto riguarda la durata del congedo e la limitazione dell’età del bambino da adottare (cfr. n. 5.1 e n. 5.2). La fondazione Protezione dell’infanzia