Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/52: Modifica della legge sul diritto d’autore (LDA) · 44 pagine

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svizzeri per l’utilizzazione dei loro contenuti. Dal momento che i motori di ricerca integrano sempre più di frequente sistemi basati sull’IA, fög ritiene che occorra valutare la possibilità tanto di un compenso per l’allenamento dell’IA quanto di un collegamento al risultato generato dall’IA.

AI, AR, GE e JU sono a favore dell’estensione del campo di applicazione del progetto alle utilizzazioni da parte dell’IA. AR rileva tuttavia aspetti problematici per quanto concerne la ripartizione. IRF, PL, SIG, SRG SSR, Südostschweiz TV, SUISA, Suisseculture e Swisscopyright sono favorevoli a un’estensione dell’obbligo di compenso alle utilizzazioni di parte dell’IA, applicando tale obbligo imposto ai fornitori di servizi della società dell’informazione anche alla riproduzione di parti di pubblicazioni giornalistiche che non presentano carattere originale e nel quadro della restrizione al diritto d’autore prevista per le notizie d’attualità. SUISA ritiene che, nell’ambito del diritto d’autore, occorra limitarsi a legiferare sulla riproduzione di parti di pubblicazioni giornalistiche che non presentano carattere originale, perché utilizzazioni diverse potrebbero essere regolamentate mediante licenze collettive estese (art. 43a LDA).

ZG non è favorevole all’estensione del disciplinamento alle applicazioni dell’IA. GL e FR rinunciano a formulare osservazioni.

Impressum osserva che le utilizzazioni da parte delle applicazioni dell’IA sono sì comprese nel diritto d’autore, ma che forse, per garantire la certezza del diritto a lungo termine, avrebbe senso menzionare esplicitamente anche gli snippet generati dall’IA. Teme tuttavia che l’introduzione di norme in materia di IA possa determinare ritardi e preferirebbe che il diritto di protezione affine fosse attuato rapidamente. Dello stesso parere sono Aerzteverlag medinfo, Druckerei Steckborn, Entlebucher Medienhaus, Freiämter Regionalzeitungen, Keystone SDA, MÉDIAS SUISSES, Meier + Cie, Müller Medien, Regiopress, Ringier, RSF, SRG SSR, Stampa Svizzera, Ticinonline, VSM, ZT Medien, Zürcher Oberland Medien e 20 minuti Ticino. Questi partecipanti sono infatti a favore di un’attuazione tempestiva del diritto di protezione affine e di un’analisi approfondita delle questioni relative all’IA. MÉDIAS SUISSES, Ringier, Stampa Svizzera e VSM ritengono, come Impressum, che le utilizzazioni da parte delle applicazioni dell’IA siano rilevanti dal punto di vista del diritto d’autore, ma auspicano che l’obbligo di compenso sia esteso a parti che non costituiscono opere protette (snippet).

AMF e Bibliosuisse ritengono che sia meglio attendere e che l’estensione del diritto di protezione affine alle utilizzazioni da parte delle applicazioni dell’IA sia già sostanzialmente obsoleta, dal momento che la tecnologia consente di impedire all’IA di accedere a determinati contenuti. Per motivi di certezza del diritto, Früh/Hilty/Picht/Thouvenin sono invece del parere che non abbia senso aspettare, tanto più che l’IA rende vano ogni collegamento agli snippet, potendo essa generare testi in grado di sostituirli. Sarebbe più utile un disciplinamento generale, che specifichi che le utilizzazioni da parte dell’IA non sono rilevanti nell’ottica del diritto d’autore oppure che preveda una restrizione in linea, dal punto di vista del contenuto, con l’articolo 24d LDA.

Società digitale ritiene che il diritto d’autore sia il luogo sbagliato per un’eventuale, e dal suo punto di vista necessaria, regolamentazione dell’IA. A differenza dell’UE, la Svizzera non è ancora pronta a emanare una normativa orizzontale in grado di indicare la strada da seguire. Per questa ragione, Google propugna un’analisi più approfondita. Nuove norme nel quadro del diritto d’autore dovrebbero agevolare, soprattutto, applicazioni di estrazione di testo e dati (text mining e data mining) al di fuori della ricerca scientifica. Google invita inoltre a considerare anche il fatto che i principali utilizzatori delle applicazioni dell’IA sono proprio i giornalisti. Sarebbe sensato prevedere delle distinzioni nell'approccio adottato. Meta ritiene che le norme del diritto d’autore vigenti siano sufficienti e che eventuali modifiche debbano essere apportate tenendo in considerazione il più ampio contesto internazionale e guardando, in particolare, al lavoro svolto nell’UE e negli Stati Uniti, ma anche a quanto intrapreso spontaneamente all’interno del settore. Dello stesso avviso è Centre patronal. Microsoft non è favorevole all’estensione del progetto alle utilizzazioni da parte dell’IA né ai compensi per i prodotti dell’IA generativa. Fa notare infatti che norme di questo tipo andrebbero a svantaggio dello sviluppo e dell’utilizzo di modelli dell’IA in Svizzera e che le applicazioni dell’IA non utilizzano fonti specifiche, bensì l’intero set di dati.

Prevedete di utilizzare l’IA o vedete possibilità concrete di applicazione? Se sì, in quali settori?

AI, BE, SG, PVL, Centre patronal, Google e GPVL vedono possibilità di applicazione dell’IA in ogni campo della vita e dell’economia, segnatamente nell’elaborazione dei dati (BL, JU, SUISA), nel settore dei media (VD, GPVL, Microsoft), nell’intrattenimento (Centre patronal, Google, GPVL), nel settore della salute (AR, Centre patronal, Google, GPVL), nella ricerca sul clima (Google), nell’agricoltura (Google), nella logistica (Centre patronal, Google), nei trasporti (Centre patronal, Google), nell’energia (Google), nella sicurezza (BL, Centre patronal, Google), nel settore finanziario (Centre patronal), nel settore assicurativo (Centre patronal), nel commercio (Centre patronal), nel marketing (Centre patronal), nella pubblicità (Centre patronal), nell’istruzione (AR, Centre patronal),