Rapporto esplicativo

Consultazione 2019/61: Modifica della legge sui profili del DNA · 49 pagine

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traccia. Se i profili invece non corrispondono esattamente, la persona può essere esclusa come donatore della traccia.

A titolo di esempio concreto di una ricerca allargata di legami di parentela che ha dato i suoi frutti si può menzionare il caso di Élodie Kulik, 24 anni, stuprata e poi uccisa nel 2002 nel nord della Francia. Il crimine era stato compiuto di notte in una zona isolata di campagna, nessuno aveva visto niente. Sulla base del profilo del DNA ricavato dalla traccia di sperma raccolta, la polizia aveva effettuato anzitutto un’indagine a tappeto nei dintorni del luogo del reato. Il confronto dei profili del DNA ricavati non aveva dato alcun esito e neppure la verifica di svariate migliaia di altri profili del DNA nel sistema d’informazione francese (che come quello svizzero utilizza il software CODIS) nonché a livello europeo tramite Interpol. A questo punto la Gendarmerie nationale ha deciso per la prima volta in assoluto di procedere a una ricerca allargata di legami di parentela. Basandosi in particolare sull’esperienza concreta maturata negli Stati Uniti, dove poco prima il familial searching aveva portato alla cattura di un assassino seriale, nel sistema d’informazione è stata quindi effettuata una ricerca low stringency. Questa ricerca ha consentito alle autorità inquirenti di individuare una persona X di sesso maschile la cui famiglia viveva nei pressi del luogo del reato. Avvalendosi dei metodi investigativi convenzionali, tra cui le informazioni tratte dai registri pubblici, le autorità hanno quindi allestito un albero genealogico di X dal quale è risultato che X aveva un padre e due figli. Il primo è stato escluso dalla cerchia dei possibili autori a causa dell’età avanzata, mentre uno dei figli a causa della giovane età al momento del reato. Il figlio maggiore era morto poco dopo la commissione dei fatti (motivo per cui l’indagine a tappeto non aveva dato risultati). La salma è stata esumata, il profilo del DNA combaciava con il profilo di traccia. L’autore del reato veniva così identificato, nove anni dopo il reato102.

Fondamenti genetico-molecolari

In linea diretta, il figlio eredita la metà del proprio patrimonio genetico dalla madre e l’altra metà dal padre. Ciò significa che i profili del DNA del figlio e di un genitore avranno in ogni locus del DNA almeno un allele comune. Questa regola può essere impostata nel sistema d’informazione come criterio di ricerca. I profili di fratelli che discendono dagli stessi genitori e quindi dallo stesso pool genico circoscritto, presentano di norma un’analogia superiore all’analogia media dei profili dell’insieme della popolazione. Data la mera casualità con cui le caratteristiche del DNA dei genitori si trasmettono ai figli, non esiste tuttavia una regola precisa che determina le relazioni tra i profili del DNA di fratelli. I loro profili possono dunque presentare, per ogni locus, due alleli comuni, uno solo o addirittura nessun allele comune. Pertanto, nella ricerca di possibili fratelli non vengono semplicemente confrontate nella banca dati le caratteristiche concrete dei profili del DNA presenti nel caso specifico, ma, sulla base di queste caratteristiche e della frequenza con cui si ritrovano nella popolazione, viene calcolata anche la probabilità che il donatore della traccia e il «candidato» siano fratelli.

Nell’ambito del diritto vigente, vi è una circostanza che complica lo svolgimento delle ricerche allargate di legami di parentela: a seconda della sequenza del profilo del DNA, è possibile che anche i profili di persone senza legami di parentela presentino analogie in genere riscontrabili soltanto tra parenti. Nel complesso, ne consegue che della ricerca allargata di legami di parentela, come dimostrano le ricerche sinora svolte in Svizzera, risulti un elenco comprendente tra i 50 e i 200 «candidati». È dunque evidente che per le autorità inquirenti costituisce un’enorme sfida individuare gruppi di parentela in un numero di persone così elevato. L’utilizzo della ricerca allargata può quindi essere realmente efficace (e ledere il meno possibile i diritti fondamentali) solo se è possibile restringere la cerchia di «candidati». A tal fine, oltre ai 16 loci standard, si dovrebbe disporre per ogni «candidato» anche di ulteriori loci nonché di un profilo del cromosoma Y (linea paterna) o del risultato dell’analisi del DNA mitocondriale (linea materna), e includere anche questi elementi nel calcolo delle probabilità di un rapporto di parentela tra il

102 Per i dettagli, cfr. Pham-Hoai Emmanuel/Crispino Frank/Hampikian Greg, The First Successful Use of a Low Stringency Familial Match in a French Criminal Investigation, in: Journal of Forensic Sciences, maggio 2014, vol. 59, n. 3, pagg. 816 segg., disponibile all’indirizzo https://onlinelibrary.wiley.com/doi/pdf/10.1111/1556-4029.12372.