Rapporto sui risultati
Consultazione 2022/52: Modifica della legge sul diritto d’autore (LDA) · 44 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 20Fedlex · Rapporto sui risultati
vergütungsberechtigten Presseverleger, nachdem sie die Vorgabe der Einhaltung der Branchenstandards geprüft hat. Neuaufnahmen in diese Liste müssen regelmässig veröffentlicht werden und können von Dritten bei der Aufsichtsbehörde angefochten werden»20. Swisscopyright, IRF e SIG osservano che la definizione legale di impresa mediatica è corretta, ma suggeriscono di specificare nel messaggio del Consiglio federale che, per la ripartizione, le società di gestione possono stabilire dei requisiti che le pubblicazioni giornalistiche e le dichiarazioni devono rispettare. Qualora, nonostante una dichiarazione credibile, le pubblicazioni non fossero di tipo giornalistico, la ripartizione dovrebbe essere negata. Non ritengono tuttavia che il testo debba essere modificato, perché si rischierebbe di complicare l’applicazione delle tariffe.
2. Lettera a: parti che non presentano un carattere originale
Hanno fatto osservazioni sulla lettera a TI, AROPI, Früh/Hilty/Picht/Thouvenin, Google, impressum, Società digitale, le imprese mediatiche svizzere private, Meta, SIG, Swico e Swisscopyright.
TI rileva che la proposta si riferisce all’utilizzo di snippet, miniature e altri collegamenti ipertestuali e ritiene che il diritto vada riconosciuto all’autore del testo originale e non a chi ha realizzato lo snippet. Impressum spiega che in genere i testi provengono dai cosiddetti «lead» (occhielli) dei comunicati e precisa che riuscire a sintetizzare le informazioni essenziali in poche parole all’interno del lead è una delle capacità dei giornalisti. Dal momento che i motori di ricerca restituiscono la parte di lead che corrisponde alla ricerca dell’utente, spesso è sufficiente leggere lo snippet e il titolo per trovare l’informazione desiderata, il che rende superfluo per l’utente cliccare sul collegamento ipertestuale. In questo modo, l’utilizzazione delle opere giornalistiche da parte di intermediari fa sì che una parte rilevante del traffico dei fornitori di media venga meno. Impressum sottolinea in questo contesto che i contenuti giornalistici sono intrinsecamente diversi dagli altri contenuti richiamati dai motori di ricerca: per esempio, una persona appassionata di musica non incontrerà mai uno snippet che la faccia desistere dall’acquistare un album. Impressum invita inoltre a equiparare gli snippet generati dall’IA alle «parti» oggetto della lettera a o a subordinare a un compenso anche il datamining (estrazione di dati), al fine di contrastare l’incentivazione a eludere l’obbligo di compenso, ma non vuole che questa richiesta ritardi l’entrata in vigore del diritto di protezione affine. Per le imprese mediatiche svizzere private la definizione chiarisce che il compenso vale esclusivamente per gli elementi di testo brevi al di sotto della soglia di protezione (art. 2 cpv. 1 e 4 LDA). La riproduzione di brani più lunghi non è quindi soggetta l compenso, bensì rientra nella protezione già esistente conferita dal diritto d’autore. La definizione risulta quindi sensata e non necessita di modifiche. Società digitale esprime invece un’opinione diversa e auspica la seguente precisazione: «Vorschautexte aus seinen journalistischen Veröffentlichungen anzeigen und gleichzeitig so zugänglich machen, dass Personen von Orten und Zeiten ihrer Wahl dazu Zugang haben; oder»21. Früh/Hilty/Picht/Thouvenin affermano che l’obbligo di compenso è previsto per le pubblicazioni che non adempiono le condizioni per la protezione prevista dal diritto d’autore. A questo riguardo aderiscono agli argomenti generali contro il progetto (n. 2.3.1). Sostengono inoltre che, quanto meno in riferimento ai testi non protetti dal diritto d’autore, l’articolo 37a capoverso 1 lettera a AP-LDA genererebbe un’assurdità dogmatica. L’obbligo di compenso inciderebbe sulla libera utilizzazione, estendendo il campo d’applicazione del diritto d’autore a favore di finalità estranee agli obiettivi intesi. AROPI si oppone all’introduzione di diritti e ulteriori tasse per parti che non presentano un carattere originale, esprimendo un’opinione critica in particolare sul seguente passaggio del rapporto esplicativo: «A differenza dell’UE, sono assoggettate alla regolamentazione anche singole parole di una pubblicazione giornalistica».
Google chiede una chiara definizione delle disposizioni limitative. Come indica il rapporto esplicativo, il legislatore non intende introdurre un obbligo di compenso per la semplice visualizzazione di collegamenti ipertestuali. In considerazione del loro ruolo fondamentale per il funzionamento di Internet e per la libertà d’informazione in una società democratica, il legislatore deve escludere dal compenso i collegamenti ipertestuali e gli estratti molto brevi, in modo esplicito e inequivocabile. Google propone di inserire un nuovo capoverso 6 nell’articolo 37a AP-LDA con il seguente tenore: «Artikel 37a gilt nicht für Hyperlinks und nicht für die Verwendung einzelner Wörter oder sehr kurzer Auszüge aus einer journalistischen Veröffentlichung, die 200 Zeichen oder weniger umfassen,
20 «Il diritto al compenso può essere esercitato soltanto dalla società di gestione incaricata. Dopo aver verificato il rispetto degli standard del settore, la società di gestione incaricata pubblica una lista di editori di giornali beneficiari del compenso. Le nuove iscrizioni devono essere pubblicate a intervalli regolari e possono essere impugnate dinanzi all’autorità di sorveglianza» (traduzione libera).
21 «mostrano e rendono quindi accessibili anteprime di pubblicazioni giornalistiche in modo tale che chiunque possa accedervi dal luogo e nel momento di sua scelta; oppure» (traduzione libera).