Rapporto sui risultati
Consultazione 2018/92: Modifica della legge federale sui diritti politici (passaggio del voto elettronico dalla fase sperimentale all'esercizio ordinario) · 21 pagine
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Secondo economiesuisse, ICTswitzerland e Swico si deve in generale portare avanti i progetti di governo elettronico. Vi sono tuttavia altri progetti con un valore aggiunto maggiore per l’economia e per la Svizzera e che andrebbero attuati in via prioritaria. Si tratta in particolare dell’eID (economiesuisse, ICTswitzerland, Swico), dell’amministrazione digitale (economiesuisse), dei permessi di lavoro elettronici (ICTswitzerland), dei registri elettronici di commercio (ICTswitzerland) e dei registri fondiari digitali (ICTswitzerland).
Procivis sostiene l’intento della Confederazione di sviluppare ulteriormente il canale di voto elettronico. A suo parere, si tratta di uno dei problemi informatici più complessi, soprattutto perché deve essere garantito il segreto del voto. Le fonti di errore e le possibilità di attacco sono numerose, specialmente in un settore in continua evoluzione. Procivis è favorevole a un approccio open source coerente, in modo da poter aumentare la qualità del sistema, tra l’altro grazie alla competenza dei vari attori, e da ridurre il problema della dipendenza da singoli fornitori di servizi. Le critiche espresse dall’opinione pubblica devono essere prese in considerazione seriamente. Procivis è quindi del parere che, prima d’interrompere la fase sperimentale e passare all’esercizio ordinario, vanno discusse varie questioni relative alla digitalizzazione e soprattutto al ruolo dello Stato a questo riguardo.
Sostanzialmente contrari
Privatim ritiene che per il voto elettronico siano necessarie condizioni quadro giuridiche formali. Non è però certa che le disposizioni della normativa proposta possano essere attuate così come sono. Privatim rileva che, a suo parere, i rischi non possono essere valutati in modo definitivo, il che vale anche per la parte del voto rilevante sotto il profilo della protezione dei dati fino a quando non sarà correttamente resa anonima. Inoltre la verificabilità individuale e universale del voto non è controllabile né tracciabile. Si dovrebbero evitare i rischi di principio non calcolabili e quindi, per il momento, anche lo sviluppo di un terzo canale di voto.
Anche CCC, Digitale Gesellschaft, dirittifondamentali.ch e Comitato d’iniziativa Moratoria respingono l’avamprogetto per motivi di sicurezza. Secondo CCC e Comitato d’iniziativa Moratoria le possibilità di manipolazioni del voto elettronico indeboliscono la credibilità della democrazia e la fiducia della popolazione, che va mantenuta a tutti i costi. Comitato d’iniziativa Moratoria afferma inoltre che anche solo il sospetto di manipolazioni può incrinare la fiducia. Secondo CCC e Digitale Gesellschaft le manipolazioni sono possibili con tutte le modalità di voto, ma nel caso del voto elettronico sono molto più facilmente scalabili e più difficili da scoprire. dirittifondamentali.ch chiede che per il voto elettronico si garantisca un livello di sicurezza contro le manipolazioni pari almeno a quello garantito per l’espressione del voto a mano.
CCC considera come rischio di manipolazione tra l’altro l’infrastruttura potenzialmente insicura di tutti gli attori, l’influenza esercitata sugli elettori dall’ingegneria sociale e la manipolazione deliberata o inconsapevole da parte delle persone responsabili dello sviluppo e dell’esercizio di sistemi o della valutazione dei voti. Secondo CCC, alcune delle manipolazioni non possono essere scoperte nemmeno con la verificabilità individuale o universale. Anche Comitato d’iniziativa Moratoria considera problematiche le infrastrutture non sicure degli aventi diritto di voto e sottolinea che garantire in modo permanente la sicurezza dell’infrastruttura avrebbe costi elevati imprevedibili. CCC osserva che in caso di manipolazione, l’unica soluzione possibile sarebbe ripetere le elezioni, il che comporterebbe costi elevati e una perdita di fiducia da parte della popolazione.
CCC e Digitale Gesellschaft constatano che le decisioni democratiche godono di un alto grado di accettazione perché il processo decisionale è comprensibile. Pertanto, a loro avviso, le votazioni non dovrebbero basarsi su una procedura che solo pochi esperti capiscono. In particolare, secondo CCC e Comitato d’iniziativa Moratoria, i conteggi devono essere soggetti al principio di trasparenza e i riconteggi devono in linea di massima poter essere effettuati da un qualsiasi cittadino. Dirittifondamentali.ch e Comitato d’iniziativa Moratoria affermano inoltre che è inammissibile privatizzare compiti statali e so-