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Consultazione 2019/42: Messaggio concernente la promozione della cultura negli anni 2021-2024 (Messaggio sulla cultura) · 71 pagine

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questi docenti. Sovente esiste uno scarto notevole tra la Svizzera e il Paese ospitante per quanto riguarda le condizioni di assunzione (livello salariale, imposte sul reddito, copertura assicurativa sociale ecc.). Per garantire l’esistenza delle scuole svizzere all’estero con docenti qualificati e abilitati ad insegnare in Svizzera occorre trovare una nuova soluzione duratura per l’assunzione e la posizione di questi docenti.

– Fondazione di nuove scuole: in vari Paesi sussiste un interesse a fondare scuole svizzere. La possibilità di estendere la rete è stata esplicitamente contemplata dal legislatore. Il sostegno alla fondazione e alla creazione di nuove scuole (cfr. art. 14 cpv. 2 lett. e LSSE) non deve tuttavia penalizzare le scuole esistenti.

– Collaborazione con scuole private che operano a scopo di lucro: oltre alle scuole sostenute dai poteri pubblici, soprattutto scuole tedesche e francesi all’estero, si affacciano sul mercato sempre più istituti formativi che operano a scopo di lucro. In molti Paesi emergenti si è sviluppato un mercato dell’istruzione privata in costante crescita. Oltre alle scuole svizzere riconosciute sono nate altre scuole che hanno un legame con la Svizzera e che segnalano il proprio interesse a cooperare con la Confederazione e i Cantoni per entrare a far parte della rete mondiale delle scuole svizzere all’estero e per potere offrire titoli scolastici riconosciuti in Svizzera. La normativa in vigore non consente praticamente alla Confederazione di collaborare con scuole che operano a scopo di lucro, dato che un riconoscimento presuppone per l’appunto l’utilità pubblica delle scuole in questione.

Obiettivi e misure

Il sostegno alle scuole svizzere all’estero riconosciute si è dimostrato proficuo e sarà portato avanti. Questo vale anche per le cooperazioni con le scuole tedesche e francesi all’estero. La strategia per lo sviluppo della rete delle scuole svizzere all’estero fornisce le linee guida per il monitoraggio di ulteriori scuole che puntano a un eventuale riconoscimento da parte del Consiglio federale.

Per essere in grado di reagire alle sfide illustrate, nel periodo di promozione 2021–2024 sono previsti i seguenti obiettivi e le seguenti misure.

– Reclutamento di docenti svizzeri: la Confederazione crea i dovuti presupposti per offrire condizioni di assunzione attraenti ai docenti e alle docenti durante la trasferta all’estero. Per garantire ciò, i docenti in possesso di un’abilitazione per l’insegnamento in Svizzera saranno assunti da un ente di diritto pubblico. Dal momento in cui avranno un rapporto di lavoro con questo ente, i docenti e le docenti rimarranno nella maggior parte dei casi assoggettati al diritto svizzero in materia di lavoro, fisco e assicurazioni sociali, fatto salvo il riconoscimento da parte del Paese di destinazione e premesso che non siano cittadini dello Stato in cui esercitano la professione.

Le modalità concrete di assunzione degli insegnanti tramite un istituto della Confederazione dipendono dal risultato di un’analisi attualmente ancora in corso. L’amministrazione elabora all’attenzione del Consiglio federale un progetto per la procedura di consultazione in merito a una nuova forma organizzativa e struttura gestionale dell’agenzia nazionale (Fondazione svizzera per la promozione degli scambi e della mobilità FPSM/Movetia), che tiene conto dei principi di governo d’impresa della Confederazione e potrebbe quindi avere per oggetto anche la sua trasformazione in un istituto di diritto pubblico. In tale contesto, con il coinvolgimento del DFI si verificherà anche se l’assunzione di insegnanti nelle scuole svizzere all’estero può avvenire tramite questa organizzazione. Si dovrà inoltre garantire che la Svizzera possa esercitare il suo diritto di imposizione fiscale nei confronti dei docenti distaccati. Ciò richiede una base legale nella legge federale del 14 dicembre 1990 sull’armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni (LAID; RS 642.14) e nella legge federale del 14 dicembre 1990 sull’imposta federale diretta (LIFD, RS 642.11).

