Rapporto esplicativo

Consultazione 2021/120: Pacchetto di ordinanze agricole 2022 · 214 pagine

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Ordinanza sull’allevamento di animali

per la conservazione di razze svizzere il cui stato è «in pericolo critico» o «minacciate». Questi nuovi contributi sono versati alle organizzazioni di allevamento riconosciute. Il capoverso 3 viene integrato di conseguenza.

La definizione di razza svizzera è spostata nel nuovo articolo 23a senza apportarvi modifiche di concetto. L’articolo 23 capoverso 2 può essere pertanto abrogato. Inoltre, la disposizione del capoverso 4 viene trasferita nel nuovo articolo 23b e pertanto anche questo capoverso può essere abrogato.

Articolo 23a Razza svizzera, razza il cui stato è «in pericolo critico» e razza il cui stato è «minac-

ciata»

La Confederazione potrà versare contributi specifici per le razze svizzere il cui stato è «in pericolo critico» e «minacciate» come misura supplementare ai progetti di conservazione e per il deposito a lungo termine di materiale criogenico. Promuovendo l'allevamento e la detenzione delle razze svizzere interessate, si vuole prevenire l’ulteriore aggravarsi della minaccia e garantire la loro conservazione. I contributi hanno lo scopo di contribuire alla conservazione e alla promozione della biodiversità nell’ottica di risorse zoogenetiche per l’alimentazione e l’agricoltura. Il sistema di monitoraggio delle risorse zoogenetiche in Svizzera, GENMON è utilizzato come base scientifica per determinare lo stato di minaccia. GENMON - progettato come applicazione web - è attualmente gestito da Qualitas AG la quale mette a disposizione dell'UFAG i dati registrati in questo sistema.

A livello globale, esistono diversi modi di calcolare lo stato di minaccia delle razze di animali da reddito. Questi sono generalmente basati su dati sulla popolazione e non considerano i fattori geografici, demografici e sociodemografici, che possono tuttavia incidere significativamente sulla conservazione di una razza. Per questo motivo, l'UFAG ha sostenuto dal 2014 al 2018 il progetto di ricerca dell'EPFL «GENMON - Development of an Animal Genetic Resources Monitoring System for Switzerland».

Nell’ambito del progetto GENMON, è stato sviluppato e testato il prototipo di un sistema di allerta precoce sulla minaccia per le razze di animali da reddito. GENMON calcola la sostenibilità delle attività di allevamento prendendo in considerazione i dati sulla popolazione, gli aspetti socioeconomici e sociodemografici e i fattori ambientali. I dati sulla popolazione utilizzati sono la dimensione della popolazione, la completezza del pedigree, il coefficiente medio di cosanguineità, l'evoluzione del coefficiente di cosanguineità, la dimensione effettiva della popolazione, il grado di introgressione e la distribuzione geografica di una razza. Il calcolo include anche la crioconservazione, il numero di aziende che detengono una razza, l'importanza culturale di una razza, l’evoluzione demografica e i posti di lavoro in agricoltura, la superficie disponibile per detenere la razza e l'uso attuale e futuro del terreno.

GENMON calcola un indice globale per ogni razza in base a questi diversi sottoindici e alla rispettiva ponderazione. Più alto è l'indice, più sostenibile è l'attività di allevamento concernente la razza in questione.

I calcoli e i risultati di GENMON sono stati analizzati con un gruppo d’accompagnamento scientifico composto da esperti del settore allevamento e genetica. Secondo quanto emerso dai lavori, alle razze svizzere con un indice globale in GENMON compreso tra 0.000 e 0.500 va attribuito lo stato di minaccia massimo ovvero «in pericolo critico». Se l’indice globale è compreso tra 0.501 e 0.700 la razza va considerata minacciata. A partire da un indice globale compreso tra 0.701 e 0.900 la razza non è ritenuta minacciata.

Inoltre, il sottoindice «crioconservazione» non è considerato nel calcolo per il diritto ai contributi per le razze svizzere il cui stato è «in pericolo critico» o «minacciate». Le razze per le quali esiste già un piano di gestione per il deposito a lungo termine di materiale criogenico hanno un indice globale più alto in GENMON rispetto alle razze per le quali il materiale criogenico non viene ancora depositato e sono quindi considerate meno minacciate. Le misure già adottate dalle organizzazioni interessate per la conservazione ex situ non devono essere sminuite.