Rapporto sui risultati
Consultazione 2020/66: Strategia per uno sviluppo sostenibile 2030 · 53 pagine
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Strategia per uno sviluppo sostenibile 2030: rapporto sui risultati della consultazione
Economiesuisse sottolinea l’importanza degli obiettivi di sostenibilità per le unità autonome, così come la loro verifica. Lugano attira l’attenzione sul fatto che anche l’impatto regionale delle scelte compiute dalle unità autonome debba essere incluso nella verifica.
Swissmem propone la coerente privatizzazione di tali unità autonome così che possano svilupparsi da un punto di vista economico. Viceversa, le WBG (Cooperative d’abitazione svizzera) suggeriscono di adeguare la prassi di assegnazione degli appalti nel caso di vendita di immobili da parte di aziende vicine alla Confederazione affinché tali proprietà non debbano più essere vendute ai migliori offerenti, contribuendo così a un’offerta di alloggi più equilibrata. Secondo Noe21 occorre adeguare gli strumenti giuridici in modo che anche la Banca nazionale possa essere inclusa nell’elenco delle unità autonome.
6.3 La Confederazione come investitore
Il capitolo è stato accolto con favore. Dai Cantoni non sono pervenuti pareri concreti. Il PSS propone che la Confederazione rivesta un ruolo più attivo di quello descritto nel capitolo; occorrerebbe inoltre descrivere come orientare i flussi finanziari agli obiettivi dell’accordo di Parigi (anche: PA2030, SEXG, PRONAT, foraus). Per la ASB non è chiaro attraverso quali istituzioni la Confederazione intenda investire in modo più sostenibile e come tale influenza possa concretizzarsi (anche AMAS). Economiesuisse sottolinea l’influenza della Confederazione come investitore. Per il CPF il capitolo andrebbe formulato richiamandosi in modo più esplicito all’obiettivo «saldo netto delle emissioni pari a zero» (e non parlando di «un’economia a basse emissioni di carbonio»). Per collabhel, BLSUI e SDSN, i criteri ESG rappresentano una base insufficiente. Swissmem, invece, respinge una limitazione della politica d’investimento della Confederazione, e rimanda al risultato dell’Iniziativa contro il commercio bellico.
6.4 La Confederazione come datore di lavoro
Il capitolo e il ruolo esemplare della Confederazione in questo ambito sono stati accolti con favore. Per TI il plurilinguismo e la tutela delle minoranze linguistiche nell’amministrazione federale andrebbero rafforzati. Per l’USC, nell’amministrazione occorrerebbe puntare maggiormente su forme di lavoro delocalizzate. È stato proposto di menzionare la compatibilità tra attività lucrativa e famiglia, di inserire un rimando al capitolo 4.3 e di concretizzare alcune misure (USS, CPF). È stato inoltre proposto:
– di favorire la rappresentanza delle donne in aziende vicine alla Confederazione (PA2030, SEXG);
– di includere non solo aspetti delle pari opportunità, ma anche questioni relative alla sostenibilità (Mercator, anche PRONAT);
– di porre un limite agli effettivi del personale (Swissmem) e di rinunciare a regolare il numero di donne attraverso un sistema di quote (HandelCH und SFF);