Rapporto sui risultati
Consultazione 2020/72: Legge federale concernente l'impiego di mezzi elettronici nell'amministrazione per l'adempimento dei compiti delle autorità · 68 pagine
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3 Cantoni (GL, NW, BE) fanno notare che nelle disposizioni non è previsto un coinvolgimento dei Cantoni prima della decisione da parte del Consiglio federale di rendere obbligatori anche per loro gli standard.
Il Cantone FR e il Cantone GE chiedono che gli standard vengano definiti di concerto con i Cantoni e sottolineano la grande importanza di un approccio collaborativo.
Il Cantone GE fa presente che imporre standard tecnici, organizzativi e procedurali ai fini
dell’applicazione del diritto federale potrebbe costringere il Cantone a rivedere determinati servizi attualmente disponibili online e penalizzerebbe un’amministrazione che si impegna per attuare la sua politica digitale adottata nel 2018.
L’UCS sottolinea che vi sono alcune obiezioni di principio alla dichiarazione di obbligatorietà degli standard organizzativi. Diverse città che fanno parte dell’Unione (così come eAVS/AI e Centre Patronal) chiederebbero che la dichiarazione di obbligatorietà degli standard fosse limitata alla definizione di interfacce e formati di dati nello scambio tra soggetti terzi e i sistemi della
Confederazione. Inoltre viene evidenziata la necessità di prevedere un meccanismo basato su scadenze per l’attuazione degli standard tecnici nel caso in cui questi vengano dichiarati
obbligatori dal Consiglio federale.
Il pvl obietta che non è chiaro cosa si intenda concretamente per «standard». Il Partito verde liberale si aspetta che la Confederazione promuova, avvii e, se necessario, si occupi direttamente della creazione di formati standardizzati per lo scambio di dati. I formati di dati standardizzati sono un elemento essenziale per il successo della digitalizzazione. Essi consentono un rapido scambio delle informazioni e dei servizi tra gli utenti più svariati senza che questi debbano consultarsi reciprocamente sulle questioni di dettaglio, in quanto il formato di dati costituisce la base comune. In questo modo si favorisce lo scambio efficiente tra le autorità a tutti i livelli, ma anche tra le autorità e i privati. La Confederazione dovrebbe promuovere l’applicazione di tali standard anche negli ambiti dell’economia privata se il settore non lo faccia già (p. es. scambio dei dati dei clienti tra casse malati in caso di passaggio da una cassa all’altra).
❖ Approvazione dell’articolo 13
Il Cantone ZH, la FER e la Swico accolgono con favore il fatto che la Confederazione possa definire degli standard a livello orizzontale e verticale.
❖ Approvazione parziale dell’articolo 13
• Proposte di modifica e suggerimenti relativi all’articolo 13
Il Cantone BE propone di aggiungere un nuovo articolo 13a che disciplini quanto segue: «La Confederazione elabora servizi delle autorità e nuovi standard, che saranno vincolanti anche per i Cantoni, di concerto con i Cantoni, per esempio nell’ambito
dell’organizzazione Amministrazione digitale Svizzera. Prima di emanare le relative disposizioni consulta i Cantoni.»
Motivazione: né è previsto un coinvolgimento dei Cantoni (e di altri enti pubblici) prima che il Consiglio federale dichiari vincolanti i servizi delle autorità né la Confederazione si impegna a consultare i Cantoni prima di definire gli emolumenti per l’utilizzo di questi servizi delle autorità. La Confederazione dovrebbe quindi impegnarsi a cooperare con i partner interessati per sviluppare servizi delle autorità e standard IT, che saranno poi dichiarati vincolanti, oppure adottare standard diffusi.
Il Cantone ZG chiede che la possibilità di rendere obbligatori gli standard venga estesa anche alle autorità comunali.
CORSTAT auspica un chiaro coinvolgimento dei Comuni e dei Cantoni nell’introduzione e nell’adeguamento di qualsiasi standard.