Rapporto sui risultati

Consultazione 2018/52: Modifica dell'ordinanza sulle prestazioni (OPre) (neutralità dei costi, valutazione dei bisogni) · 61 pagine

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i confronti effettuati per definire l’evoluzione dei costi tra il 2010 e il 2014 non sono né pertinenti né necessariamente oggettivi.

Associazioni mantello nazionali dell’economia

CP deplora che le modifiche previste dei contributi dell’AOMS per le cure vadano a scapito del settore delle cure ambulatoriali. Ritiene che appellarsi al principio della neutralità dei costi e proporre poi un semplice trasferimento degli oneri (ambulatoriali vs stazionari) non faccia che ribadire, persino esacerbare, la conflittualità tra questi due settori, mentre sarebbe necessario riflettere sull’efficienza della loro complementarità.

Secondo CP, il problema del finanziamento residuo non è oggetto di alcuna misura concreta. Un adeguamento dei contributi dell’AOMS ha senso solo se le disposizioni che disciplinano la parte del finanziamento residuo a carico dei Cantoni garantiscono criteri omogenei in tutta la Svizzera. CP pensa che la disparità di tale finanziamento residuo consenta a certi Cantoni di adempiere solo in misura insufficiente il loro obbligo legale: cure stazionarie di lunga durata e ambulatoriali sono confrontate più frequentemente con costi non coperti, causando un trasferimento degli oneri inadeguato e pregiudizievole della qualità delle cure dispensate. Inoltre, CP sottolinea che una riduzione dei costi delle cure ambulatoriali a vantaggio degli assicuratori non garantisce affatto una compensazione del finanziamento a carico dei Cantoni e dei Comuni nel settore dell’assistenza e cura a domicilio.

La palese mancanza di dati trasparenti concernenti la fatturazione delle prestazioni accessorie costringe CP a esprimere delle riserve in merito al calcolo dell’aumento dei contributi per le cure stazionarie e al fattore di correzione considerato.

Organizzazioni della sanità – fornitori di prestazioni

IG Pflegefinanzierung non contesta che il principio della neutralità dei costi dei contributi dell’AOMS fosse uno degli obiettivi del nuovo finanziamento delle cure. L’interpretazione dei dati e il conseguente calo del 3,6 per cento dei contributi per le cure ambulatoriali sono tuttavia molto contraddittori e assolutamente incomprensibili. Considerata l’evoluzione dei costi per le situazioni di cura più costose e complesse, in linea di principio dovrebbe piuttosto essere preso in considerazione un aumento dei contributi. L’incremento proposto dei contributi al settore delle case di cura va nella direzione giusta, ma deve essere più consistente e valere anche per il settore ambulatoriale.

CURAVIVA e VAKA mettono in dubbio il metodo di calcolo del DFI. Non capiscono come il Consiglio federale possa proporre la correzione dei contributi dell’AOMS unicamente sulla base dell’osservazione statica della neutralità dei costi senza considerare l’evoluzione dinamica. Anche il postulato della CSSS-N 16.3352 «Ripartire l’aumento dei costi delle cure tra tutti i soggetti che li sostengono», accolto quasi all’unanimità dal Consiglio nazionale il 19 settembre 2016, chiede già nel titolo di tenere conto di questa evoluzione. Secondo quanto comunicato dal DFI, al momento si sta esaminando un adeguamento dei contributi dell’AOMS in adempimento di questo postulato.

Per senesuisse, l’UFSP palesemente non dispone di cifre utili, nonostante il compito di verificare la neutralità dei costi gli fosse già stato assegnato prima del 2011, quando con la SO-MED dell’Ufficio federale di statistica (UST) esisteva ancora una corrispondente statistica. Il ricorso alle cifre degli assicuratori, evidentemente interessati, è più che sorprendente. Particolarmente incomprensibile è l’indicazione del DFI secondo cui, visto il calo del livello dei prezzi, andrebbe verificata un’ulteriore riduzione degli importi forfettari versati degli assicuratori. In realtà, il presente calcolo non dovrebbe basarsi sull’indice dei prezzi al consumo, bensì sul