Rapporto sui risultati
Consultazione 2018/52: Modifica dell'ordinanza sulle prestazioni (OPre) (neutralità dei costi, valutazione dei bisogni) · 61 pagine
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Organizzazioni della sanità – assicuratori
Sulla base dell’analisi dei dati degli assicuratori, curafutura giunge alla conclusione che i contributi degli assicuratori-malattie debbano venire ridotti nel settore delle cure ambulatoriali e aumentati in quello delle case di cura affinché gli odierni contributi dell’assicurazione malattie corrispondano alle tariffe 2010. Propone di arrotondare al franco intero i contributi calcolati per le case di cura e ai dieci centesimi quelli per le cure a domicilio, come del resto è stato fatto finora.
santésuisse ribadisce che i dati per la verifica delle aliquote erano disponibili già da tempo. Non c’è nessun motivo per cui queste ultime debbano essere modificate otto anni dopo l’introduzione del finanziamento delle cure generando un’inutile incertezza finanziaria tra assicuratori, fornitori di prestazioni, pazienti e collettività, e rendendo più complicata la pianificazione. Una nuova calibrazione dei contributi va respinta anche per motivi oggettivi.
Altre organizzazioni
In merito al finanziamento delle case di cura, FRC constata che la parte di finanziamento che gli ospiti sono chiamati a versare di tasca propria tende ad aumentare mentre i loro mezzi stagnano. Ciò nonostante, è soddisfatta dell’aumento della parte degli assicuratori-malattie, ma deplora che tale miglioramento vada a scapito delle cure a domicilio, politicamente più soddisfacenti per i beneficiari.
UCS respinge gli adeguamenti dei contributi dell’AOMS (art. 7a OPre) e critica in particolare la riduzione dei contributi alle organizzazioni di assistenza e cura a domicilio. A suo parere, le casse malati andrebbero in generale maggiormente coinvolte nel finanziamento delle cure. Le modifiche tariffarie previste sono inoltre in contraddizione con l’intento di rafforzare le cure a domicilio e diminuire i ricoveri in istituto (tra cui l’obiettivo «ambulatoriale prima di stazionario»). Un ulteriore sgravio delle casse malati acuisce inoltre nel settore delle cure il problema della ripartizione dei costi e del finanziamento residuo, già più volte segnalato da UCS. Quest’ultima chiede una partecipazione adeguata dell’AOMS ai costi di cura, per esempio adeguandone regolarmente i contributi all’aumento complessivo di tali costi.
4.2 Neutralità dei costi Cantoni
Per GR, la neutralità dei costi non è riferita alle uscite assolute dell’AOMS, bensì alla quota dell’AOMS ai costi di cura LAMal, aumentati a causa di altri fattori, come la maggiore fruizione o l’incremento della complessità delle prestazioni. Secondo il parere del DFI del 4 luglio 2018 sulla valutazione del nuovo ordinamento del finanziamento delle cure, per il raggiungimento dell’obiettivo non è determinante l’evoluzione assoluta delle uscite dell’AOMS per le prestazioni di cura ai sensi dell’articolo 7 OPre.
JU pensa che l’auspicata neutralità si applichi soltanto a una fase transitoria di tre anni, dopo di che l’aumento dei costi dovrà essere suddiviso tra gli attori. Per finire, la metodologia utilizzata per valutare la neutralità dei costi non sarebbe né affidabile né riproducibile.
Per VD il rapporto esplicativo fa riferimento a cifre di varie fonti la cui precisione e affidabilità sono molto relative. Una parte delle informazioni disponibili avrebbe dovuto essere scartata per l’insufficiente affidabilità. Il calcolo avrebbe dovuto fondarsi su fonti distinte e non coerenti tra loro. L’utilizzo dei dati di fatturazione del pool di dati SASIS sarebbe inoltre problematico nella misura in cui i Cantoni non possono attestarne l’affidabilità. Il fattore di correzione calcolato non sarebbe dunque fondato su un metodo affidabile e riproducibile, e le basi di calcolo e