Rapporto sui risultati

Consultazione 2019/62: Iv.pa. 17.412 «Eque opportunità per la prima infanzia» · 24 pagine

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economico. Per l’USI è importante che il finanziamento e l’impostazione delle misure restino di competenza della Confederazione e dei Cantoni.

Secondo USAM e cp l’adozione di misure per il sostegno alla prima infanzia da parte della Confederazione non è ragionevole, poiché la responsabilità principale in materia incombe ai genitori e ai Comuni e le organizzazioni e istituzioni locali affrontano il tema e partecipano al finanziamento in funzione dei bisogni. Ai fini del raggiungimento degli obiettivi dell’iniziativa parlamentare, l’USAM considera più opportune misure per potenziare l’orientamento professionale, negli studi e nella carriera nei singoli Cantoni e attuare la collaborazione istituzionale tra di essi. Il cp mette inoltre in dubbio la compatibilità del progetto preliminare con l’articolo 67 capoverso 2 della Costituzione federale. Economiesuisse, USAM e cp respingono il progetto per riflessioni di carattere federalista: a loro avviso, esso contribuirebbe a rafforzare l’interdipendenza tra i compiti di Confederazione, Cantoni e Comuni e sarebbe in contraddizione con i principi fondamentali del federalismo. Economiesuisse approva tuttavia di principio le misure volte a promuovere la FEAPI e intravvede un’esortazione ai Cantoni ad attuare misure opportune.

3.5 Altri ambienti interessati

3.5.1 Organizzazioni cantonali, Comuni

Nel quadro della consultazione, CDOS e CDI si sono dichiarate favorevoli al progetto. Hanno inoltrato un parere anche le delegate per l’infanzia e la gioventù del Cantone FR e la Città di Zurigo, anch’esse a favore del progetto.

La CDOS non vorrebbe che fosse fondamentalmente modificata l’attuale ripartizione delle competenze nel settore della prima infanzia, ma presuppone che il programma d’incentivazione previsto favorisca l’armonizzazione delle offerte in materia a livello nazionale e possa quindi concorrere in misura sostanziale alle pari opportunità di tutti i bambini in Svizzera. La Conferenza propone di aumentare la partecipazione della Confederazione dai previsti 100 000 franchi al massimo all’anno e per Cantone a 150 000 franchi, in analogia con gli aiuti finanziari concessi in virtù dell’articolo 26 LPAG.

La CDI accoglie favorevolmente il modello di finanziamento iniziale proposto, data l’attuale frammentarietà del panorama delle offerte nell’ambito del sostegno alla prima infanzia in Svizzera, che costituisce una lacuna nell’ottica delle pari opportunità. A suo avviso, i mezzi di promozione previsti (8,45 mio. fr. ripartiti su dieci anni e tra 26 Cantoni) sono molto modesti e occorrono ulteriori misure della Confederazione.

Le delegate per l’infanzia e la gioventù del Cantone FR approvano il finanziamento iniziale e suggeriscono di integrare il settore della prima infanzia in una politica globale dell’infanzia e della gioventù.

Per la Città di Zurigo la promozione di programmi mediante un finanziamento iniziale cela il rischio che questi non possano essere finanziati a lungo termine e che si perda la visione d’insieme della struttura di assistenza alla prima infanzia.

3.5.2 Commissioni federali e Commissione svizzera per l’UNESCO

COFF, CFQF, CFIG e Commissione svizzera per l’UNESCO accolgono di principio favorevolmente il progetto. COFF, CFQF e Commissione svizzera per l’UNESCO sono tuttavia del parere che esso non sia sufficiente. Condividono la valutazione della CSEC-N secondo cui a livello nazionale esistono notevoli differenze nel panorama delle offerte concernenti la politica della prima infanzia e concordano con l’utilità della FEAPI secondo il rapporto esplicativo nonché con la necessità d’intervento constatata dalla CSEC-N affinché in futuro la Confederazione sostenga la prima infanzia e ne promuova lo sviluppo in Svizzera.