Rapporto esplicativo
Consultazione 2021/35: Diritto della protezione degli adulti – Modifica del codice civile · 71 pagine
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anche presso l’ufficio pubblico di deposito designato dal Cantone. L’articolo 363 capoverso 1 CC è adeguato di conseguenza. In tal modo viene attuata l’altra richiesta della mozione Dobler 19.4072.
Secondo l’articolo 363 capoverso 1 CC, quando apprende che una persona è divenuta incapace di discernimento e ignora se sussiste un mandato precauzionale, l’autorità di protezione degli adulti si informa presso l’ufficio dello stato civile. In relazione alla nuova possibilità di depositare il mandato precauzionale, la seconda condizione va stralciata. L’APMA deve sempre informarsi presso tutti i possibili interlocutori – compreso l’ufficio dello stato civile e in futuro l’ufficio di deposito del domicilio della persona incapace di discernimento – anche se sussiste già un mandato precauzionale formalmente valido. Soltanto così è garantito che l’APMA disponga della versione più attuale del mandato precauzionale. In realtà ciò risulta già dall’obbligo generale di diligenza dell’APMA58, dal principio inquisitorio valido nella procedura della protezione dei minori e degli adulti (cfr. art. 446 cpv. 1 CC) nonché dal principio della sussidiarietà delle misure ufficiali di protezione degli adulti sancito nell’articolo 389 capoverso 1 numero 2 CC. Secondo gli esperti, la pratica attuale dell’APMA consiste nel chiedere alle persone vicine se vi è un mandato precauzionale e nel domandare informazioni a terzi, compreso l’ufficio dello stato civile, quanto all’esistenza di un tale mandato. Inoltre chiunque sia in possesso di un mandato precauzionale dovrebbe consegnarlo all’APMA quando apprende che l’interessato è incapace di discernimento, anche se il diritto della protezione degli adulti non prescrive alcun obbligo in tal senso. Ciò vale in particolare anche per i mandatari che non vogliono accettare il mandato. Soltanto così l’APMA può tenere conto della volontà dell’interessato per quanto riguarda la scelta della misura e la sua attuazione59.
2.2.4 Convalida del mandato precauzionale
Se una persona è divenuta incapace di discernimento e l’APMA dispone di un mandato precauzionale, quest’ultima esamina secondo il diritto vigente se è stato costituito validamente, se le condizioni per la sua efficacia si sono realizzate e se il mandatario è idoneo per i suoi compiti (cfr. art. 363 cpv. 2 n. 1–3 CC)60. Il postulato Schenker 19.3880 incarica tra l’altro il Consiglio federale di esaminare se sia possibile rinunciare alla necessità della convalida del mandato precauzionale da parte dell’APMA (cfr. n. 1.4.2.2).
Quanto chiesto dal postulato esprime la tensione nella protezione degli adulti tra autonomia privata, sotto forma di autodeterminazione, e il compito statale di garantire una protezione sufficiente alle persone bisognose di aiuto61. Dall’esame richiesto risulta tuttavia che l’attuale convalida dei mandati precauzionali da parte dell’APMA va mantenuta e ciò per i seguenti motivi:
58 HÄFELI, marg. 112.
59 HÄFELI, marg. 114.
60 Se vi sono dubbi sull’idoneità del mandatario, quest’ultimo non può essere escluso automaticamente. Fino a quando non sia stata chiarita tale questione, vanno prese le misure necessarie in base all’art. 368 cpv. 1 CC.
61 RENZ, FamPra.ch, pag. 940 seg.