Rapporto sui risultati

Consultazione 2019/14: Legge federale sulla protezione dei minori nel settore dei film e nel settore dei videogiochi (LPMFV · 63 pagine

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Approvazione parziale dell’articolo 7 nella formulazione proposta Sette Cantoni (ZH, LU, UR, NW, FR, SG e GE), PSS, ASC, SIEA, CFIG, CP, DOJ, Experts

Romandie, frc, FSAG, zischtig.ch e un privato (pRaB) approvano soltanto in parte l’articolo 7 nella formulazione proposta e chiedono le modifiche esposte di seguito.

• Richieste e proposte di modifica relative all’articolo 7

Per SG in questo ambito occorrerebbe prevedere sostanzialmente una competenza esclusiva a livello federale e introdurre, con chiare prescrizioni nella legge o nella relativa ordinanza, normative e possibilità di sanzione più efficaci.

ZH chiede di adeguare l’articolo 7 capoverso 1 come segue: «… per impedire l’accesso di minorenni a film e videogiochi per i quali non hanno l’età minima richiesta secondo l’articolo 5 capoverso 1».

La SIEA osserva che non è possibile garantire un controllo assoluto dei contenuti mostrati, ragion per cui l’impiego effettivo del sistema di controllo messo disposizione resterà di responsabilità dei genitori. Per questo motivo chiede che l’articolo 7 capoverso 1 venga adeguato come segue: «I fornitori devono provvedere a che i bambini e i giovani non fruiscano normalmente di contenuti inappropriati per loro».

La SIEA esige inoltre che i fornitori di servizi a richiesta siano tenuti a mettere a disposizione dei genitori un unico sistema di controllo (e non due sistemi separati). Già oggi i grandi fornitori, quali Playstation, Xbox e Nintendo, propongono ai genitori o alle persone responsabili dell’educazione sistemi gratuiti con limiti d’età (parental control). A suo avviso, una protezione dei minori moderna e coerente in Svizzera deve favorire e sostenere tali approcci. Se nel disegno fosse mantenuto l’ulteriore requisito di un sistema di controllo dell’età, questo dovrebbe costituire soltanto una di diverse alternative equivalenti di cui i fornitori potranno, ma non dovranno, avvalersi.

• Altri suggerimenti e riserve in merito all’articolo 7

Secondo LU, che di principio approva le prescrizioni per i servizi a richiesta, è quasi impossibile imporre l’applicazione della protezione dei minori a fornitori esteri, una disparità di trattamento considerata insoddisfacente. Il Cantone suggerisce di valutare se si possa trovare una soluzione per imporre l’applicazione del diritto ai fornitori esteri. L’ASC si aspetta che le prescrizioni valgano anche per fornitori esteri quali Netflix e Amazon.

Tre Cantoni (UR, NW e SG), SGDA e SIEA ritengono importante che il disciplinamento dei servizi a richiesta corrisponda il più possibile agli standard internazionali. Secondo UR e NW questo potrebbe eventualmente avvenire anche in collaborazione con altri Stati.

Per la CFIG mancano prescrizioni vincolanti per il controllo dell’età da parte dei fornitori di servizi a richiesta e non è chiaro come si dovrebbe garantire che i controlli siano effettivamente svolti dai genitori e non dai minorenni stessi. Quest’ultimo punto è troppo poco chiaro anche per zischtig.ch.

Gli Experts Romandie osservano che ad oggi non esiste alcuna soluzione tecnica efficiente per il controllo dell’età da parte dei fornitori di servizi a richiesta; affinché i genitori predispongano sistemi di controllo parentale, occorre sensibilizzarli, un compito che la Confederazione dovrebbe assumere mediante apposite campagne nazionali.

PRaB suggerisce la possibilità di imporre ai fornitori di servizi di telecomunicazione di mettere a disposizione dei fornitori di servizi a richiesta le informazioni di cui dispongono sull’età degli utenti, in modo che l’utente principale possa quindi abbassare l’età necessaria per il collegamento al proprio servizio a favore di utenti secondari minorenni.