Rapporto esplicativo
Consultazione 2018/48: Stabilizzazione dell'AVS (AVS21) · 116 pagine
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1.2 Lavori preparatori del Consiglio federale
1.2.1 Votazione sulla riforma Previdenza per la vecchiaia 2020
I risultati della votazione del 24 settembre 2017 sono stati oggetto di uno studio VOTO1 condotto presso 1511 votanti. Ne è emerso che la riforma Previdenza per la vecchiaia 2020 è stata respinta per diversi motivi, nessuno dei quali però, preso singolarmente, sarebbe stato sufficiente per affossare la riforma. Il motivo più menzionato è stato il supplemento di 70 franchi (19 %), sebbene non sempre per una questione di principio bensì per il fatto che il supplemento non era previsto per i beneficiari di rendite correnti (7 %). L’aumento dell’età di pensionamento delle donne a 65 anni è stato il secondo motivo di rifiuto in ordine d’importanza, anche se si sono rilevate notevoli differenze regionali. È inoltre emerso chiaramente il ruolo del referendum lanciato espressamente in nome delle donne dai sindacati della Svizzera romanda: se l’aumento dell’età di pensionamento delle donne è stato menzionato come il motivo principale dall’8 per cento dei votanti della Svizzera tedesca e dal 15 per cento di quelli della Svizzera italiana, è stato invece quello più importante per i votanti della Svizzera romanda (29 %). Il 55 per cento dei votanti contrari a tale innalzamento ha detto di condividere il parere che non si possa aumentare l’età di pensionamento fintantoché ci saranno divergenze salariali tra uomini e donne, eppure il 40 per cento di coloro che ponevano la parità di trattamento come presupposto per l’armonizzazione dell’età di pensionamento ha comunque votato a favore della riforma, dato che quest’ultima prevedeva misure compensative. Un terzo motivo di rifiuto da non sottovalutare consiste nella complessità e nella vastità del progetto (11 %), dovute in particolare al “mescolamento” tra i due pilastri e alla moltitudine di misure previste.
Per quanto concerne i fautori della riforma, essi hanno principalmente fatto valere quale motivo la necessità di una riforma. Il 41 per cento degli interpellati ha infatti sottolineato che tutte le riforme proposte negli ultimi due decenni sono state bocciate e che l’evoluzione demografica richiede una trasformazione del sistema. Il secondo motivo più importante a favore della riforma (12 %) è stato il fatto che essa rappresentava un compromesso equilibrato, seguito dalla necessità di garantire il finanziamento dell’AVS (9 %).
Per quanto concerne il finanziamento supplementare dell’AVS mediante l’aumento dell’IVA, i motivi della bocciatura sono stati numerosi e generalmente legati alla riforma. Solo il 23 per cento degli interpellati ha dichiarato di averlo respinto per motivi inerenti all’aumento dell’IVA in quanto tale. Le critiche a questo riguardo vertevano sostanzialmente su un uso dell’IVA differente da quello previsto o sulla riduzione del potere d’acquisto che avrebbe comportato oppure erano espressione di un rifiuto generale di aumentare le tasse. I votanti favorevoli all’aumento dell’IVA a favore dell’AVS hanno giustificato la loro scelta con il fatto che la riforma avrebbe permesso di mantenere il livello delle rendite (49 %). Il 20 per cento dei fautori di tale finanziamento ha invece menzionato la sfida demografica.
1 T. Milic, T. Reiss e D. Kübler, Studio VOTO relativo alla votazione federale del 24 settembre 2017, Aarau, Losanna e Lucerna, 2017; http://www.voto.swiss/wp-content/uploads/2017/11/VOTO_Bericht_24.09.2017_IT_reduced.pdf.