Rapporto sui risultati

Consultazione 2019/22: Modifica del Codice civile (Successione d'imprese) · 52 pagine

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Sintesi dei risultati della consultazione – Successione d’imprese

N. di riferimento: COO.2180.109.7.297345 / 232.1/2019/00001

Capoverso 2

Occorre sostituire il nome completo della legge sul diritto fondiario rurale con la relativa abbreviazione, come già previsto per gli articoli 654a, 682a e 798a CC287.

5.4 Art. 617

In generale

La competenza di attribuzione del giudice andrebbe estesa all’insieme degli attivi di una successione che comprende un’impresa. Non è infatti concepibile che il giudice possa attribuire unicamente l’impresa e che per i restanti attivi della successione sia necessario procedere a una divisione in lotti e a un sorteggio288.

L’articolo 617 AP-CC disciplina l’attribuzione di un’impresa soltanto se il defunto non ha disposto al riguardo. Questo articolo non va invece applicato se lo ha fatto, neppure nel caso in cui le disposizioni del defunto siano infelici e potrebbero condurre alla liquidazione dell’impresa. Un’attribuzione diversa da quella prevista dall’ereditando necessita del consenso di tutti gli eredi. Ciò corrisponde alla sistematica del diritto successorio e deve assolutamente rimanere così289.

Gli elementi menzionati nel rapporto esplicativo per la valutazione del criterio dell’idoneità sono tutti approvati. La nozione di idoneità andrà poi chiarita nella prassi e non sembra necessario che il testo della legge sia più preciso su questo punto. Ci si ispirerà verosimilmente alla giurisprudenza in materia di diritto fondiario rurale, giurisprudenza del resto interessante in relazione a questioni quale l’idoneità non dell’erede stesso, ma del suo coniuge o di uno dei suoi figli. Un riferimento a questa giurisprudenza nel messaggio potrebbe essere utile per evitare un moltiplicarsi delle cause giudiziarie290.

Al previsto articolo 617 va aggiunto un articolo 617a dal tenore seguente: «617a.1 Su richiesta formulata dalla maggioranza degli eredi, che riunisce perlomeno la metà delle quote, il giudice ordina il mantenimento dell’impresa in compartecipazione.2 All’occorrenza, chi richiede l’attribuzione preferenziale è a capo di una compartecipazione.3 La durata della compartecipazione è fissata dal giudice, salvo che sussistano gravi motivi per uno scioglimento anticipato». Questa formulazione garantisce una certa eguaglianza nell’attribuzione tra coeredi dei beni dell’impresa, di cui quantomeno il reddito rimarrebbe collettivo291.

In base all’avamprogetto, i beni del defunto conferiti all’impresa da esso detenuta potrebbero essere di per sé oggetto di un’attribuzione preferenziale, benché non siano necessari al funzionamento dell’impresa. Occorre impedire questo uso ingiustificato dell’attribuzione preferenziale. Se si dovesse decidere di non escludere una tale impresa dal regime speciale, occorrerebbe inserire una nuova disposizione nel progetto. Solo un’azione surrogatoria diretta contro l’impresa controllata dal disponente può offrire una soluzione soddisfacente. L’avamprogetto potrebbe quindi essere completato con la disposizione seguente: «617b.1 Quando dei valori non legati al buon andamento dell’impresa sono stati assegnati alla persona giuridica costituente l’impresa in modo da permettere la loro attribuzione preferenziale, ogni erede ha la facoltà di sottrarli a questa impresa per assoggettarli alle regole generali della divisione.2 L’impresa risponde della loro alienazione, con riserva di surrogazione reale»292.

287 VD, pag. 3.

288 FSA, pag. 2.

289 FSN, pag. 4.

290 UNIGE, pag. 2.

291 UNIL, pag. 6.

292 UNIL, pag. 6