Rapporto sui risultati

Consultazione 2020/67: Legge federale concernente la piattaforma per la comunicazione elettronica nella giustizia (LPCEG) · 67 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 19Fedlex · Rapporto sui risultati

SG chiede che nel registro degli indirizzi siano inseriti anche gli indirizzi degli utenti non professionisti, in modo che sia possibile effettuare un recapito postale in caso di opt-out. Si dovrebbe anche partire dal presupposto che tutte le persone inserite nel registro degli indirizzi siano d’accordo con il recapito elettronico. Al contrario, CPS vorrebbe che gli indirizzi andassero forniti soltanto nella misura necessaria per la comunicazione elettronica. SIX fa notare che non è chiaro cosa si intenda per indirizzo.

Lehmann fa rilevare che sorgono questioni relative alla responsabilità in caso di interruzione o guasto dell’infrastruttura informatica installata o di un errore del personale incaricato dell’uso. Ci si chiede anche se sia ammissibile scaricare questi rischi sugli utenti interessati.

Cpv. 1

GR, TG e SIX fanno rilevare che il concetto di autorità non è disciplinato nell’AP-LLCA. Ci si chiede, ad esempio, se sia inclusa anche l’esecuzione della giustizia. TG esorta a definire o almeno a circoscrivere le diverse persone e istituzioni che devono usare la piattaforma. TI chiede di precisare che ricadono sotto il concetto di autorità le autorità penali e di esecuzione, i servizi di conciliazione e le autorità di protezione dei minori e degli adulti. ZH parte invece dal presupposto che nel concetto di «autorità» e «autorità che dirigono il procedimento» rientrino la polizia, le autorità di conciliazione, i giudici di pace e gli uffici di intermediazione. CPS fa notare che anche la polizia fa parte delle autorità e BL chiede che anche le autorità di polizia siano inserite nel registro.

AL BE desidera che il capoverso 1 lettera d sia integrato così che le altre persone debbano attivare la loro iscrizione (opt-in). Inoltre si chiede che le norme relative all’accesso contenute in questa disposizione riguardino soltanto il registro degli indirizzi e non i dati processuali o i processi (di altre autorità) in cui le persone in questione sono coinvolte (AL BE, TribApp GL e bav).

TribApp GL chiede di differenziare nel capoverso 1 lettera a tra i tribunali e altre autorità, mentre VFZH propone una differenziazione ancora più dettagliata, ossia autorità, tribunali, uffici e altre autorità.

Cpv. 2

VD critica che le autorità che dirigono il procedimento possano consultare l’intero registro degli indirizzi. Ciò non sembra conciliabile con la protezione dei dati e con il segreto d’ufficio. Questo problema viene fatto rilevare anche da TribCant VD. Privatim chiede l’adeguamento delle norme di accesso per persone che comunicano volontariamente con le autorità mediante la piattaforma. Non vi è alcuna necessità per le autorità che dirigono il procedimento di avere accesso a questi dati, poiché tali persone devono informare le autorità che desiderano comunicare elettronicamente. FSA sarebbe invece a favore di un’estensione del diritto di accedere a tutto il registro degli indirizzi anche agli avvocati.

Swimag chiede di limitare gli indirizzi visualizzabili da parte delle autorità che dirigono il procedimento in caso di regole e obblighi di ricusazione e di esclusione, nonché in caso di timori di prevenzione o conflitti d’interesse.

Cpv. 3

AG, BE, BL, BS, GL, ZH, privatim, CPS e VWK ZH accolgono con favore la limitazione dell’accesso di cui al capoverso 3. In tal modo si garantisce che la piattaforma non venga usata per la comunicazione tra singoli. Inoltre, adottando il principio «need to know», questa norma risulta corretta dal punto di vista del diritto in materia di protezione dei dati. OAN è di parere opposto: l’obiettivo del progetto è quello di facilitare la trasmissione elettronica nei procedimenti e quindi lo scambio tra le parti.