Rapporto sui risultati
Consultazione 2020/52: Modifica dell'ordinanza sulla vigilanza sull'assicurazione malattie (OVAMal) · 15 pagine
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3 Panoramica dei risultati della procedura di consultazione
3.1 Partecipante che ha approvato l’avamprogetto senza riserve
Cantone (1): SO
3.2 Partecipanti secondo i quali l’avamprogetto va nella buona direzione, ma non è sufficiente
Cantoni (24): AG, AI, AR, BE, BL, BS, CDS, FR, GE, GL, GR, JU, LU, NE, NW, OW, SG, SH, TG, UR, VD, VS, ZG, ZH
Partiti (2): i verdi, PS
Associazione mantello dell’economia (1): USS
3.3 Partecipanti favorevoli all’avamprogetto, che chiedono tuttavia degli adeguamenti
Assicuratori (2): Assura, curafutura
Fornitori di prestazioni (2): pharmaSuisse, SMVS
3.4 Partecipanti che hanno respinto l’avamprogetto
Cantone (1): TI
Partiti (3): PPD, PLR, UDC
Associazione mantello dell’economia (1): USAM
Associazioni dei consumatori (2): acsi, FRC
Assicuratori (5): Concordia, EGK, Groupe Mutuel, santésuisse, Sympany
Fornitori di prestazioni (3): FMH, MFÄF, OMCT
I motivi del rifiuto sono diversi:
TI, acsi, FRC, MFÄF, OMCT: la modifica proposta non consente di raggiungere l’obiettivo perseguito poiché la riduzione rimane facoltativa.
PPD: l’avamprogetto compromette la stabilità del sistema e non comporta sgravi a lungo termine per gli assicurati.
PLR: la procedura raccomandata dal Consiglio federale, di trasferire la riduzione delle riserve sui premi futuri, presenta grossi inconvenienti. I premi devono essere calcolati in funzione dei costi attesi in futuro e non in base al patrimonio a disposizione degli assicuratori. Il PLR sostiene l’iniziativa Nantermod (20.463) che propone di ridistribuire le eccedenze agli assicurati l’anno successivo, qualora le riserve di un assicuratore oltrepassino il 150 per cento della soglia minima. L’importo in eccesso verrebbe versato a titolo di acconto sui premi da pagare e ripartito fra i Cantoni e le categorie di assicurati in proporzione all’ammontare dei premi pagati. UDC: se le riserve sono troppo basse, il rischio di insolvibilità aumenta mettendo in pericolo la stabilità del sistema. Il modello attuale si è rivelato efficace e non è necessario modificarlo. USAM, Concordia, EGK, santésuisse, Sympany: non è opportuno che gli assicuratori riducano le loro riserve in questo periodo di pandemia. Il limite del 100 per cento è troppo basso, occorre mantenerlo al 150 per cento. Una riduzione forzata implica la ricostituzione delle riserve nell’anno successivo e una conseguente volatilità dei premi.
Groupe Mutuel: sarebbe meglio evitare di recepire nell’ordinanza disposizioni contenute in una circolare, che per sua natura è meno rigida di un’ordinanza. Peraltro le disposizioni attuali permettono già di impedire agli assicuratori di avvalersi dei correttivi per scopi commerciali. FMH: non è necessario modificare l’ordinanza. La legislazione vigente consente già all’UFSP di svolgere il suo compito di vigilanza e di rifiutarsi di approvare premi che comportano riserve eccessive.