Rapporto sui risultati

Consultazione 2020/67: Legge federale concernente la piattaforma per la comunicazione elettronica nella giustizia (LPCEG) · 67 pagine

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LU lamenta il fatto che il rapporto esplicativo non spiega perché gli altri utenti non possano vedere gli indirizzi di recapito degli avvocati iscritti nei registri cantonali degli avvocati. bav chiede che gli utenti possano vedere gli indirizzi degli avvocati iscritti, dal momento che i registri cantonali degli avvocati sono pubblici.

AL BE desidera che la disposizione sia completata in modo da comprendere gli indirizzi di cui al capoverso 1 lettere a e b.

5.1.5.2 Art. 18 Interfaccia utente e interfaccia con applicazioni specialistiche

TI e Bär&Karrer fanno rilevare che la piattaforma deve anche essere sicura per essere protetta da manipolazioni e attacchi dall’esterno. TI propone di parlare di un’«interfaccia utente sicura» nel testo di legge. Bär&Karrer chiede di prevedere l’obbligo per il gestore della piattaforma di effettuare costantemente backup dei dati.

SG fa rilevare che in un fascicolo giudiziario sono contenuti molti file diversi e non solo documenti in senso stretto (p. es. file PDF). La gestione elettronica dei fascicoli presuppone che tutti gli elementi del fascicolo vadano a far parte del fascicolo giudiziario elettronico. SG chiede di completare il testo di legge di conseguenza. Oltre ai documenti veri e propri, mediante la piattaforma si devono poter scambiare anche dati relativi all’esercizio e metadati (AG). Bär&Karrer chiede di stabilire per quanto tempo gli atti processuali elettronici rimangono accessibili per i partecipanti al procedimento dopo la sua conclusione.

TribCant SG e SVR-ASM fanno notare che i requisiti che la piattaforma pone per il sistema di gestione degli affari non sono ancora (sufficientemente) conosciuti. Pertanto chiedono di definire i requisiti per la gestione degli affari dei tribunali prima di decidere come procedere. Inoltre, va pianificato sufficiente tempo per eventuali adeguamenti dei sistemi di gestione degli affari.

La CCCPS ritiene la disposizione imprecisa ed è dell’opinione che non sia sufficiente per poter assumere la gestione dei casi della polizia. Chiede di utilizzare un’interfaccia standardizzata tra i diversi sistemi della polizia e la piattaforma, mirando a uno standard che rispetti le prescrizioni eCH.

Cpv. 1

TribCant VD critica il fatto che il capoverso 1 sia troppo vago e soggetto a interpretazioni e che il concetto «tecnologie usuali» non sia definito. AL BE e PS chiedono che l’utilizzo dell’interfaccia utente sia possibile a prescindere dal sistema operativo e non presupponga alcun software commerciale; la piattaforma deve poter essere usata addirittura senza dover installare software aggiuntivi. Per PS e bav soprattutto il termine «usuali» è troppo indeterminato. OAV presenta argomentazioni simili e propone che l’accesso all’interfaccia utente non solo avvenga tramite tecnologie usuali, bensì che tali tecnologie debbano anche essere facilmente accessibili (in termini di costi [VD e OAV], complessità e interoperabilità con altri strumenti).

Bär&Karrer sottolinea che non solo l’interfaccia utente deve essere facile da usare, ma che occorre anche garantire che i fascicoli elettronici non possano essere modificati. Ad esempio, non deve essere possibile modificare successivamente gli atti e gli allegati caricati. Inoltre, l’interfaccia utente deve poter essere raggiunta e usata mediante tecnologie correnti che rispettino le norme ISO e siano open source e vanno garantiti lo scambio reciproco e la portabilità dei dati (Swimag).

Cpv. 2

FSA e SVR-ASM accolgono con favore il fatto che la piattaforma metta a disposizione un’interfaccia di collegamento ad applicazioni specialistiche. AG e SG chiedono che l’interfaccia con le applicazioni specialistiche sia trasparente, efficiente e strutturata in modo tale che possa