Rapporto esplicativo
Consultazione 2022/43: Rapporto sullo stato dei programmi di ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria, con modifica dei decreti federali, e sulla prospettiva FERROVIA 2050 · 98 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 33Fedlex · Rapporto esplicativo
Nel traffico merci, con l’orientamento «brevi e medie distanze» si prevedono trasferimenti del traffico nella ripartizione modale riferita alle prestazioni (tonnellatekm) pari a circa +10 punti percentuali. Nel traffico interno, d’importazione e d’esportazione si tratta di un aumento significativo rispetto al 20 per cento nello stato di riferimento. In termini assoluti, le tonnellate-km salirebbero da 4 miliardi circa nel 2017 a 7,8 miliardi circa (+89 %). Nell’orientamento «brevi distanze» anche nel traffico merci l’effetto di trasferimento sarebbe pressoché dimezzato (circa +5 punti percentuali), a causa del numero notevolmente inferiore di nuove piattaforme di trasbordo e impianti di logistica urbana nonché della rinuncia a specifiche tratte e potenziamenti delle capacità. Nell’orientamento «lunghe distanze», poiché non viene ipotizzata alcuna variazione significativa dell’offerta rispetto alla variante raccomandata, non cambia neppure l’effetto di trasferimento. Per quanto riguarda i benefici per il traffico merci, l’orientamento «brevi distanze» risulta meno vantaggioso, mentre gli altri due contemplano le stesse offerte e sono dunque più o meno equivalenti.
In sintesi si può affermare che l’orientamento «lunghe distanze» determina sì il trasferimento più rilevante, ma presenta un elevato fabbisogno di infrastrutture con ripercussioni potenzialmente negative sull’ambiente e genera inoltre l’aumento più significativo del traffico. Per contro, l’orientamento «brevi distanze», pur compiendo chiari progressi rispetto allo scenario di base delle Prospettive di traffico 2050, non è in grado di sfruttare i vantaggi comparativi della ferrovia sulle medie e lunghe distanze. In tale contesto si inserisce l’orientamento «brevi e medie distanze», che determina un trasferimento del traffico relativamente importante e genera quindi i benefici marginali più elevati tra tutti gli orientamenti, senza prevedere il fabbisogno di infrastrutture dell’orientamento «lunghe distanze».