Rapporto esplicativo

Consultazione 2020/37: Legge federale sui crediti concessi con fideiussione solidale in seguito al coronavirus (Legge sulle fideiussioni solidali Covid-19) · 47 pagine

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fideiussioni stimato in 25 posti di lavoro a tempo pieno, che saranno finanziati dal summenzionato contributo della Confederazione alla copertura delle spese amministrative. Inoltre, per l’elaborazione e la registrazione delle richieste di credito le organizzazioni che concedono fideiussioni hanno istituito temporaneamente un ufficio centrale (cfr. n. 1.3 e 1.6). I loro costi una tantum, che si stimano in sei milioni di franchi, saranno assunti dalla Confederazione mediante il credito aggiuntivo straordinario. Saranno altresì assunte le ulteriori spese effettivamente sostenute dalle organizzazioni che concedono fideiussioni per l’informatica, la consulenza legale e il supporto da parte di terzi.

Nell’Amministrazione federale l’onere durante la fase 1 (richiesta e concessione del credito, cfr. n. 1.4.1) ha potuto essere coperto con l’attuale personale. Tuttavia, in futuro l’onere per il controllo e la sorveglianza delle organizzazioni che concedono fideiussioni nonché per l’elaborazione dei rapporti destinati al Consiglio federale concernenti l’entità degli impegni della Confederazione e la fornitura di analisi sul ricorso alle fideiussioni solidali comporterà un maggiore e temporaneo fabbisogno di personale in seno alla SECO pari a cinque posti a tempo pieno. I rispettivi costi per la retribuzione del personale e i contributi del datore di lavoro si aggirano intorno ai 900 000 franchi. Il relativo finanziamento potrà essere coperto internamente almeno nel 2020 e 2021.

3.2 Ripercussioni sull’economia

Allo stato attuale, le ripercussioni sull’economia degli aiuti in termini di liquidità prestati alle PMI nell’ambito dell’ordinanza sulle fideiussioni solidali COVID-19 possono essere stimate solo molto limitatamente. In particolare non è chiaro quale sia lo scenario economico controfattuale, ossia quello senza questi aiuti. Il fatto che sinora sono state presentate più di 128 000 richieste di crediti COVID-19 significa tuttavia che numerose imprese hanno dovuto affrontare o, almeno, si attendevano problemi di liquidità.

La contemporanea insorgenza di problemi di liquidità per molte imprese potrebbe provocare un’ondata di fallimenti, con le rispettive interazioni, che avrebbe costi elevati per l’economia. In caso di distruzione dei fattori produttivi, questi costi potrebbero essere a lungo termine. Nell’ottica economica è stato dunque importante soprattutto impedire l’ondata di fallimenti. Nella crisi attuale la messa a disposizione di liquidità in tempi rapidi è stata opportuna e ha presumibilmente contribuito a stabilizzare la situazione della liquidità nelle imprese. Impedendo i fallimenti, questi aiuti in termini di liquidità inducono a prevedere anche effetti positivi sulla crescita economica futura. Tuttavia non è ancora possibile prevedere fino a che punto i debiti ora contratti si ripercuoteranno sull’attività d’investimento delle imprese nei prossimi anni, quando queste dovranno ammortizzare tali debiti. Non è possibile escludere completamente effetti negativi sull’andamento economico futuro a seguito di una frenata degli investimenti. La durata prevista per l’ammortamento (art. 3) dovrebbe però essere sostenibile per un’impresa economicamente sana (cfr. n. 1.4.3).

Gli aiuti in termini di liquidità potrebbero ritardare la trasformazione strutturale, poiché è possibile che siano state finanziate imprese non redditizie in una prospettiva a medio e lungo termine. Essi potrebbero dunque anche avere un impatto sulla concorrenza tra singole imprese. In linea di principio, ogni PMI aveva accesso in pari misura ai crediti COVID-19, ma i vantaggi in termini di finanziamento derivanti