Rapporto esplicativo
Consultazione 2018/21: Rapporto sull'efficacia della perequazione finanziaria tra Confederazione e Cantoni 2016-2019, comprese proposte di modifica della legge federale concernente la perequazione finanziaria e la compensazione degli oneri (LPFC) · 178 pagine
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Rapporto sull’efficacia della perequazione finanziaria tra Confederazione e Cantoni
si fonda nello specifico sull’indice dei prezzi delle case unifamiliari (4–6 locali) e degli apparta- menti in proprietà (2–5 locali)1.
Il calcolo del fattore alfa per il secondo e il terzo quadriennio ha evidenziato come, per i ren- dimenti di dividendi e immobili, il fattore alfa sia soggetto a forti oscillazioni nonostante l’uti- lizzo di valori medi pluriennali. Il fattore alfa era pari all’1,2 per cento nel primo quadriennio (2008–2011), allo 0,8 per cento nel secondo periodo (2013–2015) e all’1,5 per cento nel terzo (2016–2019). Gli adeguamenti del fattore alfa hanno pertanto condotto, ceteris paribus, a considerevoli variazioni nel potenziale di risorse. Dal momento che la quota della sostanza rispetto al potenziale di risorse si differenzia parecchio da un Cantone all’altro, adeguamenti importanti del fattore alfa si traducono anche in ridistribuzioni tra i Cantoni. La spiccata varia- bilità del fattore alfa rappresenta pertanto un grave svantaggio.
Calcolo del fattore alfa in base allo sfruttamento
Nell’indagine conoscitiva concernente la revisione parziale dell’OPFC per il terzo quadriennio, diversi Cantoni hanno reputato problematica la spiccata volatilità del fattore alfa. In questa sede si deve pertanto vagliare un calcolo alternativo del fattore di riduzione.
Nel quadro degli adeguamenti previsti della perequazione delle risorse al Progetto fiscale 17, gli utili delle persone giuridiche vengono ponderati nel potenziale di risorse con i cosiddetti fattori zeta. Questi ultimi riflettono il rapporto tra lo sfruttamento fiscale degli utili e lo sfrut- tamento fiscale del reddito delle persone fisiche. Questa idea di ponderazione sulla base dello sfruttamento fiscale relativo rappresenta un cambiamento concettuale, che si può applicare anche alla sostanza. Lo sfruttamento fiscale della sostanza, ossia il quoziente tra le entrate dei Cantoni e dei Comuni a titolo di imposta sulla sostanza e la sostanza imponibile, viene messo in relazione con lo sfruttamento fiscale del reddito delle persone fisiche. I calcoli basati sullo sfruttamento relativo evidenziano come i fattori estrapolati per i singoli anni di calcolo fiscale presentino un’oscillazione compresa tra l’1,4 e l’1,7 per cento, ossia sono relativamente stabili (linea azzurra nella fig. 5.01). Per ridurre anche le fluttuazioni annuali casuali a livello dei dati, si potrebbe utilizzare – analogamente ai fattori zeta – una media di sei anni di calcolo. Con questo livellamento è anche possibile rinunciare a fissare il valore alfa per un quadriennio, il che eviterebbe variazioni dei versamenti di compensazione all’inizio di ogni periodo. Sulla base dei dati disponibili si possono calcolare i valori solo a partire dal 2012 (linea blu nella fig. 5.01). Il valore dei primi quattro anni era pari all’1,6 per cento, per poi scendere all’1,5 per cento a partire dal 2016. In sostanza non si ravvisano scostamenti rispetto al metodo attuale. Pertanto, un fattore alfa definito sulla base dello sfruttamento non avrebbe avuto alcun impatto sui ver- samenti di compensazione negli anni dal 2016 al 2018.
Il metodo presentato in questa sede s’inserirebbe bene nel sistema di perequazione finanziaria. La sostanza confluirebbe infatti nel potenziale di risorse in base alla tassazione media effettiva applicata dai Cantoni e non al valore teorico di un aumento di valore stimato. Inoltre, il fattore alfa non sarebbe più subordinato alla situazione di un ciclo congiunturale.
1 Una descrizione dettagliata del metodo di calcolo è riportata nel rapporto dell’AFF (2015).