Rapporto esplicativo
Consultazione 2018/21: Rapporto sull'efficacia della perequazione finanziaria tra Confederazione e Cantoni 2016-2019, comprese proposte di modifica della legge federale concernente la perequazione finanziaria e la compensazione degli oneri (LPFC) · 178 pagine
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Rapporto sull’efficacia della perequazione finanziaria tra Confederazione e Cantoni
ridiche che per le persone fisiche. Questo effetto d’incentivazione migliora se si attribuisce una ponderazione più bassa agli utili delle imprese tassati in via ordinaria, come previsto nel PF17.
Per quanto riguarda l’effetto d’incentivazione della perequazione delle risorse in generale si può affermare che il meccanismo di ridistribuzione progressivo provvede affinché l’obiettivo della dotazione minima possa essere raggiunto con i minori mezzi finanziari possibili. Questo si ottiene mantenendo alto il prelievo marginale per i Cantoni finanziariamente più deboli che, in tal modo, si sentono meno incentivati ad attirare nuovo substrato fiscale. Come spiegato nel secondo rapporto sull’efficacia, esistono conflitti di obiettivi o compromessi tra il livello dell’obiettivo della dotazione minima, l’importo della dotazione e l’effetto d’incentivazione. Quest’ultimo può essere migliorato solo se viene aumentata la dotazione e/o ridotto l’obiettivo della dotazione minima. La problematica degli incentivi è rilevante soprattutto per i Cantoni finanziariamente più deboli. Migliorare in maniera sostanziale l’effetto d’incentivazione per questi Cantoni comporterebbe però dei costi elevati. Secondo uno studio condotto da Avenir Suisse, per ottenere una riduzione del prelievo marginale per il Cantone finanziariamente più debole dal 100 all’80 per cento bisognerebbe aumentare la dotazione di circa mezzo miliardo di franchi e diminuire l’effetto d’incentivazione per i Cantoni vicini ai 100 punti10. Lo studio sottolinea inoltre che gli effetti d’incentivazione della perequazione delle risorse rappresentano solo uno dei fattori che influenzano l’intensità della concorrenza fiscale e non sono gli unici a plasmare la volontà di un Cantone di rafforzare il proprio potenziale di risorse. Lo studio con- clude pertanto che il prezzo da pagare per migliorare l’effetto d’incentivazione è troppo alto.
In generale va detto che abbassando la ponderazione degli utili delle persone giuridiche tassate in via ordinaria si può contrastare sensibilmente l’incentivo negativo ad attirare nuovo substrato fiscale derivante dall’imposizione delle imprese. Una simile ponderazione potrebbe basarsi sullo sfruttamento fiscale relativo, come proposto nel quadro degli adeguamenti della perequazio- ne delle risorse alle misure del PF17 con i cosiddetti fattori zeta. Ulteriori miglioramenti degli effetti d’incentivazione non meritano di essere presi in considerazione per via dello sfavorevole rapporto costi-benefici.
L’effetto d’incentivazione non è però l’unico fattore da cui i Cantoni fanno dipendere le loro decisioni tributarie. Anche le riduzioni o gli aumenti delle imposte hanno generalmente una forte componente politica. Alla fine è il Parlamento ovvero il popolo che decide in merito a simili misure. In questo contesto l’effetto d’incentivazione ha solo un ruolo di secondo piano, come lo dimostrano anche quei Cantoni che negli ultimi anni hanno ridotto le loro aliquote d’imposta malgrado lo scarso effetto d’incentivazione.
4.7 Compensazione degli oneri eccessivi dovuti alle condizioni geotopografiche (PAG) e sociodemografiche (PAS)
4.7.1 Pertinenza dei costi e ponderazione degli indicatori
Per valutare l’efficacia della compensazione degli oneri, l’allegato 2 al rapporto esplicativo relativo all’OPFC indica due criteri: l’ammontare degli oneri speciali pro capite e l’ammontare dell’indennità. In tal modo si può determinare la percentuale degli oneri speciali indennizzata dalla compensazione degli oneri. Negli anni 2004, 2009 e 2013 Ecoplan ha effettuato tre pe- rizie allo scopo di verificare a quanto ammontasse questa indennità per ognuno dei tre ambiti PAG, PAS A-C e PAS F.
10 Avenir Suisse, NPCNFA 2 - Per una rivitalizzazione del federalismo svizzero, Zurigo 2017, pag. 26.