Rapporto sui risultati
Consultazione 2022/52: Modifica della legge sul diritto d’autore (LDA) · 44 pagine
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Art. 28 cpv. 2 AP-LDA
La modifica viene accolta positivamente da CS, IRF, MÉDIAS SUISSES, SRG SSR, SSM, Stampa Svizzera, Swisscopyright e VSM. SSM e Swisscopyright chiedono – nell’interesse dell’uniformità terminologica – che anziché «prodotti giornalistici» si usi il termine «pubblicazioni giornalistiche». Tuttavia, questa sostituzione comporterebbe una modifica materiale: il termine «prodotto giornalistico» designa la singola opera, mentre la «pubblicazione giornalistica» corrisponde alla «pubblicazione di carattere giornalistico» della direttiva DSM e designa una raccolta di prodotti giornalistici e altre opere o oggetti della protezione, che compare periodicamente sotto un titolo unico o è aggiornata regolarmente come giornali o riviste.
Google propone la seguente definizione per il termine «prodotti giornalistici»: «Journalistische Beiträge sind literarische Werke journalistischer Art, die unter Einhaltung von journalistischen Grundsätzen geschaffen wurden. Reine Fakten, Agenturmeldungen, wissenschaftliche Artikel und andere vorbestehende Veröffentlichungen sind keine journalistischen Beiträge»15.
Wikimedia CH accoglie con favore l’articolo 28 capoverso 2 AP-LDA e chiede se l’obbligo di citare la fonte valga solo per materiale protetto dal diritto d’autore oppure se, senza volerlo, siano stati inglobati anche contenuti di dominio pubblico o pubblicati con una licenza Creative Commons Zero. L’obbligo di citazione è già previsto dal diritto vigente e rimane inalterato dal punto di vista del contenuto.
Per Società digitale la riserva prevista dall'articolo 37a AP-LDA comporta di fatto un’eliminazione della restrizione del diritto d’autore vigente finora e un inasprimento incisivo del diritto in materia. Pertanto chiede che sia eliminata.
Art. 37a AP-LDA
In merito all’articolo 37a AP-LDA o all’oggetto da esso disciplinato si sono espressi i Cantoni AI, BE, BL, BS, FR, GE, GL, GR, JU, LU, NE, NW, OW, SG, SO, TG, TI, UR, VD, VS, ZG e ZH, i partiti Centro, I Verdi, PLR, PS e PVL, le associazioni mantello economiesuisse, SAB, USAM, USC e USS nonché Aktion Medienfreiheit, ALESI, AROPI, Bibliosuisse, Centre patronal, CH Media, CH++, Società digitale, DUN, COFEM, fög, Früh/Hilty/Picht/Thouvenin, Google, HotellerieSuisse, impressum, kf, le imprese mediatiche svizzere private, Meta, RSF, SIG, SRG SSR, SSM, Suisseculture, Südostschweiz TV, Swico, Swisscopyright, Syndicom, Telesuisse e TX Group.
Früh/Hilty/Picht/Thouvenin sono del parere che un diritto al compenso per la messa a disposizione di pubblicazioni giornalistiche – qualora dovesse essere istituito – dovrebbe perlomeno essere inserito nel punto giusto nel quadro della sistematica della LDA ed essere formulato diversamente. Il diritto dovrebbe essere spostato nel titolo secondo. In tal caso, tuttavia, la proposta avanzata presenterebbe ulteriori criticità: dal momento che il titolo secondo concerne unicamente i diritti degli autori, con l’introduzione del diritto al compenso in questo punto le imprese mediatiche si troverebbero a partecipare al compenso agli autori (in contrasto con l’art. 37c LDA).
Per quanto concerne il titolo della disposizione, Società digitale propone la seguente formulazione: «Art. 37a Diritto al compenso per la visualizzazione di testi in anteprima contestuale alla messa a disposizione di pubblicazioni giornalistiche». L’intento è di evitare che il semplice inserimento di un link (senza il testo in anteprima) sia soggetto a compenso.
Osservazioni sul cpv. 1
1. Regole riconosciute nella prassi giornalistica
La motivazione alla base del diritto al compenso a favore delle imprese mediatiche che dichiarano di lavorare secondo le regole riconosciute nella prassi giornalistica viene tendenzialmente accolta in modo positivo (PLR, PS, DUN, Google, impressum, IRF, USS e le imprese mediatiche svizzere private, RSF, SSM, Swisscopyright, Syndicom e Telesuisse), sebbene alcuni partecipanti contestino determinati punti poco chiari – ad esempio per quanto riguarda la portata della dichiarazione delle imprese mediatiche (Aktion Medienfreiheit, Google, impressum, Ringier e RSF). In alcuni casi sono state segnalate anche possibili ripercussioni negative di tale criterio che, as esempio, potrebbe penalizzare le imprese mediatiche più piccole (LES-CH) o condurre a situazioni potenzialmente protezionistiche (Società digitale).
Nel progetto, il PS non riscontra semplicemente l’intenzione di introdurre una tassa a destinazione vincolata a carico dei fornitori di servizi della società dell’informazione, ma di sostenere esplicitamente i media giornalistici. LES-CH ritiene invece che il riferimento alle regole riconosciute nel settore non sia spiegato in modo
15 «I prodotti giornalistici sono opere letterarie di carattere giornalistico, create nel rispetto dei principi giornalistici. Semplici fatti, notifiche di agenzie, articoli scientifici e altre pubblicazioni preesistenti non sono prodotti giornalistici» (traduzione libera).