Rapporto esplicativo

Consultazione 2021/123: Revisione della legge sul CO2 · 60 pagine

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5 Effetti

5.1 Effetti sulle emissioni di gas serra

Le modifiche di legge proposte devono contribuire affinché la Svizzera sia in grado di dimezzare entro il 2030 le proprie emissioni di gas serra rispetto a quelle del 1990. Il fabbisogno di riduzione nel 2030 ammonta quindi a circa 27 milioni di tonnellate di CO2eq rispetto alle emissioni del 1990. La riduzione deve essere effettuata in primo luogo in Svizzera. Le riduzioni necessarie al raggiungimento degli obiettivi di riduzione vincolanti a livello internazionale devono essere ottenute attraverso misure all’estero.

Secondo l’Inventario dei gas serra pubblicato nell’aprile 2021, nel 2019 le emissioni di gas serra erano di poco inferiori al 14 per cento rispetto al livello del 1990. Il raggiungimento dell’obiettivo per il 2020 non è dunque affatto certo. Le prime stime delle emissioni di gas serra per il 2020 mostrano che, a seguito della pandemia, potrebbe risultare un netto calo rispetto all’anno precedente. Tuttavia, il valore obiettivo per il 2020 non dovrebbe comunque essere raggiunto. Verosimilmente, i trasporti non riusciranno a raggiungere il loro obiettivo settoriale (– 10%), nonostante il calo dovuto alla pandemia. Neppure il settore degli edifici soddisferà presumibilmente l’obiettivo settoriale (– 40%). Il settore dell’industria non raggiungerà il proprio obiettivo (– 15%) a causa di una nuova fonte di protossido di azoto scoperta in un impianto chimico. Nell’ottobre 2021 il gestore ha tuttavia messo in funzione un catalizzatore che ridurrà tali emissioni del 97 per cento. Anche la diminuzione degli altri gas serra provenienti dall’agricoltura e dalle applicazioni industriali dovrebbe rimanere al di sotto dei requisiti (– 10%) entro il 2020.

Sulla media degli anni 2021-2030 le emissioni di gas serra devono diminuire di almeno il 35 per cento rispetto al 1990. A causa del mancato raggiungimento dell’obiettivo per il 2020 che si profila e del fatto che la proroga della legge sul CO2 fino al 2024 decisa dal Parlamento prevede una riduzione relativamente modesta pari all’1,5 per cento all’anno, in seguito le emissioni dovranno essere maggiormente ridotte e nel 2030 essere presumibilmente inferiori di ben oltre il 50 per cento rispetto al 1990. Nel quinquennio 2025-2030, le riduzioni accumulate dovrebbero ammontare a circa 144 tonnellate di CO2.

Le riduzioni necessarie devono essere raggiunte, tra l’altro, con il mantenimento dei provvedimenti della legge sul CO2 esistente, con gli inasprimenti degli strumenti esistenti proposti nel presente atto, nonché con provvedimenti supplementari ed eventuali provvedimenti in altri settori di rilevanza climatica (ad esempio nella politica energetica, dei trasporti o nell’agricoltura). Un contributo proviene inoltre dal progresso tecnologico.

I provvedimenti previsti nel settore Edifici consentono di ridurre le emissioni entro il 2030 del 54 per cento rispetto al 1990. A tale scopo contribuiscono le prescrizioni cantonale d la tassa sul CO2 applicata ai combustibili, la proroga del Programma Edifici con fondi annui pari a 420 milioni di franchi e il contributo supplementare del premio di sostituzione del riscaldamento. Questi contributi mirano in primo luogo a promuovere ristrutturazioni energeticamente efficienti e nuove costruzioni esemplari come pure a sostituire sistemi di riscaldamento fossili con sistemi di riscaldamento rinnovabili. La copertura del fondo per le tecnologie permette inoltre di ampliare l’approvvigionamento di calore rinnovabile mediante reti termiche e di realizzare ulteriori riduzioni nel settore degli edifici e dell’industria.

Nel settore dei trasporti l’elettrificazione e la miscelazione di combustibili rinnovabili in particolare comportano entro il 2030 una riduzione del 27 per cento rispetto al 1990. Questi sviluppi vengono accelerati in seguito all’introduzione di ulteriori valori obiettivo di CO2 più incisivi per le autovetture e i veicoli commerciali leggeri nuovi dal 2025 e dal 2030 un sostegno alle infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici e l’obbligo di mettere in commercio