Progetto
Consultazione 2019/42: Messaggio concernente la promozione della cultura negli anni 2021-2024 (Messaggio sulla cultura) · 71 pagine
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La Confederazione ha aggiornato le ricerche sulla provenienza delle opere dei propri musei e collezioni tra il 2017 e il 2020. I risultati saranno pubblicati. La Confederazione auspica che i proprietari pubblici e privati di beni culturali proseguano le loro ricerche sulla provenienza e mettano a disposizione i mezzi necessari allo scopo. Nel periodo 2016–2020 ha perciò destinato 2 milioni di franchi a musei e collezioni di terzi per la ricerca della provenienza di opere d’arte che potrebbero essere state trafugate, in particolare durante il regime nazionalsocialista, e la pubblicazione dei risultati (cfr. n. 2.4.2.2). Grazie a questi fondi sono stati svolti ben 27 progetti. I risultati sono stati pubblicati e sono disponibili online27.
Obiettivi e misure
Grazie al lavoro dell’Ente opere d’arte frutto di spoliazioni, la Confederazione continua a impegnarsi affinché le opere che si trovano in fondi collezionistici svizzeri e sono state interessate da passaggio di proprietà tra il 1933 e il 1945 siano sistematicamente oggetto di ricerca e i relativi risultati pubblicati dai musei, in modo da trovare i proprietari nel periodo prebellico o i loro eredi. La Confederazione continua a sostenere queste ricerche con contributi a progetto (cfr. n. 2.4.2.2). Un altro impegno è quello per il miglioramento dell’accessibilità degli archivi e lo scambio con le persone operanti nel commercio d’arte e i collezionisti privati. Per le opere d’arte confiscate durante il regime nazista si devono trovare soluzioni eque nel rispetto delle direttive internazionali determinanti28.
2.4.2.5 Trasferimento internazionale dei beni culturali
Situazione iniziale e sfide
Le attività relative al trasferimento internazionale dei beni culturali hanno per scopo il mantenimento del patrimonio culturale mobile in Svizzera e all’estero. In particolare devono garantire che la Svizzera non venga usata come piazza di scambio per il traffico illegale di beni culturali. La base legale svizzera necessaria a tale scopo è la legge federale sul trasferimento internazionale dei beni culturali (legge sul trasferimento dei beni culturali, LTBC)29, la quale si basa sulla convenzione UNESCO del 1970.
Nel periodo di finanziamento 2016–2020 la Confederazione ha sottoscritto accordi bilaterali con il Perù e il Messico per l’importazione e il rimpatrio di beni culturali, al fine di salvaguardare il patrimonio culturale. Ha inoltre sostenuto progetti per la protezione di beni culturali particolarmente minacciati, ad esempio alcuni workshop per i Paesi arabi sulle misure di protezione del patrimonio culturale in caso di conflitti e catastrofi naturali. Con la sottoscrizione di accordi bilaterali e il sostegno a progetti per la salvaguardia dei beni culturali minacciati, la Svizzera si è fatta conoscere nel contesto internazionale per il suo impegno a favore della legalità nello scambio di beni culturali e per i suoi sforzi nel contrasto dei traffici illegali.
Obiettivi e misure
Anche in futuro si punta a stipulare accordi bilaterali in modo mirato e in funzione dell’urgenza. I contributi per la salvaguardia del patrimonio culturale mobile saranno erogati anche in futuro e assegnati tramite bandi di concorso annuali. Saranno sostenuti in via prioritaria progetti volti alla protezione e al mantenimento dei beni culturali mobili particolarmente minacciati. I progetti in o con Paesi con cui la Svizzera ha sottoscritto un accordo bilaterale sull’importazione e il rimpatrio di beni culturali avranno la precedenza.
2.4.3 Biblioteca nazionale svizzera
La Biblioteca nazionale svizzera (BN) è un’istituzione della memoria appartenente alla Confederazione. Conserva e tramanda testi stampati e digitali, immagini e documenti sonori che presentano un legame con la Svizzera. Insieme ad altre biblioteche, agli archivi e ai musei contribuisce alla conservazione del patrimonio culturale del nostro Paese.
Situazione iniziale e sfide
Edifici
L’edificio che oggi occupa l’ex torre dei libri del 1931 ospita postazioni di lavoro destinate sia al pubblico che al personale e sale di lettura per le collezioni speciali. Questi spazi sono stati realizzati dopo la costruzione dei magazzini sotterranei est e ovest nel 1997 e nel 2009. Nel 2017, in seguito a delle misurazioni, si è constatato che la parte centrale dell’edificio non è conforme alle attuali norme antisismiche e quindi necessita di interventi di risanamento. In una fase provvisoria che durerà almeno fino alla fine del 2023 l’uso dell’edificio sarà limitato. Si è dovuta trovare una soluzione alternativa per oltre 50 uffici e per le sale di lettura con le relative collezioni e infrastrutture. In seguito, l’intero edificio sarà inutilizzabile per diversi anni. È già stato individuato un edificio sostitutivo idoneo nel centro di Berna, in Monbijoustrasse 74, attualmente occupato dall’Ufficio federale dell’informatica e della telecomunicazione (UFIT). Qui sarà trasferita l’intera attività durante i lavori di risanamento, compresi i servizi al pubblico, che saranno forniti nella maniera più completa possibile.
Collezione digitale
Il volume delle informazioni pubblicate in digitale supera oggi di gran lunga quello delle informazioni stampate. La risposta a questa evoluzione è la creazione della collezione digitale «e-Helvetica», che raccoglie pubblicazioni digitali consultabili esclusivamente online e non trasferibili su un supporto fisico, come siti web, eBook, giornali online e documenti sonori. Le pubblicazioni digitali assumono forme sempre nuove, complesse e dinamiche che richiedono quindi un continuo adeguamento dell’attività collezionistica e dei procedimenti tecnici per la memorizzazione. Oggi viene collezionata una parte infinitesimale delle pubblicazioni digitali. L’ampliamento della collezione digitale comporterà un grande lavoro e notevoli costi.
Per quanto riguarda i documenti analogici, ormai le persone si aspettano di poterli consultare online ovunque e in qualsiasi momento. Un programma di digitalizzazione permette alla popolazione interessata l’accesso online a un numero crescente di giornali, riviste, libri, immagini e documenti sonori digitalizzati. La stretta collaborazione con le biblioteche cantonali e le case editrici ha permesso finora di digitalizzare 31 000 volumi ovvero quasi 20 milioni di pagine. Tuttavia, nonostante l’ingente investimento di risorse da parte della BN e dei suoi partner cantonali e privati, finora è stato digitalizzato soltanto l’1 per cento della collezione analogica. Anche in futuro la digitalizzazione del patrimonio culturale analogico richiederà considerevoli risorse in termini di personale e di finanze.
27 www.cultura-svizzera.admin.ch > Patrimonio culturale > Opere d’arte frutto di spoliazioni > Ricerca sulla provenienza in Svizzera > Ricerche sulla provenienza di terzi.
28 www.cultura-svizzera.admin.ch > Patrimonio culturale > Opere d’arte frutto di spoliazioni > Basi internazionali.
29 RS 444.1