Rapporto sui risultati

Consultazione 2020/73: Ordinanza sull'importazione dall'Indonesia all'aliquota preferenziale di olio di palma prodotto in maniera sostenibile · 13 pagine

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riconsiderare l’inclusione di Bio Suisse come sistema di certificazione, visti i progressi compiuti recentemente. Il PSS chiede di includere Bio Suisse entro cinque anni nell’elenco dei sistemi di certificazione riconosciuti. USC chiede di verificare l’idoneità dello standard RSPO Independent Smallholder (ISH). Bio Suisse stessa chiede di aggiungere all’elenco gli standard Bio Suisse e RSPO ISH. Anche USDCR chiede l’inclusione dello standard Bio Suisse.

Green Boots e Solidar Suisse chiedono che l’ordinanza definisca un piano per incentivare a medio termine il coinvolgimento delle piccole aziende agricole.

PVL accoglie con favore gli standard approvati, soprattutto perché molto più consolidati dello standard ISPO, ampiamente diffuso in Indonesia.

Secondo TG il coinvolgimento dell’UFAM e del WWF nella valutazione di benchmarking ha permesso di garantire una selezione accurata dei quattro sistemi di certificazione approvati.

PES chiede che la Confederazione provveda a istituire un sistema di verifica delle certificazioni e che stanzi le risorse finanziarie necessarie a tal fine.

3.4 Articolo 4

TG avverte che la verifica automatizzata delle domande può essere soggetta a errori. Il corretto funzionamento di questo automatismo va pertanto verificato periodicamente. Il Cantone ritiene poco indicato che gli importatori debbano segnalare di propria iniziativa l’eventuale perdita di un certificato della catena di approvvigionamento, perché ciò aumenterebbe il rischio di abuso.

Green Boots chiede che l’importatore debba segnalare di propria iniziativa alla SECO la perdita di un tale certificato e che l’ordinanza specifichi la periodicità con cui la SECO controlla la validità di questi certificati.

Il WWF propone di aggiungere una lettera c al capoverso 2 in cui sia stabilito che la domanda deve includere anche informazioni sul volume e sull’origine delle importazioni, analogamente a un resoconto.

3.5 Articolo 5

Quattro partecipanti alla consultazione (USC, Green Boots, USDCR, FSPC) propongono di aggiungere all’articolo 5 un capoverso 3 che permetta di perseguire gli importatori che sostengono di essere legittimamente in possesso di un certificato della catena di approvvigionamento, ma che in realtà non lo sono. In questo modo, secondo l’USC, gli importatori inadempienti non potrebbero né beneficiare dell’aliquota preferenziale né tanto meno ottenere un permesso d’importazione. Occorre inoltre istituire un regime di controllo che preveda multe e confische.

3.6 Articolo 6

15 partecipanti (TG, PSS, Prométerre, Alliance Sud, Pane per tutti, BMF, FRC, Green Boots, Greenpeace, PanEco, Pro Natura, Public Eye, STS, Solidar Suisse, SKS) chiedono di definire esplicitamente al capoverso 1 la periodicità delle verifiche. Secondo il PSS bisogna effettuarle almeno ogni due anni, secondo Prométerre una volta all’anno.

Per il WWF il capoverso 1 dovrebbe specificare che vengono considerati anche lo sviluppo e il perfezionamento degli standard.

Per quanto riguarda il capoverso 1 lettera a, 13 partecipanti (Alliance Sud, Pane per tutti, BMF, FRC, Green Boots, Greenpeace, PanEco, Pro Natura, Public Eye, STS, Solidar Suisse, SKS, WWF) chiedono che il catalogo dei criteri per valutare il rispetto degli obiettivi di sostenibilità di cui all’articolo 8.10 del CEPA sia reso trasparente. I sistemi di certificazione non devono soltanto certificare il rispetto degli obiettivi di sostenibilità, ma anche promuoverli.