Rapporto sui risultati

Consultazione 2019/14: Legge federale sulla protezione dei minori nel settore dei film e nel settore dei videogiochi (LPMFV · 63 pagine

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3.3.3.10 Art. 8 Principio

Nel settore del film e in quello dei videogiochi una regolamentazione in materia di protezione dei minori emanata da un’organizzazione per la protezione dei minori degli operatori del rispettivo settore può essere dichiarata vincolante anche per gli operatori che non sono membri dell’organizzazione in questione.

Approvazione dell’articolo 8 nella formulazione proposta

Tra tutti i partecipanti, 15 Cantoni (ZH, BE, LU, SZ, OW, FR, BS, BL, AR, AI, GR, AG, TG, GE

e JU), fds, CI Commerce de détail, LSA, ProCinema, SESF, SGDA, SIEA, ASC, ASA, Swissfilm, VSM, CFIG, COFEM, Cdf, DOJ, FSP, JIF, JIM, media FORTI, PJ, FSAG, SGN,

GameRights, Coop e 7 privati (pBaF, pBeH_M_JIF, pHeC_M_JIF, pHoP_M_JIF, pPuS_M_JIF, pScT_M_JIF e pTaB_M_JIF) approvano il principio fondamentale della coregolamentazione e l’articolo 8 nella formulazione proposta. Questi partecipanti rilevano principalmente che ciò permette di garantire che il settore sia attivamente coinvolto nella protezione dei minori e possa reagire rapidamente al mutamento delle condizioni grazie alla sua conoscenza degli sviluppi del mercato. SZ respinge il progetto in toto, ma osserva comunque che il principio della coregolamentazione è sostanzialmente ragionevole in un settore in rapido sviluppo.

L’USAM respinge di principio l’avamprogetto di legge; tuttavia, per il caso in cui si dovesse approvare una normativa come quella proposta, preferirebbe una coregolamentazione e respingerebbe un disciplinamento puramente statale.

Approvazione parziale dell’articolo 8 nella formulazione proposta

Otto Cantoni (UR, NW, SO, SH, SG, TI, VS e NE), UCS, PPD, USAM, CP, Experts Romandie, CDDGP, CPEJ, CDOS e Pro Helvetia approvano soltanto in parte l’articolo 8 nella formulazione proposta e chiedono le modifiche esposte di seguito.

• Richieste e proposte di modifica relative all’articolo 8

SO è d’accordo con l’intenzione di coinvolgere nel quadro di una coregolamentazione i soggetti economici attivi nel settore, affinché questi assumano la loro responsabilità sociale. Il Cantone ritiene tuttavia che la funzione di vigilanza statale dovrebbe essere più forte e più concreta e che occorra una vigilanza più accurata da parte delle autorità sulle organizzazioni per la protezione dei minori. A suo avviso, inoltre, non vi è alcun motivo materiale per il quale il settore dei film e quello dei videogiochi dovrebbero costituire ciascuno un’organizzazione per la protezione dei minori. Pertanto esige che venga costituita un’unica organizzazione per la protezione dei minori, la quale dovrà quindi approvare una sola regolamentazione in materia di protezione dei minori. A suo parere, l’attività di tale organizzazione deve essere efficientemente organizzata sotto forma di commissioni o camere (p. es. camere «film» e «videogiochi»). Questo consentirebbe alla Svizzera, come è giusto che sia, di assumere un ruolo di precursore nell’ambito della protezione dell’infanzia e della gioventù dai rischi dei media e istituire, quale primo Paese europeo, una protezione globale, valida per tutti i tipi di media.

• Altri suggerimenti e riserve in merito all’articolo 8

VS suggerisce di ripensare l’espressione «organizzazione per la protezione dei minori» e di precisarla o adeguarla, dato che rischia di creare confusione con i servizi per la protezione dell’infanzia e della gioventù già attivi nel Cantone. Gli Experts Romandie ritengono fondamentalmente inadeguata l’espressione «organizzazione per la protezione dei minori», in quanto l’industria non ha esperienza in questo ambito.

Secondo Pro Helvetia le disposizioni concernenti la costituzione delle organizzazioni per la protezione dei minori non sono chiare. In particolare resta in sospeso la questione di chi le organizzerebbe e di quali criteri andrebbero applicati per deciderne la composizione. La Fondazione esprime dubbi sul fatto che con una