Rapporto sui risultati

Consultazione 2020/73: Ordinanza sull'importazione dall'Indonesia all'aliquota preferenziale di olio di palma prodotto in maniera sostenibile · 13 pagine

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incentivi la produzione sostenibile di olio di palma e che i principali attori non governativi siano stati coinvolti nella sua elaborazione. Il PVL condivide che l’attuazione sia garantita da sistemi di certificazione rigorosi, la cui idoneità è verificata periodicamente. Il progetto viene valutato positivamente anche perché impone requisiti di sostenibilità molto rigorosi, senza però inibire eccessivamente il commercio. Per l’UDC è importante garantire che l’attuazione dei requisiti di sostenibilità non pregiudichi il commercio e che gli oneri per la Confederazione, in termini di monitoraggio, non risultino eccessivi. Pur essendo sostanzialmente favorevoli al progetto, PES e PSS propongono modifiche di ampia portata (cfr. cap. 3 e 4).

2.3 Associazioni mantello nazionali dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna

UCS dichiara di volersi astenere.

2.4 Associazioni mantello nazionali dell’economia

Quattro organizzazioni mantello dell’economia svizzera (economiesuisse, USAM, USC, Travail.Suisse) si sono espresse sul testo normativo posto in consultazione. economiesuisse e USAM approvano il progetto e non ritengono che debba essere adeguato. Per economiesuisse è particolarmente positivo il fatto che l’ordinanza imponga requisiti di sostenibilità molto rigorosi, senza però inibire eccessivamente il commercio. Sono visti di buon occhio anche l’attuazione mediante standard riconosciuti e rivisti regolarmente con il coinvolgimento dei settori interessati e di altri attori rilevanti nonché il fatto che non sia stato selezionato un unico standard. È anche giudicato positivo il fatto che l’Amministrazione federale delle dogane disponga ora di una base giuridica per sanzionare le violazioni dell’ordinanza. USAM, dal canto suo, chiede che il progetto sia posto in vigore senza modifiche. Travail.Suisse è soddisfatta che le concessioni doganali siano state subordinate a requisiti di sostenibilità e considera questo meccanismo un modello per i futuri negoziati, ad esempio in vista degli accordi di libero scambio (ALS) con la Malesia o il Mercosur. Travail.Suisse apprezza che per comprovare la produzione sostenibile siano stati selezionati i quattro sistemi di certificazione più rigorosi, che la tracciabilità sia garantita dal trasporto in cisterne di al massimo 22 tonnellate e che l’elenco dei sistemi di certificazione sia aggiornato periodicamente previo coinvolgimento delle parti interessate. Travail.Suisse deplora tuttavia che le certificazioni siano controllate soltanto a campione e che in presenza di irregolarità sia previsto soltanto il rimborso della differenza di dazio, sanzione ritenuta troppo blanda. L’associazione propone inoltre di subordinare tutte le importazioni di olio di palma a una prova di sostenibilità. L’USC approva il progetto in linea di massima, ma propone di adeguarlo in diversi punti (cfr. cap. 3 e 4).

2.5 Altri partecipanti

28 pareri sono stati presentati da organizzazioni che non figurano nei punti da 2.1 a 2.4. Di questi, nove approvano il progetto di ordinanza senza proporre adeguamenti (CP, Chocosuisse/Biscosuisse, Gastrosuisse, CISA, Palm Oil Network, scienceindustries, Swissholdings, Swissmem, Swissolio). 19 partecipanti (AGORA, Alliance Sud, Bio Suisse, Pane per tutti, BMF, FRC, Green Boots, Greenpeace, PanEco, Prométerre, Pro Natura, Public Eye, Solidar Suisse, USDCR, FSPC, SKS, STS, Swissgranum, WWF) propongono invece diverse modifiche.

AGORA condivide l’idea di subordinare le concessioni doganali ai requisiti di sostenibilità, ritenendola un modello per i futuri ALS, e chiede che il Consiglio federale verifichi periodicamente i sistemi di certificazione. Altri 11 partecipanti (Alliance Sud, Pane per tutti, Green Boots, Greenpeace, PanEco, Pro Natura, Public Eye, FSPC, Solidar Suisse, SKS, WWF) condividono questa posizione, ma propongono modifiche di ampia portata (cfr. cap. 3 e 4).