– Fondazione di nuove scuole: il finanziamento della scuola svizzera di Pechino, finora riconosciuta provvisoriamente, deve essere garantito. Questo presuppone un aumento del quadro finanziario.

– Collaborazione con scuole private che operano a scopo di lucro: nel periodo di promozione 2021–2024 la Confederazione svilupperà un modello per prendere in considerazione le scuole a scopo di lucro che possiedono un evidente legame con Svizzera ai sensi della LSSE. In questo modo tiene conto del futuro sviluppo sul mercato internazionale delle scuole private. Il modello si fonderà sulla distinzione tra riconoscimento e sovvenzionamento delle scuole: in futuro anche le scuole che operano a scopo di lucro potranno essere riconosciute come facenti parte della rete delle scuole svizzere all’estero, ma solo le scuole senza scopo di lucro potranno essere sostenute con mezzi finanziari pubblici. L’introduzione del modello è prevista per il periodo di promozione 2025–2028.

2.6.4 Jenisch, Sinti e vita nomade

Jenisch e Sinti sono minoranze nazionali riconosciute ai sensi della relativa Convenzione quadro52 del Consiglio d’Europa. La Svizzera si è impegnata a promuovere condizioni quadro che permettono a queste minoranze di coltivare e sviluppare la propria cultura. Questo vale segnatamente per la vita nomade e per la lingua jenisch quale lingua minoritaria riconosciuta ai sensi della Carta europea delle lingue regionali e minoritarie53. La Confederazione sostiene la Radgenossenschaft der Landstrasse, un’organizzazione di autoaiuto degli Jenisch e dei Sinti, la quale si occupa di documentare la storia, di coltivare la lingua jenisch e di affrontare questioni legate alla vita nomade. Inoltre la Confederazione finanzia la Fondazione «Un futuro per i nomadi svizzeri», creata nel 1997 per curare il dialogo tra le autorità e gli esponenti delle minoranze e cercare soluzioni per affrontare la carenza di aree di accoglienza.

Oltre alle minoranze Jenisch e Sinti, che contano circa 35 000 persone, occorre menzionare anche la minoranza Rom, che conta in Svizzera circa 80 000 persone, la maggioranza delle quali è immigrata da vari Paesi balcanici fin dagli anni Settanta e vive qui in modo sedentario.

Situazione iniziale e sfide

Nonostante l’impegno delle organizzazioni sostenute dalla Confederazione, le condizioni per le minoranze interessate non sono migliorate sostanzialmente negli ultimi decenni, in particolare per quanto riguarda il numero di aree di sosta e di passaggio e l’atteggiamento da parte della società. Il numero di aree disponibili è in calo da anni e non copre assolutamente le esigenze delle minoranze nomadi. La pressione sulle poche aree disponibili cresce per la presenza di Rom e Sinti stranieri provenienti in prevalenza dalla Germania, dalla Francia e dall’Italia, i quali nei mesi estivi attraversano la Svizzera con le loro roulotte alla ricerca di lavoro e sostano alcune settimane. La principale sfida consiste quindi nel mantenimento e nella creazione delle aree di sosta e di passaggio necessarie alla vita nomade.

Per affrontare questa sfida il DFI ha istituito nel 2015 un gruppo di lavoro composto da rappresentanti della Confederazione, dei Cantoni e delle organizzazioni delle minoranze con lo scopo di elaborare un piano d’azione che comprenda tutti gli ambiti della vita: aree di sosta e di passaggio, formazione, aspetti sociali e culturali. Il rapporto che ne è scaturito54 fornisce una panoramica esaustiva in cui figurano tutti i temi rilevanti e le dovute misure e rappresenta in questo senso una pietra miliare per l’ulteriore lavoro.

52 RS 0.441.1

53 RS 0.441.2

54 www.cultura-svizzera.admin.ch > Lingue e società > Jenisch e Sinti quale minoranza nazionale > Piano d’azione.